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Il
primo
appuntamento
agostano
porta
sulle
alture
del
Lago
d'Orta
dove
sorge
Boleto,
una
delle
località
che,
con
Artò,
Centonara
e
Piana
dei
Monti,
formano
il
Comune
di
Madonna
del
Sasso.
Nome
preso
nel
1928
dall'omonimo
Santuario,
eretto
tra il
1730 e
il
1748
su uno
sperone
granitico,
altitudine
638
m.,
dalle
bianche
pareti
a
strapiombo
su
Alzo,
frazione
di
Pella.
Dal
suo
ampio
piazzale
si
apre
un
incantevole
ed
ampio
panorama
dove
l'occhio
resta
estasiato
nell'ammirare
lo
splendore
del
paesaggio
che da
lì si
gode.
Dal
sottostante
lago,
lo
sguardo
si
perde
nello
spaziare
dalle
verdeggianti
colline
alle
più
lontane
montagne
alpine
dell'Ossola
e,
senza
dimenticare
Milano,
agli
ancor
più
distanti
Appennini
Liguri.
Come
tradizione,
il
ritrovo
dei
concorrenti
è
fissato
però
in
Piazza
Europa,
nella
zona
superiore
dell'abitato
vero e
proprio
di
Boleto,
dove
si
trova
anche
la
sede
del
Museo
dello
Scalpellino.
C'era
molta
attesa
per
questa
edizione
numero
27,
cui si
sono
iscritti
in
148,
del
"Trofeo
Carlo
Giacomini".
Quanto
accaduto
lo
scorso
anno
era
ancora
nella
memoria
di
molti,
soprattutto
di
quelli
coinvolti
nelle
disavventure
di
percorso
-
guarda
caso
non
tutti
al via
in
questa
occasione
o
presenti
solo
come
semplici
spettatori.
Invariato
il
percorso
di
gara
che si
sviluppa,
in un
alternarsi
di
impegnativi
saliscendi,
lungo
i
sentieri
che
interessano
i
versanti
inferiori
del
Monte
Avigno,
attraversando
i
boschi
di
castagni
e
faggi
e i
caratteristici
alpeggi
che
contraddistinguono
quest'area.
Un
giro
che
termina
con
l'inserimento
sulla
strada
asfaltata
che,
toccando
la
parte
bassa
del
Monte
Gregn,
scende
in
direzione
Artò.
Arrivati
alla
cappelletta
di San
Giulio,
però,
il
percorso
svolta
a
destra
e si
immette
sull'altra
strada
asfaltata
che,
passando
nei
pressi
del
campo
sportivo
sito
in
questa
zona
periferica,
riporta
verso
Boleto.
Prima
però
di
arrivare
al
traguardo,
da
affrontare
ancora
un
breve
strappo
finale
che
raggiunge
la
parte
superiore
dell'abitato,
dove
si
trova
la
sede
del
Comune,
e la
successiva
breve
discesa
che
sfocia
nella
piazza
di
partenza
per la
definitiva
conclusione.
Un
esito
di
gara
che ha
sorriso
ai
fratelli
Barricelli,
meritatamente
primi
dopo
aver
staccato
con
buon
margine
di
vantaggio
i
rispettivi
avversari.
Il
più
giovane
Pier
Ugo ha
preceduto
Paolo
Proserpio,
Mauro
Uccelli,
Lino
Lenoci
e
Andrea
Brumana.
Monica
ha
distanziato
Rita
Magistri,
Barbara
Caione,
Antonietta
Baronchelli
e
Laura
Silvestrini.
Michael
Cusinato
- su
Matteo
Brumana,
Lorenzo
Porzio
e
Nicolò
Franzoni
- e
Francesca
Cella
- su
Valentina
Mora,
Giulia
Mora e
Monica
Uccelli
- sono
i
vincitori
del
minigiro.
Dunque,
tutto
bene.
Non
completamente,
però.
A
parte
qualche
caduta,
una in
particolare,
fortunatamente
risoltesi
senza
serie
conseguenze,
si
sono
registrate
ancora
alcune
fuoriuscite
di
percorso.
Direttamente
coinvolto
Paolo
Proserpio
che, a
quel
momento
già
secondo,
è
riuscito
a
mantenere
la
posizione
grazie
a
Mauro
Uccelli
che,
vistolo
sbagliare
direzione,
lo
richiamava
riportandolo
sul
giusto
sentiero.
Un
gesto
davvero
sportivo
che fa
onore
a
Mauro.
Anche
altri
concorrenti,
già
conoscitori
o al
primo
assaggio
di
questa
camminata,
sono
incorsi
nel
medesimo
inconveniente.
Molti
meno
dello
scorso
anno i
malcapitati,
indice
di un
migliorata
segnalazione
di
percorso.
Lecito
l'augurio
che
questo
trand
positivo
continui
fino
al
completo
annullamento
di
questi,
chiamiamoli
così,
<<excursus
podistici>>.
(foto
dell'edizione
2002)
Percorso
rinnovato
quello
che
gli
organizzatori
della
locale
Pro
Loco
avevano
preparato
per la
serale
di
Paruzzaro,
un
appuntamento
sempre
di
grande
richiamo
al
punto
che,
per
questa
edizione,
si
sono
raggiunte
le 424
iscrizioni.
Passando
dal
precedente
doppio
anello
ad un
unico
e più
ampio
giro,
il
chilometraggio
previsto
andava
ad
interessare
- dopo
l'invariato
tratto
iniziale
che
sale
verso
la
chiesa
di San
Marcello
e
arriva
al
primo
ponte
autostradale
- i
sentieri
che
tagliano
la
zona
boschiva
superiore
al
confine
con
Invorio.
In
zona
secondo
chilometro,
una
svolta
a
sinistra
portava
in
direzione
Barquedo,
frazione
di
quest'ultimo
comune.
Breve
attraversamento
dell'abitato
e poi
iniziava
una
discesa
entro
i
boschi
della
sottostante
zona
del
Ronco.
Raggiunto
e
percorso
verso
sinistra
il
più
piano
sentiero
che
scorre
ai
piedi
del
terrapieno
dell'autostrada
A26,
il
tracciato
usciva
da
quest'area
e,
dopo
un
breve
strappetto,
ritrovava
l'asfalto
nei
pressi
del
secondo
ponte
autostradale,
quello
più
meridionale
rispetto
all'abitato.
Iniziavano
da lì
i due
chilometri
conclusivi
che,
passando
dal
rione
San
Grato,
ripercorrevano
la
fase
finale
delle
passate
edizioni.
Ivi
compresa,
per
logica
conseguenza,
la
salita
finale
di
quattrocento
metri
che,
con
una
breve
impennata
centrale,
porta
al
tradizionale
arrivo
presso
la
Selva.
In
questa
parte
finale
si
decideva
la
gara
vera e
propria.
A
farla
sua
Claudio
Binda.
Superando
tutti,
il
besozzese
si
imponeva
davanti
a
Salah
Ouyat,
Marco
Brambilla,
Virgilio
Franchi
e
Davide
Gaudino.
Tornava
alla
vittoria,
in
campo
femminile,
Alice
Di
Simone.
Brava
l'oleggese
a
distanziare
le
avversarie
e a
precederle
sul
traguardo
dove
al
secondo
posto
giungeva
Rita
Zambon.
A
seguire
Anna
Reggiori,
Gisella
Campolo
e
Francesca
Dal
Ponte.
Gara
del
minigiro,
anch'essa
rinnovata,
che
vedeva
l'ennesimo
successo
stagionale
di
Michael
Cusinato
- su
Marco
Oioli
e
Matteo
Brumana
- e di
Monica
Mercatali
-
davanti
a
Beatrice
Locatelli
e
Francesca
Gaudino.
Ricordati
i
positivi
riscontri
ottenuti
dal
nuovo
tracciato
di
gara,
un
ulteriore
apprezzamento
va
rivolto
agli
organizzatori
della
Pro
Loco
per
aver
destinato
il
corrispettivo
totale
delle
iscrizioni
a
favore
della
Cooperativa
Sociale
"Il
Ponte"
di
Invorio.
Le
nere
nubi
che si
stavano
intensificando
sulla
zona
sembravano
le
stesse
incontrate
lo
scorso
anno.
Fortunatamente,
quelle
del
2005
non si
sono
aperte
e la
minaccia
di
pioggia
temporalesca
non si
è
concretizzata.
Ancora
nascoste,
pertanto,
le
stelle.
Quelle
sotto
le
quali,
come
da
denominazione,
dovrebbe
svolgersi
la
gara
di
Megolo.
Questa
situazione
atmosferica
ha
comunque
rinnovato
la
suggestività
dell'ambiente,
accentuata
ancor
di
più
dalle
fiaccole
che,
sostitutive
dei
lumini,
hanno
rischiarato
la
parte
del
percorso
all'esterno
dell'abitato
della
frazione
pievese,
specialmente
nel
tratto
di
andata/ritorno
verso
Rumianca.
Proprio
in
direzione
di
quest'altra
frazione
di
Pieve
Vergonte
si
sono
indirizzati,
dopo
il
tradizionale
via
delle
ore
22.00,
i 95
partecipanti.
Un'iniziale
modifica
sul
precedente
tracciato
che li
ha
portati
a
compiere
un
giro
nel
centro
dell'abitato.
Rientrati
a
Megolo,
sono
iniziati
i due
giri
che,
invariati,
attraversano
le vie
del
paese
e
comprendono
anche
il
passaggio
all'interno
del
sagrato
della
Chiesa
Parrochiale
di San
Lorenzo
con la
successiva
salita
verso
l'area
cimiteriale.
Sul
traguardo
finale,
posto
nei
pressi
del
locale
circolo,
è
giunto
vincitore
Salah
Ouyat.
Il
marocchino
ha
preceduto
di tre
secondi
Pier
Ugo
Barricelli,
vincitore
dell'edizione
2004.
Il
besozzese
Marco
Tiozzo
era
poi
terzo
e
veniva
seguito
da
Giuseppe
Affabile
e
Alessandro
Bertolino.
L'emergente
ossolana
di
Coimo
di
Druogno
Melissa
Zanoletti,
si è
aggiudicata
la
prova
femminile
tendendo
a bada
Federica
Cerutti,
altro
nome
promettente.
In
ordine
d'arrivo
si
sono
poi
classificate
Annalisa
Rossetti,
Anna
Borghi
e
Michela
Zanetti.
Ecco
la
grande
novità
dell'estate
podistica
2005.
Venticinque
anni
dopo
quel
3/08/80,
Macugnaga
ritorna
nel
mondo
podistico
amatoriale.
Allora
inserita
nel
calendario
Gamba
d'Oro,
aveva
come
denominazione
"D'land
lòufutu",
termine
walser
di
"Camminata
di
casa
nostra".
Con
partenza
da
Pestarena,
l'impegnativo
tracciato
andava
a
toccare
il
Lago
delle
Fate
per
ridiscendere
e
risalire
lungo
i
sentieri
della
riva
destra
dell'Anza,
il
torrente
che
dà il
nome
all'intera
vallata.
Attraversatone
più a
nord
il
corso
per
mezzo
di un
ponte,
veniva
raggiunta
l'area
delle
seggiovie
sopra
Pecetto
dalla
quale
si
discendeva,
sempre
su
sentiero,
verso
il
traguardo
finale
posto
in una
via
laterale
alla
piazza
principale
di
Staffa.
Ad
un
quarto
di
secolo
esatto,
per
questa
rentrée
della
"perla
del
Rosa",
104
gli
iscritti
totalizzati,
partenza
ed
arrivo
erano
fissati
nell'area
del
centro
sportivo
di
Pecetto.
La
lunghezza
complessiva
prevista
di
8,200
km
veniva
coperta
da un
doppio
giro
che,
escludendone
la
parte
iniziale,
ripercorreva
parte
del
vecchio
tracciato.
Quindi,
subito
in
partenza,
ecco
la
discesa
verso
Staffa
e,
senza
passarne
dal
centro,
il
successivo
suo
attraversamento
che
portava,
attraversato
l'Anza,
verso
Opaco.
Da lì
in
avanti
era
tutto
un
revival,
di
fatica
e di
sensazioni,
fino
al
rientro
a
Pecetto.
Un
chilometraggio
pertanto
ricco
di
saliscendi
che,
per la
sua
doppia
iterazione,
è
risultato
impegnativo.
Certo
non si
affrontavano
salite
erte e
ripide
discese,
ma -
perdonate
la
chiosa
- il
definirlo,
come
qualcuno
ha
scritto
su di
un
quotidiano,
"pianeggiante"
non è
certo
sembrato
l'aggettivo
più
appropriato
per
questo
percorso.
A
dodici
ore
esatte
dal
suo
successo
a
Megolo,
Salah
Ouyat
ha
saputo
ripetersi
e,
respingendone
i
tentativi
di
rimonta,
si è
imposto
con un
adeguato
margine
di
sicurezza
nei
confronti
di
Marco
Tiozzo.
In
evidenza,
pur
più
staccato,
Moreno
Mercatali,
autore
di una
buona
prestazione
che
gli è
valsa
la
terza
piazza.
Le
successive
posizioni
se le
sono
poi
aggiudicate
Flavio
Prina
e
Francesco
La
Barbera.
Più
netto
il
vantaggio
con
cui
Simona
Galli
si è
aggiudicata
la
gara
femminile.
Con un
buon
ritmo
di
gara,
la
feriolese
si è
ben
presto
messa
alle
spalle
le
più
pericolose
avversarie
per
andarsene
poi
verso
la
meritata
vittoria.
Piazza
d'onore
per la
lavenese
Ombretta
Bellorini,
in
allenamento
proprio
da
queste
parti,
seguita
da un
tris
di
"cittadine"
composto
dall'oleggese
Alice
Di
Simone,
dalla
galliatese
Clelia
Fonio
e
dalla
giovane
saronnese
Anna
Borghi.
In
azione,
su una
distanza
minore,
anche
gli
under
14.
Tra i
ragazzi
si è
imposto
Marco
Oioli
precedendo
Luca
Scesa,
Nicolò
Peccatori,
Federico
Peccatori
e
Ignazio
Racchelli.
Monica
Mercatali
ancora
al
primo
posto
davanti
ad
Elettra
Artissino
le cui
sorelle
Francesca
e
Maddalena,
precedute
da
Monica
Uccelli,
hanno
poi
chiuso
in
quarta
e
quinta
posizione.
Questo
atteso
ritorno
di
Macugnaga
è
stato
positivamente
commentato
dai
partecipanti.
Senza
però
non
far
presente
agli
organizzatori
la
presenza
al
tavolo
di
ristoro
d'arrivo
della
benchè
minima
bottiglia
di
acqua,
minerale
o
naturale
che
dir si
voglia.
Necessità
maggiormente
sentitasi,
oltre
che
per la
fatica
della
gara,
anche
per il
caldo
sole
di
quelle
ore.
Note
del
dopo
corsa
pomeridiano:
certo
che se
il suo
prezzo
è di
3 euro
al
litro,
come
chiesto
in un
bar
locale,
l'acqua
qui
costa
più
della
benzina!!!!
Collaudata
e ben
rodata
ormai
da
molte
edizioni,
la
"Camminata
di San
Lorenzo"
di
Gozzano
risulta,
grazie
alla
competente
presenza
di
esperti
podisti
al
fianco
del
comitato
o
rganizzatore,
una
delle
serali
con
maggior
partecipazione
in
questo
periodo.
A
contenderle
la
palma
di
"regina
dell'Agosto"
la
gara
di
Paruzzaro,
cui
però
la
manifestazione
gozzanese
si è
molto
avvicinata
grazie
ai 391
iscritti
fatti
registrare
in
questa
occasione.
Per la
quale
è
rimasto
invariato
il
percorso
di
gara
caratterizzato
da due
salite.
La
prima
da
affrontare,
la
più
insidiosa,
la si
incontra
dopo
due
chilometri
con
l'imbocco
di un
sentiero
che
sale
verso
la
boschiva
del
Monte
Bello.
Arrivato
a
mezza
costa,
il
tracciato,
però,
non si
dirige
verso
la
cima
dell'altura
ma,
girando
a
destra,
si
immette
lungo
un
nuovo
sentiero
che,
attraversando
la
zona
della
Fungera,
rientra
scendendo
verso
Gozzano
per
concludersi
all'incrocio
con la
strada
che
sale
verso
la
Baita
degli
Alpini.
Meno
lunga
e più
abbordabile
la
seconda
salita.
Iniziata
poco
dopo
l'attraversamento
della
strada
provinciale
che
scende
da
Invorio,
vede i
partecipanti
raggiungere
i
boschi
della
più
bassa
collina
del
Ròccolo
Ferrari
per
poi,
entrati
nel
chilometro
finale,
buttarsi
nella
successiva
discesa
che si
spegne
cento
metri
prima
del
traguardo
che,
raggiunto
dopo
questo
tratto
piano,
si
trova
davanti
al
sagrato
della
Chiesa
di San
Lorenzo.
Un'area
fondamentale
per il
paese.
Come
attestano
molti
storici,
Gozzano
ha un
passato
che si
perde
nella
notte
dei
tempi
e
certamente
già
in
epoca
lontanissima
queste
terre
furono
abitate.
Testimonianza
concreta
il
rinvenimento
di
recipienti
fittili
dell'Età
del
bronzo.
Proprio
questa
zona
attorno
a San
Lorenzo
-
probabilmente
la
novantanovesima
chiesa
costruita
dai
due
fratelli
San
Giuliano
e San
Giulio,
evangelizzatori
secondo
la
tradizione
e la
leggenda
delle
terre
del
Cusio
-
doveva
essere
interessata
da un
seppur
modesto
insediamento.
Scrive
infatti
lo
storico
Cotta:"Narrano
li
terrieri
che
questa
terra
giacesse
all'intorno
dell'infrascritto
oratorio
di San
Lorenzo,
ma che
gli
antenati
loro o
per
incendio
appiccatovi
da
nemici,
per
cui
rimase
distrutto,
o per
l'inopportunità
della
situazione,
l'abbandonassero
e
trasportassero
quivi
le
sedi".
Tornando
alla
cronaca
podistica
dei
giorni
nostri,
niente
rispetto
al
passato,
l'esito
finale
di
questa
camminata
ha
visto
ancora
salire
alla
ribalta
Salah
Ouyat.
Il
marocchino
di
Soriso,
vincitore
anche
nel
2004,
è
così
riuscito
- con
questa
vittoria
ottenuta
precedendo
Alessandro
Soldà,
Virgilio
Franchi,
Marco
Tiozzo
ed
Andrea
Brumana
- a
realizzare
l'en
plein
di tre
successi
in
altrettanti
prove
e
giorni
consecutivi.
Una
davvero
grande
performance
per
l'atleta
nordafricano.
Sugli
scudi,
in
questa
gara
gozzanese,
anche
Federica
Cerutti.
La
giovane
borgomanerese,
avviata
verso
un
futuro
podistico
più
che
promettente,
si è
aggiudicata
la
gara
femminile
staccando
Rita
Magistri,
Cristina
Grassi,
Alice
Di
Simone
e
Yulia
Baykova.
Futuro
podistico
anch'esso
da
protagonisti
sembra
anche
quello
che si
sta
delineando
per
Michael
Cusinato
e
Monica
Mercatali.
Per
loro
un'altra
perla
da
aggiungere
alla
collana
di
vittorie
fin
qui
ottenuto.
A
cedere
in
questo
minigiro
loro
il passo
nelle
rispettive
categorie
sono
stati
Marco
Oioli,
Massimiliano
Cerutti,
Matteo
Brumana
e
Stefano
Secchia
in
quella
maschile
e
Alice
Sogni,
Francesca
Cella,
Stefania
Gramoni
e
Cristina
Sogni
nell'altra
femminile.
(Nella
foto
la
partenza
nel
2004
Risparmiata
quest'anno
dal
maltempo,
la
"Camminata
della
Madonna
dell'Occhio"
ha
potuto
annoverare
al via
un
buon
numero
di
partecipanti.
225 il
conteggio
finale
degli
iscritti
ai
quali
veniva
riproposto
il
classico
tracciato.
Terreno
adatto
ai
velocisti,
privo
com'era
del
benchè
minimo
ostacolo
altimetrico,
quello
entro
il
quale
si
sono
snodati
i
5,470
km
previsti.
Irrilevante
risultava
infatti
il
dislivello
tra il
doppio
anello
iniziale,
che
aveva
come
giro
di boa
la
Parrocchiale
di San
Pietro,
e la
successiva
più
ampia
tornata
che
raggiungeva
l'area
del
Tecnoparco
per
definitivamente
rientrare
verso
la
piccola
chiesetta,
ai
lati
della
quale
era
posto
l'arrivo.
A
giungervi
per
primo
era
Claudio
Caretti
(nella
foto
il suo
secondo
posto
alla
Sgamelaa
2002) che
precedeva
Paolo
Ferrigato,
Claudio
Cecchetti,
Pier
Ugo
Barricelli
e
Alessandro
Bertolino,
tutti
atleti
che
ben si
esprimono
in una
gara
dalle
simili
caratteristiche.
Per
Simona
Galli,
che
risiede
nella
poco
distante
frazione
bavenese
di
Feriolo,
questa
zona
non ha
segreti,
percorrendola
spesso
nel
corso
di
vari
allenamenti.
Così
non ha
voluto
mancare
l'appuntamento
con la
vittoria,
fatta
sua
dopo
aver
staccato
le
dirette
avversarie.
Prima
delle
quali
la
nervianese
Fabrizio
Rossi,
cui
seguivano
Alice
Di
Simone,
Gisella
Campolo
e
Maria
Grazia
Barcella.
Dopo
Macugnaga,
il
giovane
ornavassese
Marco
Oioli
si
imponeva
ancora
nel
minigiro,
battendo
Matteo
Brumana
e
Lorenzo
Porzio.
Stessa
doppietta
anche
per
Monica
Mercatali,
qui
prima
davanti
a
Beatrice
Locatelli
e alla
giovane
saronnese
Silvia
Borghi.
Neve
ad
Armeno.
No,
niente
paura,
nessuno
stravolgimento
di
clima
ma un
semplice
gioco
di
parole
uscito
dall'esito
di
questa
mattutina
edizione
della
"Marcia
di
Furistè".
Ad
aggiudicarsi
questa
edizione
numero
trentatre
è
stato
infatti
Emanuele
Neve.
L'atleta
della
frazione
Ronco
di
Pella,
già
autore
di
buoni
piazzamenti
nelle
passate
gare,
al
traguardo,
posto
all'interno
dei
giardini
di
Piazza
della
Vittoria,
e ha
preceduto
Paolo
Ferrigato,
Tiziano
Sola,
Francesco
La
Barbera
e
Moreno
Mercatali.
Per
Emanuele
questa
di
Armeno
era
una
gara
cui
teneva
molto
per
motivi
personali.
L'essersela
meritatamente
aggiudicata
gli ha
infatti
permesso
di
dedicare
questo
successo
alla
memoria
del
padre
di un
ragazzo
di
Armeno,
suo
compagno
di
studi.
Dominatrice
della
gara
femminile
Monica
Brunati.
La
biker
di
Carciano
di
Stresa
si è
imposta
con
ampio
margine
di
vantaggio
su
Daniela
Maestroni,
Barbara
Caione,
Caterina
Giobbio
e
Clelia
Fonio.
Un
intoppo
sulla
segnalazione
di
percorso
del
minigiro
ha
portato
gli
incolpevoli
primi
ad
ottenere
uno
sconto
di
qualche
centinaia
di
metri.
Ma
tanto
ampio
era il
loro
vantaggio
sugli
immediati
inseguitori
che
l'organizzazione
ne ha
confermato
l'ordine
d'arrivo.
Pertanto,
vincitore
assoluto
è
effettivamente
risultato
Matteo
Brumana
davanti
a Luca
Scesa
e
Lorenzo
Barzi.
Confermato
anche
l'arrivo
per le
ragazze
con
ancora
prima
Monica
Mercatali
seguita
da
Beatrice
Locatelli
ed
Elena
Barzi.
Una
piccola
pecca
-
rimediata
già
pochi
istanti
dopo
il
"fattaccio"
tanto
che il
restante
e più
numeroso
gruppo
alle
spalle
dei
più
veloci
ha
portato
a
termine
l'intero
percorso
previsto
- che
non
deve
suonare
a
demerito
per il
gruppo
dei
ragazzi
dell'Oratorio,
alla
loro
prima
esperienza
organizzativa.
I
quali,
anzi,
avevano
preparato
un
diverso
sviluppo
per il
giro
lungo,
allungandolo
nella
parte
iniziale
tra le
vie
del
paese
che
comprendeva
un
tratto
della
salita
verso
Coiromonte.
Seguiva
poi,
discesi
ed
attraversata
la
provinciale
Due
Riviere,
una
parte
collinare
mista
che,
senza
entrare
nel
cuore
del
sentiero
vita,
portava
a
compiere
un
giro
fino a
Pisogno
fino
al
ritorno
in
centro
abitato
nell'area
d'arrivo.
Risultato
più
breve
rispetto
al
passato
ha
comunque
ottenuto
pareri
favorevoli
dai
partecipanti.
Anche
se poi
la
cifra
di 179
iscritti
totalizzata
per
questa
edizione
risulta
nettamente
inferiore
alle
precedenti,
questo
dato
non
deve
scoraggiarli
ma
spronarli
ad
insistere
nei
loro
sforzi.
Va
comunque
precisato
che
sono
mancate
solo
le
iscrizioni
perchè
l'effettivo
numero
di
partecipanti
è
risultato
comunque
sulla
stessa
linea
dell'edizione
2004.
Per
questo,
ragazzi,
dateci
sotto
e i
risultati
vi
premieranno.
Appuntamento
pomeridiano
presso
il
centro
di sci
di
fondo
di
Ceppo
Morelli.
Qui è
stata
portata
l'area
di
ritrovo
ed
arrivo
della
camminata
organizzata
in
collaborazione
tra lo
Sci
Club
Valle
Anzasca,
il
locale
gruppo
A.N.A.
ed il
G.S.
Genzianella.
Questo
spostamento
ha
parzialmente
modificato
nella
sua
parte
iniziale
il
percorso
tradizionale.
La
partenza
è
stata
infatti
data
nella
via
cittadina
appena
sopra
questa
zona
con i
partecipanti
che,
usciti
in
direzione
della
strada
per
Macugnaga,
toccata
per
pochi
metri,
si
sono
buttati
nella
breve
picchiata
che
porta
sul
ponte
dell'Anza.
Superatolo,
si
sono
ritrovati
a
passare
dal
campo
sportivo
dove
avrebbero
ripreso
il
sentiero
interessato
dalle
precedenti
edizioni.
Così,
affrontati
i
brevi
strappi
che si
succedevano,
sono
scesi
fino
al
più
piccolo
ponte
nella
parte
sottostante
la
frazione
di
Borgone.
Ancora
una
brevissima
discesa
a
destra
dopo
l'attraversamento
dello
stesso
per
poi
svoltare
a
sinistra
ed
iniziare
la
risalita,
sempre
su
sentiero
sterrato
e
costellato
anch'esso
da
saliscendi,
verso
Ceppo
Morelli.
Una
deviazione
a
sinistra,
altra
piccola
variazione
inserita
poco
prima
del
chilometro
finale,
portava
a
compiere
un
breve
su e
giù
verso
la
riva
dell'Anza.
Una
volta
risaliti,
si
passava
tra le
strette
vie
delle
prime
abitazioni
ceppomorellesi
fino
ad
entrare
in un
sentiero
più
erboso
che
portava
sotto
l'arco
di
arrivo.
Sfortunato
protagonista
della
corsa
Ivan
Volpone.
Al
comando
fino a
quel
momento,
l'atleta
stronese,
passato
il
ponte
sotto
Borgone,
scendeva
diritto
verso
destra.
Richiamato
da
Rainelli,
soppraggiunto
nel
mentre,
Volpone
risaliva
e si
portava
sul
giusto
sentiero
alle
spalle
dello
stesso.
Nel
tentativo
di
riprendere
la
testa
della
corsa
gli
procurava,
come
da lui
ammesso
al
termine,
un
fuori
giri
per
lui
fatale.
Senza
alcun
cedimento
da
parte
sua,
Rainelli,
atleta
di
casa,
poteva
così
andare
vittoriosamente
verso
l'arrivo,
ripentendo
il
successo
dello
scorso
anno.
Alle
spalle
di
Volpone,
che
manteneva
definitivamente
il
secondo
posto,
si
classificava
Damiano
Lenzi,
grande
promessa
dello
sci
alpinismo,
seguito
da
Claudio
Consagra
e
Gabriele
Blardone.
La
prova
femminile
ha
portato
alla
ribalta
Anna
Donegana,
vincitrice
davanti
a
Veronica
Ciocca,
Alice
Consagra,
Raffaella
Vannini
e
Adriana
Balagna.
Ancora
in
bella
evidenza
l'intero
comitato
organizzatore
che ha
offerto
a
tutti,
iscritti
e par-
tecipanti,
un'ottima
assistenza
maggiormente
evidenziata
da
quanto,
come
lo
scorso
anno,
preparato
per il
ristoro
di
fine
manifestazione,
dove
sono
state
offerte
altre
gustose
fette
di
crostate
alla
frutta,
appositamente
preparate,
senza
dimenticare
la
medaglia
ricordo
e i
numerosi
premi
a
sorteggio.
Ultimo,
ma
fattore
principale,
il
fine
stesso
della
manifestazione,
il cui
ricavato
sarà
interamente
devoluto
all'Associazione
Italiana
Ricerca
sul
Cancro.
Stante
tutto
ciò,
se
questa
edizione
ha
raccolto
165
iscrizioni
-
cifra
record
a
detta
degli
stessi
organizzatori
-, le
future
non
potranno
che
vederne
aumentare
il
numero.
Ceppo
Morelli,
un
nome
da
annotare
sul
carnet
degli
appuntamenti
per
l'agosto
2006.
Sarà
stato
anche
"un
sabato
italiano"
ma
sicuramente,
sotto
l'aspetto
podistico,
non
"qualunque"
nè,
soprattutto,
"tranquillo",
come
cantato
da
Sergio
Caputo.
Il
terzo,
meglio
dire
quarto
visto
la
contemporaneità
di
orario
tra
Ceppo
Morelli
e Pian
di
Nava,
e
conclusivo
- per
fortuna,
dirà
qualcuno
-
appuntamento
della
giornata
fissato
nella
frazione
omegnese
di
Cireggio.
Purtroppo,
e del
resto
prevedibile,
ridotta
la
partecipazione
con
gli
iscritti
arrivati
alla
cifra
finale
di 75
unità,
la
maggior
parte
dei
quali
hanno
optato
per il
minigiro.
Gara
che si
sono
aggiudicati
Massimiliano
Cerutti,
su
Luca
Scesa
e
Riccardo
Pagani,
e
Silvia
Borghi,
davanti
a
Barbara
e
Martina
Boca.
La
trentina
di
concorrenti
che
hanno
preso
il via
nel
giro
lungo
si
sono
cimentati
lungo
il
percorso
tradizionale
che,
dopo
l'iniziale
passaggio
attorno
all'abitato
cireggese,
li ha
portati
a
raggiungere
Ponte
Bria.
Un
giro
completo
caratterizzato
dalla
lunga
salita
nel
tratto
di
andata
conseguentemente
fattasi
discesa,
una
volta
effettuata
la
tornata
all'interno
di
questo
piccolo
agglomerato
di
case,
nel
rientro
verso
Cireggio.
Da
affrontare,
però,
ancora
un'ultima
breve
salita
fino
alla
Chiesa
Parrocchiale
prima
del
conclusivo
arrivo,
posto
nel
cortile
dell'oratorio.
Risiede
a
Cesara,
comune
poco
distante,
il
vincitore
di
questa
12^
"Camminata
dell'Assunta".
Già
in
testa
al
giro
di boa
di
Ponte
Bria,
Carlo
Carlini
ha
incrementato
il
proprio
vantaggio
lungo
la
discesa,
arrivando
così
da
solo
al
traguardo.
Positivo
secondo
posto
per
Lino
Lenoci
ottenuto
che,
lanciandosi
da
solo
all'inseguimento
del
battistrada,
si era
sbarazzato
degli
altri
avversari.
Per la
terza
piazza
era
Paolo
Venturini
a
contenere
e
precedere
Roberto
Scesa,
mentre
il
saronnese
Raffaello
Borghi,
papà
di
Anna e
Silvia,
si
conquistava
meritatamente
un bel
quinto
posto.
Molto
brava
la
cadrezzatese
Rita
Magistri
che si
imponeva
nella
gara
femminile
riuscendo
a
precedere
la
giovane
Federica
Cerutti.
Alle
spalle
delle
due
protagoniste,
terza
posizione
per
Michela
Zanetti
seguita
da
Paola
Platè
e da
Adriana
Capelli.
Seconda
domenica
podistica
anzaschina
nella
laterale
Valle
Baranca,
dove
sorge
Bannio
Anzino.
Ritrovo
di
gara
fissato
nella
piazza
di
Bannio,
capoluogo
del
Comune
e per
il
corso
di
molti
secoli
capitale
amministrativa
e
religiosa
dell'intera
Valle
Anzasca.
Bannio
era
già
abitata
all'epoca
dei
Romani,
la cui
presenza
è
stata
testimoniata
dalla
necropoli,
risalente
al 100
a.C.,
scoperta
nei
pressi
delle
scuole
elementari
dallo
studioso
banniese
Michele
Bionda.
Altro
orgoglio
ed
elemento
più
caratteristico
della
cultura
di
Bannio
è
certamente
la
Milizia
Tradizionale,
costituitasi
nel
1622 e
diventata
oggi
motivo
di
vanto
per la
popolazione.
Trae
le sue
origini
dalle
"Milizie
Territoriali"
istituite
nei
primi
anni
del
XVII
secolo
dal
Marchese
Mendoza
che
reclutò
tutti
gli
uomini
abili
dai 18
ai 50
per
rafforzare
l'esercito
spagnolo
che
controllava
questi
territori
nella
guerra
contro
il
Piemonte
Sabaudo.
Senza
armi,
con
divise
di
altro
spessore
e
fattura
ed
impegnata
solo
per
una
battaglia
sportiva,
la
più
semplice
milizia
dei
podisti
ha
visto
schierate
al via
un
centinaio
di
unità,
a
fronte
di 110
iscrizioni.
Prima
a
scendere
in
campo
la
pattuglia
giovanile,
impegnata
nel
minigiro.
Ad
imporsi,
tra
questo
gruppetto
di
giovani
virgulti,
sono
stati
Davide
Volpone,
davanti
a Luca
Scesa
e
Marco
Iatomasi,
e Sara
Allegranza,
su
Barbara
e
Martina
Boca.
Più
numerosa
la
truppa
impegnata
a
superare
e
debellare
insidie
ed
asperità
presenti
lungo
i
settemilacinquecento
metri
del
percorso
principale.
Ostacoli
incontrati,
poco
dopo
il
tratto
iniziale,
già
nel
corso
della
stretta
discesa
che,
tra
boschi
prima
e
prati
poi,
porta
a
raggiungere
Pontegrande.
Meno
sconnessa
l'immediata
risalita
sulla
strada
asfaltata
che,
arrivati
al
bivio
e
superato
il
ponte
sul
torrente
Olocchia,
porta
i
concorrenti
in
direzione
di
Anzino.
A
questa
località
si
arriva
percorrendo
un
sentiero
che,
tagliando
tutti
i
tornanti
della
strada
principale,
si
inerpica
sempre
più
sulle
prime
propaggini
del
Monte
Scarpignano
fino
ad
inasprirsi
nell'ultimo
tratto
che
raggiunge
le
prime
case.
Sempre
in
salita,
si
attraversa
il
paese
per
poi
prendere
a
destra
il
sentiero
lungo
il
quale
si
incontrano
le cappelle
raffiguranti
le
stazioni
della
Via
Crucis.
Abbandonato
dopo
averne
percorso
un
breve
tratto,
ecco
iniziarsene
un
altro
che
sale
ancora
entro
i
boschi
circostanti
fino
ad
arrivare
alla
zona
della
Baulina,
il
punto
più
alto
toccato
dal
percorso.
La
successiva
parte
in
discesa,
sempre
in
zona
boschiva,
termina
in
prossimità
del
ponticello
sul
Rosenza,
l'altro
torrente
della
zona
che si
immette
più a
valle
nell'Olocchia.
Superato
il
corso
d'acqua,
si
ritrova
l'asfalto,
terreno
che
caratterizzerà
tutta
la
rimanente
parte
finale,
immettendosi
sulla
strada
che
sale
ed
attraversa
Valpiana.
Successiva
discesa
che,
dopo
un
ultimo
strappo,
porta
alla
picchiata
finale.
Con
una
maggior
attenzione
da
prestare
nel
breve
sentiero
sterrato
che
taglia
un
tornante
e nel
tratto
tra i
prati
quando
già
si è
arrivati
in
paese,
si
sbuca
agli
ultimi
duecento
metri
che,
sempre
in
discesa,
portano
al
traguardo
fissato
davanti
al
tendone
dei
festeggiamenti.
A
mettere
in
riga
la
nutrita
fila
di
baldi
concorrenti,
i
vessilliferi
anzaschini,
in
testa
a
tutti
Marco
Rainelli.
Sceso
dalla
vicina
Ceppo
Morelli,
è
stato
infatti
lui
che,
vincitore
il
pomeriggio
primo
sul
suolo
natio,
ha
primeggiato
al
termine
di
questa
dura
ma
bella
tenzone
podistica.
Alle
sue
spalle,
altri
due
atleti
valligiani
nativi
proprio
di
Bannio
Anzino
con
Gabriele
Pozzi,
vincitore
dell'edizione
2004,
al
secondo
posto
davanti
ad
Enrico
Zambonini,
impegnatosi
anche
nella
veste
di
organizzatore.
Le
posizioni
successive
se le
rispettivamente
aggiudicavano
Andrea
Musumeci
e
Dario
Tabacco.
Provengono
invece
dalla
Provincia
di
Novara
le
protagoniste
della
gara
femminile.
Da
Bedisco,
frazione
della
pianeggiante
Oleggio,
proviene
infatti
Alice
Di
Simone,
vincitrice
con un
buon
margine
su
Yulia
Baykova,
la
giovane
novarese
di
origine
russa,
con la
vergantina
Michela
Zanetti,
più
staccata,
in
terza
posizione.
La
serie
avrebbe
potuto
continuare
ma ad
interromperla
ci
pensava
Barbara
Martelli
che,
residente
a
Piedimulera
-
comune
che si
trova
ad
inizio
valle
-,
precedeva
la
borgomanerese
Deborah
Taraborelli
ben
difendendo
i
colori
anzaschini
con un
più
che
meritato
quarto
posto.
Un
temporale
pomeridiano,
uno
dei
classici
temporali
estivi,
ha
rischiato
di
compromettere
seriamente
la
disputa
della
"A
curum
a Vran"
(Corriamo
ad
Aurano).
Fortunatamente,
nonostante
i
numerosi
scrosci
di
pioggia,
la
sfuriata
è
passata
in
poche
ore
cosicchè
alle
16.00,
orario
di
ritrovo,
il
sole
era
già
tornato
a
splendere
sopra
il
Monte
Zeda
ed il
terreno
era
riuscito
a ben
assorbire
l'acqua
caduta.
Nel
ristretto
spiazzo
sovrastante
il
Municipio
di
questo
piccolo
comune
della
Valle
Intrasca,
area
appositamente
preparata
per
l'occasione
con
tanto
di
panche
e
tavoli
sui
quali
gustare
e
consumare
il
ricco
buffet
preparato
per
fine
corsa,
si
sono
radunati
una
cinquantina
di
atleti.
Tra
loro,
non
poteva
mancare
Emanuela
Brizio
(a
destra),
la
valente
atleta
che
sta
contendendo
alla
francese
Corinne
Favre
la
vittoria
nella
Coppa
del
Mondo
di
Skyrunning.
Proprio
lei
che
risiede
a
poche
centinaia
di
metri
più
sotto
e che
sta
portando
alla
ribalta
mondiale
il
nome
di
questo
paese,
"un
gruppetto
di
case
aggrappate
ad un
monte"
- come
canta
Claudio
Baglioni
in
"Quanta
strada
da
fare"
(titolo
che
ben si
addice
ad
Emanuela),
brano
contenuto
nell'album
"E
tu...".
Il
tracciato,
preparato
anche
dal di
lei
fratello
Mauro,
risultava
breve
ma
impegnativo
perchè
nel
corso
dei
suoi
giri
prevedeva
la
lunga
e
caratteristica
scalinata
che
parte
poco
sotto
la
settecentesca
Chiesa
Parrocchiale
di San
Matteo
e sale
nella
parte
superiore
dell'abitato,
dove
si
trovava
il
sentiero
sterrato
che,
salendo
per un
breve
tratto
tra i
boschi
sovrastanti,
completava
il
giro
con la
successiva
stretta
discesa
che
terminava
poco
sotto
l'edificio
di
culto.
Affrontata
per
due
volte
dalle
donne
e tre
per
gli
uomini,
tanti
erano
infatti
i
rispettivi
giri
da
completare,
questa
successione
di
scalini
di
varia
larghezza
-
tipici
per
questi
centri
di
montagna
come
la
vicina
Intragna
-
risultava
selettiva
e
decisiva
per
l'esito
finale.
Promettente
atleta
della
corsa
in
montagna,
l'ossolano
Alberto
Gramegna,
portacolori
dell'A.S.
Caddese
diretta
dai
fratelli
Trapani,
si è
dimostrato
il
migliore
e si
è
imposto
con un
buon
vantaggio
nei
confronti
del
compagno
di
squadra
Fabrizio
Cartini.
A
brevi
distacchi
tra
loro
tagliavano
poi il
traguardo
Luca
Diana,
Angelo
Sergio e
Mauro
Pirazzi.
Onorando
fino
in
fondo
la sua
partecipazione,
Emanuela
Brizio
si è
aggiudicata
la
vittoria
in
campo
femminile,
rinuciando
però
al
premio
finale
della
prima
arrivata.
Un bel
gesto
sportivo
che le
fa
davvero
onore.
Domenica
decisamente
positiva
per
Alice
Di
Simone
che ha
così
potuto
aggiungere
il
secondo
posto
qui
ottenuto
al
successo
di
Bannio
Anzino.
Ancora
alla
ribalta
la
saronnese
Anna
Borghi,
vincitrice
il
giorno
prima
della
prova
femminile
a Pian
di
Nava,
giunta
terza
con la
più
giovane
sorella
Silvia
altrettanto
brava
nel
chiudere
al
quarto
posto.
La
posizione
successiva
se
l'è
poi
meritatamente
conquistata
la
giovane
atleta
di
casa
Emilye
Caretti.
Non
si
può
chiudere
queste
righe
senza
complimentarsi
con
tutti
i
componenti
l'apparato
organizzativo.
Davvero
esemplare
quanto
da
loro
preparato
e
messo
a
punto
per
l'occasione
sia
per
quanto
concerne
la
corsa
vera e
propria
sia, e
soprattutto,
per
quel
ristoro
di
fine
gara
da
fare
invidia.
Un
elogio
ed un
ringraziamento
particolare
alla
bravissime
donne
auranesi
che
hanno
preparato
il
previsto
buffet,
davvero
assai
ricco
di
ogni
prelibatezza,
ivi
compresa
la
polenta
con
lenticchie.
Piatto
che
qualcuno
riterrà
fuori
stagione,
trovandoci
alla
vigilia
di
Ferragosto.
Ma
che,
ben
preparato
e
caldo
com'è
stato,
è
riuscito
a
rendere
più
sopportabile
la
fresca
e
frizzante
aria
scesa
dallo
Zeda
al
calare
della
sera.
L'hanno
denominata
"Stracaà",
parola
dialettale
che
vuol
dire
"stancata",
e come
biglietto
da
visita
è
indubbiamente
significativo.
Nello
svilupparsi
del
suo
chilometraggio,
infatti,
il
tracciato
di
questa
camminata
porta
ad
effettuare
un
giro
vero e
proprio
attorno
al
monte
Cimolo,
l'altura
che si
eleva
alle
spalle
di
Bée.
Infatti,
una
volta
partiti
dalla
piazza
e
scesi
verso
l'area
cimiteriale,
i
concorrenti
devono
affrontare
la
salita
per
Albagnano
che,
dopo
il
passaggio
nel
centro
abitato,
prosegue
con un
ondulante
parte
lungo
un
sentiero
tra i
boschi
ino a
sbucare
sulla
larga
strada
asfaltata
in
direzione
Premeno.
Arrivati
a Pian
di
Nava e
percorso
un
breve
tratto
rettilineo
in
falsopiano,
abbandonano
l'asfalto
e si
immettono
sul
sentiero
che si
addentra
nel
cuore
dell'area
boschiva
del
Cimolo.
Il suo
attraversamento
è
contraddistinto
da una
serie
di
nervosi
saliscendi
su
terreno
reso
in
alcuni
punti
ancor
più
difficile
dal
fondo
sassoso.
Maggiori
insidie
si
incontrano
proprio
nella
parte
finale
quando
la
discesa
si
interrompe
e, con
una
deviazione
a
destra,
porta
a
gettarsi
lungo
il
breve
ma
più
stretto
sentiero
che
passa
nella
zona
dove
si
trovano
le
caratteristiche
ed
antiche
coppelle.
Da
affrontarsi
con la
dovuta
attenzione
per la
presenza
di
numerose
radici,
termina
poco
più
sotto
per
inserirsi
in
quello
che
porta
a
raggiungere
Roncaccio,
all'inizio
del
chilometro
finale.
Interamente
su
asfalto,
questo
tratto
conclusivo
passa
davanti
alla
Cappella
dello
Sciuvlino
per
terminare
nell'area
verde,
antistante
il
locale
circolo,
dove
è
posto
l'arrivo.
Immutato
il
percorso
di
gara,
altrettanto
dicasi
per i
vincitori.
In
campo
maschile,
per il
settimo
anno
consecutivo
è
stato
Paolo
Boneschi
(nella
foto
durante
una
passata
edizione
della
Maratonina
del
Vco) a
raggiungere
per
primo
il
traguardo.
Il
giovane
oggebbiese
ha
nettamente
distanziato
i suoi
avversari
di
giornata
cui
non è
rimasto
che la
lotta
per il
secondo
posto.
Posizione
fatta
sua da
Luca
Diana
che ha
preceduto
Tiziano
Sola,
Angelo
Sergio
e
Fulvio
Teruggi.
Daniela
Maestroni
ha
conquistato
il suo
secondo
successo
consecutivo
lasciandosi
dietro
una
sfortunata
Alice
Di
Simone,
vittima
di una
brutta
caduta
nel
corso
della
discesa.
Anna
Borghi
ripeteva
lo
stesso
piazzamento
di
Aurano
giungendo
terza.
A
seguire
Michela
Zanetti
e, in
quinta
piazza,
Lisa
Boneschi,
sorella
minore
del
vincitore.
Dalle
cronache
dei
giornali,
un'altra
edizione
"boom"
per la
Baceno/devero/Crampiolo.
Al via
della
sua
35^
camminata,
battendo
il
record
di 294
dello
scorso
anno,
sono
stati
ben
321
gli
iscritti
totalizzati.
Al
termine
del
tradizionale
percorso,a
giungere
per
primo
sul
traguardo,
fissato
a
Crampiolo
dopo
il
ponticello
sul
torrente
Devero,
è
stato
Antonino
Liuzzo
(nella
foto
ai
tempi
della
Co-Ver).
L'ex
portacolori
della
Cover
oggi
tesserato
per
l'Aeronautica
Militare,
terzo
lo
scorso
anno,
ha
preceduto
i
compagni
di
squadra
Massimiliano
Brigo
e
Giuseppe
Carella.
In
quarta
posizione
Rolanda
Piana,
successivamente
seguito
da
Claudio
Caretti.
In
campo
femminile,
a
porre
il suo
nome
sull'albo
d'oro
delle
vincitrici
è
stata
Monica
Brunati.
Un
successo
di prestigio
per la
biker
stresiana
a
dimostrazione
delle
sue
grandi
doti
sportive.
Anche
dopo
questa
35^
edizione,
rimane
imbattuto
il
record
fatto
segnare
da
Severino
Bernardini
che,
nel
1998,
chiuse
vittoriosamente
la sua
gara
in 56'
50".
Un
salto
in
Provincia
di
Varese
per il
ritorno,
dopo
un
anno
di
pausa,
della
"San
Rocco
di
corsa",
vero
cross-country
agostiano
tra la
collina
e i
boschi
di
Brebbia
Superiore.
Organizzata
dallo
stesso
comitato
di
rione,
con la
competente
supervisione
di
Giordano
Piffero,
la
corsa
ha
visto
al via
150
concorrenti
per
darsi
battaglia
lungo
i
5,600
km
previsti
e
cercare
di
abbassare
le
migliori
prestazioni
cronometriche
che,
nelle
rispettive
categorie,
sono
stati
ottenuti
da A.
Ciucio,
18'
00",
e L.
Morelli,
21'
50".
Classico
ed
invariato
il
percorso
di
gara
che
presenta
un
giro
iniziale
con,
pochi
metri
dal
via,
la
discesa
che,
in due
tornate,
porta
nella
parte
inferiore
del
rione
per un
breve
tratto
pianeggiante.
Passato
il
primo
chilometro,
si
torna
verso
la
sede
di
partenza
con
una
graduale
salita,
prima
parte
tra
boschi
indi
su
sentiero
erboso,
che si
fa
pianeggiante
nel
tratto
conclusivo
che
raggiunge
la
piazzetta,
oggi
completamente
occupata
da
tavoli,
bancarelle
e
balera,
classici
contorni
della
festa
patronale.
Inizia
così
la
seconda
parte
che,
dopo
la
svolta
a
destra
attorno
a
quest'area,
porta ad
attraversare
un
prato
al cui
termine,
in
leggera
salita,
si
raggiunge
e si
affronta
girando a
sinistra
un
sentiero
sterrrato.
Tra la
rinfrescante
ombra
dei
boschi,
porta
a
scendere
per un
lungo
tratto
per
poi
farsi
più
piano
nel
tratto
che
scorre
a
fianco
della
sottostante
superstrada
per
Besozzo.
Interrotto
con
un'altra
svolta
a
sinistra,
ecco
presentarsi
un
ripido
strappo
che,
seppure
breve,
risulta
impegnativo.
Non è
comunque
l'ultimo
perchè
il percorso
riserva
da lì
in
avanti
un
continuo
saliscendi
che,
snodandosi
nervosamente
lungo
la
collina,
porta
a
raggiungere
la
zona
alta
dell'abitato
brebbiese
per il
chilometro
conclusivo.
Anche
questa
parte
finale
non si
discosta
dalla
precedente
tanto
che il
traguardo
viene
raggiunto
dopo
l'ulteriore
discesa
verso
un'area
pratosa
e, ivi
compiuto
un
breve
tratto,
la successiva
salita
che,
entrata
nel
centro
abitato,
porta
ai
cinquanta
finali
da
completarsi
ancora in
discesa.
A
rendere
più
difficoltoso
il
passo
dei
concorrenti
ci
pensava
la
coltre
di afa
presente
sulla
zona.
Una
condizione
climatica
che
non ha
impedito
però
ad
Oukrid
Lhoussain
di
dimostrare
le sue
doti.
Partito
subito
a
grande
ritmo,
il
marocchino
ha
messo
da subito
in
fila
gli
avversari
e,
senza
dare
loro
spazio
per
una
rimonta,
si
involato
da
solo
verso
la
conclusione.
Senza
cedimenti,
Oukrid
arrivava
vittorioso
sulla
linea
d'arrivo
sigillando
questa
sua
prestazione
con il
tempo
di 17'
33",
nuovo
record
per la
manifestazione.
Nulla
da
fare
per un
volitivo
Daniele
Binda,
giunto
secondo
ed
arresosi
solo
al
ritmo
di
gara
imposto
dal
marocchino,
andatura
dal
besozzese
sportivamente
riconosciuta
non
alla
sua
portata.
Positiva
prestazione
del
trecatese
Davide
Daccò
che,
terzo
all'arrivo,
precedeva
Andrea
Basoli
e
Claudio
Binda.
Precedente
miglior
prestazione
cronometrica
abbattuta
anche
in
campo
femminile.
Merito
di
Cristina
Clerici
che,
non
lasciando
anche
lei
spazio
alle
rivali,
ha
chiuso
vittoriosamente
la sua
gara
in 21'
42".
Alle
spalle
della
validissima
atleta
di
Lurate
Caccivio,
Elisabetta
Di
Gregorio
si
aggiudicava
la
seconda
piazza,
distanziando
Rita
Magistri,
Silvana
Bossi
e
Cristina
Grassi.
Prima
edizione
della
"Corrida
di San
Rocco",
circuito
podistico
serale
in
programma
a Fomarco
di
Pieve
Vergonte.
Un
comune
della
bassa
Ossola
che si
aggiudicherà
probabilmente il
titolo
di
"Principe
della
corsa
podistica".
Merito
dei
vari
organizzatori,
tra i
quali
ricordiamo
Livio
Tretto
già
azzurro
di
ultramaratona,
nel
suo
territorio
si
sono
disputate
ben
sei manifestazioni
che
hanno
interessato,
oltre
al
capoluogo
(31/07),
anche
le
frazioni
di R umianca
(24/06),
Crosa
di
Fomarco
(8/07),
Loro
(26/07)
e
Megolo
(6/08).
Ultima
nata,
questa
di
Fomarco
ha
visto
schierarsi
al via
un
buon
numero
di
partecipanti,
alcuni
dei
quali
di
indubbio
livello.
I sei
chilometri
complessivamente
previsti
si
sono
sviluppati
lungo
un
giro
di
1,500
km da
ripetersi
quattro
volte.
Breve
ma
duro e
selettivo
causa
o per
merito
(fate
voi)
del su
e giù
di
ogni
singola
tornata.
A
risolvere
a
proprio
favore
la
gara
è
stato,
come
raccontano
le
cronache,
Mauro
Bernardini,
vincitore
al
termine
di una
volata
con
Paolo
Boneschi.
Terzo
posto
per
Salah
Ouyat,
seguito
poi da
Ivan
Volpone,
Virgilio
Franchi,
Claudio
Cecchetti,
Roberto
Pianzola,
Giuseppe
Affabile,
Carlo
Carlini
e
Tiziano
Sola.
In
campo
femminile,
Daniela
Maestroni
ha
ottenuto
una
bella
affermazione
battendo
la
promettente
Melissa
Zanoletti.
Merito
anche,
come
riconosciuto
dalla
stessa
Melissa,
di una
miglior
abilità,
probabilmente
uni-
ta ad
un
pizzico
di
spericolatezza
in
più,
dimostrata
dalla
Maestroni
nella
fase
di
discesa.
Alle
spalle
delle
prime
due,
si
sono
poi
classificate
Federica
Cerutti,
Fabrizia
Rossi
e
Maria
Augimeri.
Nel
basso
borgomanerese
era in
programma
a
Cavaglio
d'Agogna
la 1^
"Notturna
cavagliese".
Ad
accogliere,
come
citano
i
giornali,
i
quasi
quattrocento
partecipanti
un
paese
addobbato
da
luci e
fiori
che
hanno
dato
un
tocco
suggestivo
alla
manifestazione.
Vincitore
di
questa
esordiente
gara
Pier
Ugo
Barricelli.
Il
giovane
romagnanese
ha
avuto
la
meglio
nei
confronti
di
Maurizio
Brassini,
Valerio
Faccioli,
l'atleta
di
casa
Frediano
Regali,
Salvatore
Alessi
e
Patrizio
Mora.
La
borgomanerese
Laura
Pagani
ha
fatto
sua la
prova
femminile
imponendosi
davanti
a
Francesca
Dal
Ponte,
Laura
Rinaldi,
Erika
Marchi,
Rosa
De
Giuli
e
Deborah
Taraborelli.
Nel
minigiro
under
14,
vittorie
di
Michael
Cusinato
ed
Alice
Sogni.
Questa
volta
Giove
Pluvio
non si
è
presentato.
Un'assenza
che
organizzatori
e
podisti
non
hanno
certo
rimpianto.
Dopo
l'infradiciata
dello
scorso
anno,
fortunatamente
nel
cielo
del
tardo
pomeriggio
di
Malesco
un
placido
sole
stava
per
terminare
la sua
giornata,
accogliendo ed
accompagnando
poi
con i
suoi
ultimi
raggi
i
partecipanti
alla
6^
edizione
del
"Memorial
Capuzzoni".
Conseguentemente
più
che
discreta
la
cifra
toccata
dagli
iscritti,
111 il
suo
totale,
tanto
che il
piazzale
della
piccola
stazione
vigezzina
è
risultato
affollato
quasi
ci si
trovasse
in
quello
nell'ora
di
punta
di
altri
più
importanti
centri.
All'inizio
dell'antistante
viale
alberato
veniva
data
la
partenza
della
manifestazione
con il
minigiro
a
fare,
vista
l'ora,
da
aperitivo.
In
campo
maschile
sugli
scudi
i
fratelli
Conti,
con
Manuel
vittorioso
su
Roger,
e
Davide
Costalunga
in
terza
posizione.
A
primeggiare
tra le
ragazze
la
talentuosa
Sara
Allegranza.
Già
vincitrice
nella
mattinata
di
Ferragosto
della
prova
femminile
della
Passo
di Premia-Salecchio
Inferiore
battendo
proprio
la
sorella
maggiore
Serena,
la
giovanissima
ossolana ha
preceduto
Silvia
Borghi,
anche
lei
reduce
da
ottimi
risultati,
e
Samuela
Castiglioni.
Poco
meno
di sei
i
chilometri
previsti
per la
gara
principale
il cui
tracciato
aveva
subito
alcuni
ritocchi
rispetto
al
precedente
del
2004.
Già
poco
dopo
il
via,
la
prima
variazione
vedeva
i
partecipanti
dirigersi
in
uscita
da
Malesco
verso
Piano
di
Zornasco,
transitando
sul
ponte
che
scavalca
il
torrente
Loana.
Poco
dopo
il suo
superamento,
salivano
a
sinistra
lungo
un
sentiero
che,
in
prima
parte
sassoso,
li
portava
raggiungere,
passati
attorno
ad
alcune
baite
ristrutturate,
la
zona
boschiva
superiore
dove
imboccavano
e
percorrevano
per un
lungo
tratto in
senso
opposto
il
sentiero
sul
quale
si
transita
in
occasione
della
"Sgamelàa",
ivi
compresa
la
passerella
in
legno
sul
Loana.
Usciti
tra i
prati
e
raggiunte
poco
dopo
le
case
periferiche
di
Malesco,
dovevano
risalire
verso
Valle
Loana
e, in
un
alternarsi
di
saliscendi
di varia
pendenza
ed
inclinazione,
raggiungere
poi la
più
bassa
zona
degli
ski-lifts.
Invariata
questa
parte
di
gara,
arrivati
alla
stazione
di
partenza
degli
impianti
sciistici
li
attendeva
la seconda
modifica.
Poco
dopo
un
breve
tratto
sterrato,
affrontavano
infatti
una
discesa
che,
passando
nei
pressi
del
Museo
del
Parco
Nazionale
della
Val
Grande
- area
naturalistica
di cui
fa
anche
parte
il
comune
vigezzino
- li
portava
nella
zona
periferica
inferiore
dell'abitato
in
prossimità
dell'incrocio
con
quel
sentiero
che,
proveniente
da Re,
fa
anch'esso
parte
della
già
citata
"Sgamelàa".
Il
tracciato
però,
iniziando
qui il
suo
chilometro
finale,
svoltava
a
sinistra
e li
portava,
scesi
ancora
per un
breve
tratto,
ad
immettersi
e
risalire
verso
il
centro
abitato
lungo
una
più
ampia
via
asfaltata.
Questa
faticosa
parte
finale
terminava,
già
tra le
case,
a
quattrocento
metri
dall'arrivo,
distanza
completatasi
attraverso
la
successiva
discesa in
pieno
centro
ed il
breve
tratto
nel
viale
alberato
della
stazione.
Qui si
presentava
per
primo
Enrico
Zambonini.
L'atleta
di
Bannio
Anzino,
a
proprio
agio
su
questo
tracciato
vario
e non
certo
privo
di
difficoltà,
precedeva
l'ossolano
Luciano
Galletti
- uno
dei
vincitori
della
"Sgamelàa"
- ,
Andrea
Montanari,
Paolo
Morganti
e Lino
Lenoci.
Un
successo
ben
meritato che
riporta
Zambonini
sul
più
alto
gradino
del
podio
dopo i
buoni
risultati
da lui
sin
qui ottenuti.
Primo
successo
assoluto
per
Yulia
Baykova.
Fattasi
conoscere
quest'anno
nella
gara
di
Mergozzo
del 4
luglio
u.s.,
dove
è
arrivata
quinta,
la
giovane
novarese
di
origine
russa
ha
dimostrato
di
potersi
ben
difendere
su
percorsi
di
questo
tipo,
vedi
secondo
posto
di Bannio
Anzino,
ed si
è qui
affermata
tenendosi
alle
spalle
Anna
Borghi,
ancora
protagonista,
e
Serena
Allegranza
che,
in via
di
smaltimento
i guai
che ne
avevano
frenato
l'attività,
sembra
avviarsi
sulla
strada
di una
buona
ripresa.
Quarto
posto
per
Michela
Zanetti,
altro
buon
piazzamento
per
lei,
riuscita
tenere
a
distanza
Laura
Iori,
poi
quinta.
Questa
di
Malesco
era la
terza
ed
ultima
prova
della
combinata
"Dal
lago
ai
monti"
che ha
preso
il
posto
del
"Trittico
ossolano",
non
più
fattibile
per
l'uscita
di
Coimo.
Tra
quanti
hanno
preso
parte
alle
tre
prove
-
comprendenti
,
oltre
Malesco,
Feriolo
e
Bannio
Anzino
- sono
stati
sorteggiati
i
premi
messi
a
disposizione
dalle
singole
organizzazioni,
rappresentate
da Simona
Galli
(Feriolo),
Enrico
Zambonini
(Bannio
Anzino)
ed
Antonello
Salvato
con
Mauro
Fortina
per
Malesco
e per
l'Equipe
Oleggio
2000,
gruppo
che ha
ancora
una
volta
brillantemente
coordinato,
grazie
anche
alla
collaborazione
dei
vari
Monastra
e
Platini,
l'intera
combinata.
Incredibile
ma
vero,
SETTE
GIORNI
SETTE
senza
podismo
amatoriale
nel
Novarese
e nel
VCO. A
porre
fine a
questa
pericolosa
astinenza,
è
arrivata
la
"Camminata
Avisina"
organizzata
per
celebrare
il
40°
anniversario
di
fondazione
della
Sezione
AVIS
di
Omegna.
Ritrovo
nel
capoluogo
cusiano,
in
grande
spolvero
per i
festeggiamenti
patronali
di San
Vito,
fissato
in
Piazza
Salera,
poco
distante
dalla
sede
municipale.
147
gli
iscritti
per
questa
serale
prevista
sulla
distanza
di
5,500
km da
iniziare
e
concludere
nella
medesima
piazza.
Il
tracciato
di
gara
ha
ricalcato
principalmente
quello
lungo
il
quale
si era
disputata
la
"Corri
per (ribadiamo:
contro)
la
distrofia"
partita
dal
Forum
lo
scorso
7
giugno.
Tracciato
interamente
cittadino
con la
fase
iniziale
che
presentava,
dopo
il
transito
davanti
all'ospedale,
uno
zigzag
tra
alcune
strette
vie
del
centro.
Raggiunto
lungo
la
passerella
sulla
Nigolia
e
superato
il
Forum,
si
transitava
sul
ponte
stradale
sopra
lo
stesso
corso
d'acqua
e,
dopo
l'attraversamento
della
larga
via
F.lli
Di
Dio,
si
effettuava
il
solito
giro
nelle
zona
circostante
per
poi
scendere
e transitare
dalla
centrale
Piazza
XXV
Aprile.
Da lì
ci si
portava
verso
il
centro
di
Bagnella
dal
quale si
passava
senza
dirigersi
verso
la
chiesa
di San
Bernardino
- sede
di
partenza
ed
arrivo
della
"Notturna
Bagnellese"-
ma
svoltando
verso
la
sottostante
via
Pascoli,
percorsa
fino
al suo
inserimento
su via
Rosselli.
Si
entrava
da lì
nel
chilometro
finale,
distanza
che
veniva
completata
nella
prima
parte
lungo
la
stessa
via e
poi
sull'intero
Lungolago
Gramsci
con la
curva
finale
che
portava
al
traguardo.
Già
in
evidenza
con il
terzo
posto
di
Brebbia
Superiore,
Davide
Daccò
non
trovava
avversari
in
grado
di
contrastarne
il
passo
ed
andava
così
ad
ottenere
una
vittoria
che lo
pone
degnamente
tra la
cerchia
dei
protaganisti
di
questo
agosto
podistico.
Concludeva
secondo
il
gravellonese
Stefano
Cerlini,
successivamente
seguito da
Lino
Lenoci.
L'aria
omegnese
deve
esserle
sicuramente
gradita
e
favorevole.
Infatti,
dopo
il
successo
ottenuto
nella
serale
nella
frazione
Gattugno
dello
scorso
13
luglio,
Caterina
Giobbio
si
ripeteva
anche
in
questa
occasione
aggiudicandosi
la
gara
davanti
ad
Ilaria
Rossini
e
Maria
Augimeri.
Sul
traguardo
del
minigiro
arriva
ancora
una
volta
primo
Michael
Cusinato,
precedendo
Luca
Scesa
e
Nicola
Lobatto.
Lotta
in
famiglia
per la
categoria
ragazze con
Beatrice
Locatelli
che
precedeva
la
sorella
Annalisa
con
Silvia
Borghi
in una
più
che
buona
terza
posizione.
Un
tempo
umido
e
piovigginoso
ha
accolto
i
partecipanti
alla
nona
edizione
della
"Staffetta
serale
di San
Gregorio".
Nonostante
questo,
sul
piazzale
antistante
l'omonima
chiesa
di
Cambiasca
si
erano
dati
appuntamento
i più
bei
nomi
del
podismo
novarese
e del
VCO.
Non
tutti,
ma
sicuramente
il
campionario
di
atleti
presente
era
sicuramente
di
prim'ordine.
Oltretutto,
a loro
si
erano
uniti
anche
alcuni
rappresentanti
delle
limitrofe
Provincie,
principalmente
quella
di
Varese.
Campo
di
gara
lungo
un
anello
di due
chilometri
che,
brevemente
pianeggiante
nel
primo
tratto
d'avvio
frazione,
offre
una
ripida
discesa
nella
parte
inferiore
di
Cambiasca
per
poi
risalire
più
lungamente
fino
ad
uscire
nella
parte
superiore
in
uscita
sulla
provinciale
verso
Miazzina.
Il
successivo
rientro
al
posto
di
cambio,
e
d'arrivo,
viene
poi
raggiunto
ancora
lungo
una
discesa
che si
attenua
poco
prima
dell'ingresso
nella
piazza.
Tre le
tornate
previste
per
altrettanti
componenti
delle
staffette
maschile
contro
le due
per le
pari
rappresentanti
delle
femminili.
Novanta
complessi
i
partecipanti
che
hanno
formato
26
staffette
uomini
e 6
donne.
Ben
composte
ed
agguerrite,
le
squadre
si
sono
date
battaglia
subito
dando
vita
ad una
gara
molto
veloce
non
ostante
il
rischio
di
scivolate
dovute
alla
pioggia
caduta
ma
che,
fortunatamente,
aveva
smesso
di
scendere
poco
prima
della
partenza.
Ad
imporsi
su
tutti
il
trio
formata
da
Paolo
Boneschi,
Dereje
Rabattoni
e
Marco
Rainelli.
In
testa
già
al
primo
cambio
con
Boneschi,
hanno
incrementato
il
loro
vantaggio
nel
corso
della
seconda
tornata
con
Rabattoni
che ha
potuto
così
lanciare
Rainelli
con un
margine
di
sicurezza.
Per
evitare
rischi,
lo
stesso
Rainelli
era
autore
di una
prestazione
cronometrica
di 5'
57"
che
metteva
il
sigillo
finale
sulla
vittoria.
Secondi
si
sono
classificati
Davide
Daccò-
Mauro
Bernardini-
Ivan
Volpone,
superando
i
terzetti
formati
da
Alessandro
Bertolino-
Giuseppe
Affabile-Claudio
Caretti,
terzi
arrivati,
e
Paolo
Ferrigato-Rocco
Macellaro-Marco
Martinella,
quarti.
Seguiva
poi la
staffetta
formata
da
Daniele
Binda-Oukhrid
Lhoussain-
Claudio
Binda
che
pagava
l'inconveniente
fisico
patito
dal
primo
frazionista,
arrivato
in
decima
posizione
al
cambio.
Di
rilievo
la
prestazione
cronometrica
di
Oukhrid
che,
con il
suo 5'
56",
è
risultata
la
migliore
di
tutte.
Menzione
dovuta
per i
giovani
Andrea
Greggio,
Pierluigi
Annaratone
e
Alessandro
Turrone,
autori
di una
buona
prova
che è
valsa
loro
la
sesta
piazza.
Ad
aggiudicarsi
la
gara
femminile
era il
duo
formato
da
Federica
Cerutti
e
Adele
Montonati
che,
con la
strepitosa
rimonta
effettuata
da
quest'ultima,
hanno
superato
la
coppia
Melissa
Zanoletti
e
Daniela
Maestroni.
In
terza
posizione
si è
poi
classificata
la
staffetta
composta
dalla
giovane
Serena
Allegranza
e da
Emanuela
Brizio
che,
rientrata
da
pochi
giorni
da
Colorado
Springs
dove
era
arrivata
seconda
dietro
Corinne
Favre
nella
prova
valida
per la
Coppa
del
Mondo
di
Skyrunning,
ha
voluto
comunque
essere
presente
in questa
manifestazione
che
l'aveva
vista
vincitrice,
in
coppia
con
Giovanna
Cerutti,
lo
scorso
anno.
Ci
mancava
anche
il
nubifragio
a
tenere
lontano
i
podisti.
Programmata
nel
pomeriggio
del
sabato
di
fine
agosto,
quando
la
gente
è
ancora
o sta
rientrando
dalle
ferie
ed
oltretutto
alla
vigilia
di
"Sgamelàa"
e gara
Gamba
d'Oro
di
Boca,
la
camminata
nella
località
Buzzurri
di
Castelletto
Ticino
ha
subito
anche
l'inclemenza
del
tempo.
Concomitanze
negative
che
hanno
prodotto
una
partecipazione
ridottasi
a 91
iscritti.
L'attenuarsi
della
pioggia
proprio
poco
prima
del
via ha
comunque
permesso
un
regolare
svolgimento
delle
due
gare,
minigiro
e giro
lungo,
al
termine
delle
quali
tutti
i
partecipanti,
pur se
fradici
ed
infreddoliti,
sono
giunti
senza
incidenti
al
traguardo.
Primi
a
terminare
il
loro
impegno
i
partecipanti
del
minigiro
nel
quale
sono
risultati
vincitori
Michael
Cusinato
- su
Matteo
Brumana,
Mattia
Costa,
Alberto
Massara
e
Anduel
Lekstaka
- e
Luisa
Malanchini
-
davanti
a
Michela
Gnoato,
Barbara
Boca,
Martina
Boca e
Miriana
Gnoato.
Il
giro
di
cinque
chilometri,
principalmente
pianeggiante,
ha
visto
il
vittorioso
arrivo
di
Giordano
Piffero
(nella
foto
in un
arrivo
in
Gamba
d'Oro
qualche
anno
addietro).
L'atleta
di
Brebbia
ha
preceduto
Fabio
Malvestiti,
Matteo
Raimondi
-
ancora
terzo
come
la
sera
prima
a
Bolzano
Novarese
-,
Riccardo
Andrian
e
Franco
Mazzilli.
Provincia
di
Varese
che ha
ottenuto
il bis
di
vittorie
grazie
a Rita
Zambon,
portacolori
del
G.P.
Miralago,
che
nella
gara
femminile
è
riuscita
a
superare
Yulia
Baykova,
Antonella
Pellegrini,
Clelia
Fonio
e Anna
Borghi.
"Sgamelàa
d'
Vigezz"
sotto
il
segno
di
Ivan
Volpone
e
Emanuela
Brizio.
Nomi
di
indubbio
valore
che
vanno
ad
arricchire
l'albo
d'oro
dei
vincitori
di
questa
corsa.
Volpone
ha
chiuso
vittoriosamente
la sua
prova
nel
tempo
di 1h
37'
03",
infliggendo
un
minuto
a
Fiorenzo
Romerio
e
oltre
tre
minuti
a
Giorgio
Mori.
1h 55'
25"
è
invece
quanto
impiegato
dalla
campionessa
di
Aurano
al
termine
dei 26
chilometri
previsti.
Come
riportato
dalle
cronache
dei
giornali,
non è
stato
possibile
conoscere
il
nome
della
seconda
arrivata,
oltretutto
non
presentatasi
alle
premiazioni,
mentre
sicuramente
terza
è
risultata
Stefania
Cagnoli,
compagna
di
squadra
di
skyrunning
della
vincitrice.
A
questo
proposito,
proviamo
a
lanciare
un
appello
in
rete.
Se
qualcuno
dei
nostri
navigatori
conosce
il
nome
della
seconda
arrivata
o,
meglio
ancora,
se lei
stessa
ci
leggesse
e lo
volesse
potrebbe
gentilmente
comunicarcelo.
Ecco
fatto:
la
seconda
arrivata
è
Lorenza
Di
Gregorio
dell'Atletica
San
Marco
giunta
al
traguardo
con il
tempo
di
1ora e
58
minuti.
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