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050522_sesto 049.jpg (58747 byte)1^ Maratonina del Lago Maggiore

Sesto Calende (VA), 22/05/05

A cura di Nuniez

Servizio fotografico di Alessandra Viganò

 

Rached Amor e Monica Bottinelli si aggiudicano la prima edizione di una sfortunata quanto bella maratonina

L'africa protagonista della gara con la vittoria del tunisino Rached Amor e 5 marocchini nelle prime otto posizioni; deludono i keniani Tarus e Kering mentre tra le donne si aggiudica la vittoria l'ossolana Monica Bottinelli. 500 i partecipanti, stupendo il percorso, ma qualche gaffe di troppo…

 

IL SERVIZIO FOTOGRAFICO
Prima del via La partenza Lungo il percorso
Gli arrivi Curiosità
LA CRONACA

050522_sesto 159.jpg (66906 byte)La prima edizione della Maratonina del Lago Maggiore viene così archiviata con non poche polemiche da parte di molti partecipanti, qualche errore di troppo dal punto di vista organizzativo curato dalla SVP Eventi, ma anche molti punti positivi da non tralasciare, primo fra tutti il percorso, duro sì, ma molto affascinante. D'altronde chi sceglie di partecipare ad una prima edizione va un po', per così dire, "a scatola chiusa" e si sa che non sempre al primo tentativo ci si azzecca in pieno, soprattutto se si organizzano corse lunghe come le mezze maratone.

Ma andiamo per ordine: ritrovo a Sesto Calende presso il Parco Europa in zona Sant'Anna, immerso nel verde sulle rive del Lago Maggiore, distribuzione pettorali scorrevole e ben organizzata, con la possibilità di iscriversi in via eccezionale all'ultimo momento. Bus navette che portavano gli atleti alla partenza situata sulla SP 69 a Lisanza, che comunque non distava più di 1500 metri dal ritrovo e così molti hanno preferito compiere il tragitto di corsa come riscaldamento.

Da Lisanza il percorso proseguiva per la strada provinciale fino ad Angera dove svoltava a sinistra per incominciare a 050522_sesto 123.jpg (75752 byte)percorrere un tratto di 5 km sul lungolago con passaggio nel centro del comune varesino fino ad arrivare al 10 km nei pressi di Ranco dove iniziavano le asperità. Si percorreva infatti la salita (14%) di 200 metri che portava alla chiesa, per poi affrontare un tratto di 3 km particolarmente nervoso che terminava con una caratteristica discesa nel centro cittadino che riportava nella piazza principale sul lungolago di Angera. Da questo punto in avanti si ripercorreva, in senso contrario, il percorso affrontato in precedenza; mentre nella prima parte di gara, nonostante l'elevata umidità, le nuvole avevano alleviato la calura, al ritorno sulla strada provinciale il sole spuntava e implacabilmente si abbatteva sui concorrenti che dopo l'affaticamento per il tratto collinare pensavano già che il peggio fosse passato. L'arrivo era situato proprio all'ingresso del Parco Europa purtroppo un po' più in là (di almeno 400 mt) rispetto a quei fatidici 21.097 mt, certificati comunque dai giudici Fidal (e qui non diamo tutte le colpe agli organizzatori).

050522_sesto 128.jpg (67482 byte)C'è da dire che il percorso è caratteristico, con una parte centrale abbastanza dura, adatto in particolar modo a chi non cerca il tempo a tutti i costi e si perde un po' via ammirando il panorama, o a chi vuol fare un buon allenamento. Sono mancati gli spugnaggi, previsti sì ma poi dimenticati al ritrovo, e i ristori si sono dimostrati insufficienti, con la sola acqua a disposizione, direttamente nelle bottigliette, forse con i bicchieri si sarebbero evitati molti sprechi; del resto anche il gran caldo ed il sole cocente della seconda metà gara ha contribuito ad enfatizzare queste mancanze. Una nota molto positiva è invece la totale chiusura al traffico sul percorso che, ricordiamo bene, prevedeva la chiusura di una strada provinciale per un tratto di 3 km, in una domenica di fine maggio nei pressi di località lacustri; non ci sono stati problemi e non si sono sentiti gli strombazzamenti beceri che in questi casi sono abbastanza ricorrenti.

La gara vedeva un avvio molto lento da parte dei principali contendenti, con il solo Pablo Palomo a impostare un'azione 050522_sesto 153.jpg (68463 byte)fin dai primi metri, rintuzzata però prima da Abdelkader Belfakir e poi dal resto del gruppo di testa che proseguiva così ad un'andatura molto accorta; il passaggio ai 10.000 infatti risultava piuttosto lento, 34'31'. Tra l'11° e il 12° era il tunisino Rached Amor a cambiare in maniera violenta il ritmo e a prendere quella ventina di secondi di vantaggio che avrebbe mantenuto fino al traguardo di Parco Europa in 1h10'18; alle sue spalle solo i marocchini Benazzouz Slimani e Belfakir riuscivano a non perdere troppo terreno, dandosi battaglia fino all'ultimo chilometro quando il primo allungava lasciando sul posto l'avversario e chiudendo secondo in 1h10'39, terzo Belfakir in 1h10'58. Seguivano poi il marocchino Houssaine Oukhrid, quarto in 1h11'37'', il keniano Samuel Tarus, quinto e sotto le aspettative in 1h12'10'', il marocchino Abdelhadi Hraiba, autore di una buona prestazione e sesto in 1h12'58'', l'altro keniano Willy Kering, settimo in 1h13'09'', il marocchino Salah Argoub, ottavo in 1h13'42'', mentre nono e primo degli italiani si piazzava Willyam Iacoboni in 1h15'10'' seguito da Pablo Palomo, decimo in 1h15'35''.

050522_sesto 186.jpg (36636 byte)La gara delle donne vedeva una corsa solitaria e regolare (con passaggio ai 10.000 in 37'55'') dell'atleta ossolana Monica Bottinelli, già vincitrice della Mezza di San Gaudenzio all'inizio dell'anno; rispetto a Novara dove il suo tempo fu 1h18'29'', qui la Bottinelli ha vinto 1h19'40'' ma su questo tipo di percorso, per fare un confronto, bisogna togliere dal tempo finale almeno un paio di minuti calcolando le salite e il caldo, quindi una buona prestazione per la portacolori della Cover-Mapei. Alle sue spalle si piazzava la verbanese Tiziana Di Sessa che, per la prima parte di gara era riuscita a tenersi nelle vicinanze della vincitrice, ma che mollava poi vistosamente nel finale chiudendo seconda in 1h22'25''; in terza posizione giungeva Lorenza Di Gregorio in 1h25'20''.

Diciamo che le prestazioni non sono state, soprattutto in campo maschile, all'altezza del lauto montepremi, forse anche esagerato per una prima edizione, e gli atleti in lizza non si sono dati un granché battaglia, con il risultato di tempi finali piuttosto elevati per quello che si aspettavano gli organizzatori. C'è anche da dire però che hanno pesato sul cronometro 050522_sesto 135.jpg (68956 byte)quella manciata di centinaia di metri in più, il percorso nervoso e le condizioni climatiche con un gran caldo umido che ha influito sull'ossigenazione e poi il sole cocente della seconda parte di gara. Anche il costo di iscrizione dai 18 a 21 euro degli ultimi giorni (25 per le iscrizioni dell'ultimo momento, ma si poteva optare anche per la formula 10 euro senza pacco gara) era decisamente superiore alla media a fronte di un pacco gara con una maglietta, una bandana, un integratore, una confezione di caffé e un paio di barrette energetiche, assolutamente nella norma; il pasta party consisteva in una normale porzione di pasta in insalata però la mancanza di acqua si è fatta sentire anche dopo l'arrivo per i concorrenti più attardati. Le docce c'erano ma non erano proprio a portata di mano, situate in un camping a qualche centinaio di metri di distanza fuori sulla strada provinciale. Come oramai presente nella maggior parte delle corse che vogliono avere determinati standard qualitativi, il servizio di misurazione cronometrica della Winning Time ha assicurato la stesura delle classifiche nei consueti brevissimi tempi.

Tirando le somme si può dire che non è andato tutto per il verso giusto, anche se però i presupposti per future edizioni ad alto livello ci sono tutti e allora perché non concedere agli organizzatori un'ulteriore prova di fiducia per il 2006? D'altronde abbiamo l'esempio della Mezza di San Gaudenzio quando nel 2004 aveva quasi toccato il fondo per poi rimboccarsi le maniche e proporre una edizione 2005 veramente degna di nota.