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partenza.jpg (102925 byte)XXII Firenze Marathon

Firenze, 27/11/05

A cura di Nuniez

Servizio fotografico di Nuniez e Alessandra Viganò

 

 

Nell'edizione dei record si ripete una doppietta keniana: vincono Samson Kosgei e Alice Chelangat - In 4.872 al traguardo

Ancora kenia alla Firenze Marathon: si ripete nuovamente una doppietta keniana, in campo maschile Samson Kosgei agguanta la seconda vittoria in una maratona a distanza di tre mesi, fermando il cronometro in 2h11'27'', dopo che i suoi contendenti hanno tirato i remi in barca ad uno ad uno; tra le donne non c'è stata storia con la vincitrice Alice Chelangat, prima in 2h30'46'', sempre in testa e mai impensierita dalla diretta rivale Anne Jelagat Kibor ritiratasi lungo il percorso.

 

IL SERVIZIO FOTOGRAFICO
L'Expo' Prima del via La partenza La gara dei Big
Gli arrivi dei primi Le premiazioni Il popolo della maratona
I FILMATI
Partenza1 Partenza2 Partenza3 Partenza Disabili
26°km - I primi 26°km - Goffi 26°km - Carosi 26°km - Leone
26°km - Chelangat Arrivo di Kosgei Arrivo di Kipruto Arrivo di Kororia e Leone
Arrivo di Chelangat Arrivo di Iozzia Arrivo di Kovacs
LA CRONACA

percorso.jpg (140079 byte)Partita con un ritmo decisamente sostenuto, complice anche la discesa nei primi chilometri di gara che da Piazzale Michelangelo porta al Piazzale di Porta Romana, con un passaggio al 10° km di 30'36'', la gara ha visto nei secondi 10 km un assestamento dell'andatura forse anche troppo lento con il passaggio alla mezza maratona in poco meno di 1h05'' rispetto a quel 1h04'30'' concordato alla vigilia con le lepri (i keniani Kirui, Koech e Kipkering) che doveva puntare all'attacco del primato della corsa di 2h10'38", stabilito da Daniel Kirwa Too nel 2001. La prima vittima illustre, probabilmente, di questo ritmo è stata proprio il favorito Danilo Goffi, che qui a Firenze aveva tre grossi obiettivi: bissare la vittoria di Torino, fare il record della gara e staccare anzitempo un biglietto per gli Europei di Goteborg del 2006. Il carabiniere ha cominciato ad accusare i primi sintomi, gambe poco elastiche e difficoltà respiratorie, proprio in corrispondenza del ristoro del 20° km, prendendo una decina di metri di svantaggio, per poi aumentare il distacco gradualmente fino alla decisione di ritirarsi al 30° km.

kosgei.jpg (157129 byte)Mentre gli altri due italiani seguivano a quasi due minuti, con Carosi più brillante nella prima metà e Leone leggermente staccato ma in rimonta, in testa, oramai formata solo da keniani, si staccava leggermente David Kipruto in difficoltà e con una corsa molto scomposta lasciando a contendersi la vittoria Kosgei, Kororia e Kipkemei; dei tre il più brillante appariva Kosgei, nonostante la vittoria alla Maratona di Bruxels a fine agosto, che con un paio di attacchi dopo il 30° faceva progressivamente il vuoto dietro di se e andava a vincere indisturbato con il tempo di 2h11'27''. Alle sue spalle Kororia e Kipkmei andavano letteralmente in palla, venendo ripresi da Kipruto che alla fine riusciva a guadagnare la seconda posizione in 2h16'15'', con Kipkemei che sarebbe arrivato nelle retrovie al 13° posto e con Kororia che si teneva la terza posizione in 2h18'02'' e che per poco non veniva superato nel finale da Giacomo Leone in rimonta, quarto e primo degli italiani in 2h18'04. Angelo Carosi era infine settimo con il tempo di 2h19'55''.

goffi.jpg (110843 byte)Una gara strana con il keniano Samson Kosgei che non ha dovuto far altro che aspettare la crisi di tutti i suoi rivali, a dispetto di quanto si poteva pensare alla vigilia, complice il fatto che Kosgei aveva già fatto, e vinto una maratona, quella di Bruxelles, giusto tre mesi prima con il tempo di 2h12'02; da notare che il vincitore ha siglato anche il suo nuovo primato personale abbassandolo di 16''.

Era la gara per Goffi (a sinistra), doveva essere il protagonista, purtroppo non lo è stato. Il carabiniere ora allenato da Luciano Gigliotti non ha saputo ripetere le ottime prestazioni di Torino '05 e di Venezia '04, qualcosa è andato inspiegabilmente storto e così addio vittoria e primato della corsa (che erano sicuramente alla sua portata) ma anche rinviato ad una maratona primaverile il discorso qualificazioni agli europei di Goteborg.

carosi.jpg (122119 byte)Giacomo Leone rinato? Mah, è vero che era da tre anni che non finiva una maratona e quindi 2h18'' ci può stare, però c'è anche da dire che è un atleta da 7 maratone sotto le 2h10'; il portacolori delle Fiamme Oro si è dichiarato soddisfatto e fiducioso per ritornare ai vertici con l'anno prossimo, gli facciamo un grosso in bocca al lupo.

Angelo Carosi (a destra) ha detto (definitivamente?) addio ai 42 km e 195 mt; a 42 anni l'atleta della Foresta grande siepista italiano, lascia così la maratona che ha rappresentato per lui come una seconda giovinezza, portandolo anche al titolo italiano proprio a Firenze nel 2003.

 

chelangat.jpg (133839 byte)La gara delle donne ha visto il dominio incontrastato di Alice Chelangat; la keniana con un personale di 2h26' sulla distanza ha imposto da subito un ritmo proibitivo sia per la diretta avversaria, la connazionale Anne Jelagat Kibor che non è mai stata in gara e si è poi ritirata probabilmente per problemi di stomaco causati da un colpo di freddo, sia per l'unica italiana in gara Ivana Iozzia. Con un passaggio alla mezza in 1h14'39'' la Chelangat faceva supporre l'intenzione di attaccare il record della corsa (Helena Javornik in 2h28'15'' nel 2002), considerata una seconda parte di gara molto scorrevole, invece la keniana si è poi rilassata pensando solo alla vittoria tagliando il traguardo in 2h30'46''.

La Iozzia invece con quel passaggio alla mezza in 1h15'55, che l'avrebbe dovuta proiettare ad un 2h32' finale (3 minuti sotto il suo personale) ha poi pagato lo scotto di un ritmo forse ancora non alla sua portata. La portacolori della Corradini Excelsior di Rubiera, la stessa squadra di Stefano Baldini, nonostante fosse in evidente difficoltà già dal 30° km ha portato a termine la gara concludendo seconda, e molto provata, in 2h41'48''. Terza la semisconosciuta Ungherese Ida Kovacs, al traguardo in 2h42'56''

Edizione di rilievo, la ventiduesima, per la Firenze Marathon: frantumato il record dello scorso anno di partenti, 5.500 al via di Piazzale Michelangelo e vista.jpg (142797 byte)quello di arrivati, 4.872 contro i 4.011 dello scorso anno. Maratona sempre più internazionale con la partecipazione di circa 2.000 stranieri, con i francesi ad imporsi quale gruppo più numeroso con oltre 600 concorrenti. Variato anche il percorso che però non ha mutato lo scenario, la cui modifica principale prevedeva sostanzialmente il passaggio dalle cascine poco dopo il trentesimo anziché nei primi km come in passato, per il resto non cambiava quasi niente, una scelta probabilmente dettata da esigenze di viabilità, che in questo modo ha permesso di liberare con maggiore anticipo la zona che va da Piazzale Michelangelo fino al lungo Arno. Edizione anche graziata dalla pioggia dopo che il maltempo aveva imperversato nei giorni precedenti fino alla notte precedente la gara, gonfiando l'Arno a livelli di allarme; per onor di cronaca la pioggia non è stata clemente proprio con tutti infatti i concorrenti giunti al traguardo dopo le 4 ore non sono stati risparmiati.

In questi anni ho visto di persona questa maratona crescere sempre di più edizione dopo edizione e anche quest'anno non poteva essere altrimenti e la crescita organizzativa è stata anche premiata dal riconoscimento del popolo della maratona, portandola a raggiungere cifre di una grande blasonata come quella di Venezia. Con questo risultato la Firenze duomo.jpg (143318 byte)Marathon si ritaglia un posto di spicco tre le grandissime maratone italiane e, lasciatemi dire, anche fra quelle straniere, al di là dei numeri che comunque non sono tutto, Firenze ha dalla sua il fatto di avere come sfondo una delle città d'arte più belle del mondo ed un percorso che si snoda interamente nel centro città (cosa da tener bene presente). Un percorso con dei passaggi meravigliosi, dalla partenza da Piazzale Michelangelo dalla quale si scorge l'intera città, quasi fosse lì ad aspettare ad uno ad uno tutti i concorrenti, da Porta Romana a Piazza Pitti, da piazza Duomo (ben due volte) a Piazza della Repubblica, al Parco delle Cascine, da Piazza della Signoria all'arrivo in una stupenda Piazza Santa Croce; una cosa da non sottovalutare in quanto chi ha già corso una maratona sa quanto è di aiuto un percorso di questo genere. E se poi i fiorentini tutti riuscissero a farsi un po' più propria questa maratona facendone maggiormente motivo di orgoglio e di vanto e trascurando un pochino i vari problemi logistici che comporta, allora potrebbe crescere sempre di più e più velocemente, perché se è vero che lungo il percorso il pubblico non manca mai, è da attribuire anche al grandissimo numero di turisti presenti.

È andato tutto bene? Beh, diciamo che forse è mancato un po' di spettacolo sportivamente parlando, per quanto riguarda la gara maschile con un Goffi fuori gara già a metà, l'altro italiano Leone che, come già anticipato alla vigilia, non poteva stare nel gruppo dei primi, senza contare Angelo Carosi dal quale sarebbe un delitto pretendere ancora qualcosa dopo goffi2.jpg (113525 byte)una tale carriera, e dopo comunque aver già vinto a Firenze ben due volte, una delle quali il titolo italiano. Tra i keniani non c'erano atleti di primissimo livello e il ritmo piuttosto sostenuto nei primi dieci chilometri ne ha condizionato pesantemente le prestazioni nel finale. Tra le donne non c'è stata mai gara, la lotta tra le due keniane , la Chelangat e la Kibor, con un personale nettamente migliore la prima ma con un più ampio palmares di vittorie la seconda, non si è mai vista con la seconda sempre in affanno e poi ritiratasi; l'unica italiana in gara, Ivana Iozzia, non poteva certo competere con le prime due, il suo personale di 2h35' non le permetteva il lusso di un ritmo troppo sostenuto, anche se si sentiva pronta per correre attorno alle 2h32', il ritmo imposto nella prima parte di gara dalla Chelangat, era comunque troppo proibitivo. Un plauso in ogni caso alla ns. portacolori che nonostante i problemi fisici accusati già prima del trentesimo km ha stretto i denti ed ha portato a termine la gara.