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Si
è
capito
subito
che
non
avremmo
avuto
prestazioni
cronometriche
di
rilievo
(in
senso
assoluto),
le
avverse
condizioni
climatiche
con la
pioggia
ma
soprattutto
con
una
temperatura
un po'
troppo
rigida
per la
stagione,
ha
condizionato
sia
fisicamente
sia
psicologicamente
i
contendenti;
la
prima
metà
gara
decisamente
lenta
con
passaggi
ai
10.000
in
30'57''
e alla
mezza
in
1h05'50''
non
proponeva
niente
di
interessante
con il
gruppo
di
testa
che
procedeva
compatto
fino
al
30°
km,
1h33'46'',
quando
anche
l'ultima
lepre,
il
keniano
Rugut,
finiva
il suo
lavoro.
Da
questo
punto
in poi
il
carabiniere
di
Nerviano,
Danilo
Goffi,
si
posizionava
stabilmente
alla
testa
della
corsa,
seguito
dal
compagno
Francesco
Bennici,
che
acquistava
sempre
più
convinzione
con il
passare
dei
chilometri,
il
keniano
favorito
David
Makori
(che
in
comune
con
Goffi
ha una
vittoria
alla
Venice
Marathon
nel
2002,
Goffi
vinse
nel
1995),
l'altro
giovane
keniano
David
Kipkorir
e il
marocchino
Abdelkedir
Lamachi.
Il
ritmo
si
faceva
altalenante
con
allunghi
che
portavano
ad
avere
passaggi
alternati
da 3'
a
3'10''
al km:
Goffi
dava
l'impressione
di
essere
il
più
in
forma
continuando
a
studiare
gli
avversari,
soprattutto
Makori
sicuramente
il
più
accreditato
come
tempo.
Il
primo
a
perdere
terreno
era
Lamachi,
per
lui
comunque
il
ritmo
era
abbondantemente
sotto
il suo
personale.
Al
37°
km,
all'entrata
in
Corso
Stati
Uniti,
Goffi
lanciava
l'azione
decisiva
con un
cambio
netto
di
ritmo
che
solo
l'altro
carabiniere
Bennici
riusciva
a
rispondere;
Makori
dopo
un
centinaio
di
metri
di
esitazione
recuperava
qualcosa
ma il
distacco,
intorno
a una
cinquantina
di
metri,
era
ormai
irrecuperabile,
con la
coppia
di
testa,
tutta
rossoblù,
che
procedeva
ad un
ritmo
di 3'
al km
nonostante
il
passaggio
particolarmente
scivoloso
sul
lastricato
del
centro
torinese.
Arrivati
in
Piazza
Castello,
39°
km,
che ha
ospitato
l'arrivo
nelle
prime
edizioni
della
maratona,
il
siciliano
si
portava
in
testa
con un
Goffi
visibilmente
in
difficoltà,
fino
all'uscita
da
Piazza
Vittorio
Veneto;
l'ultimo
km di
gara,
con
passaggio
sul
Lungo
Po,
vedeva
molta
incertezza
tra i
due,
ma a
rompere
gli
indugi
era
Goffi
che
all'entrata
del
Parco
del
Valentino,
allungava
in
maniera
risolutiva
tagliando
primo
il
traguardo
in
1h11'12'';
per
Bennici
seconda
piazza
a soli
3'',
ma
comunque
ottimo
risultato
per un
esordio.
Completava
il
gradino
più
basso
del
podio
il
keniano
portacolori
del
Running
Team
Co-Ver
Mapei
David
Makori
in
2h11'39''.
A
seguire
arrivavano
quarto
il
marocchino
Lamachi
in
1h11'54'',
che
siglava
il suo
personale
e
compiva
una
bella
rimonta
nei
confronti
del
keniano
David
Kipkorir,
in
difficoltà
quinto
in
2h12'49''.
Goffi:"
Sono
molto
contento,
in
queste
condizioni
non si
poteva
pretendere
il
tempo,
anche
se la
prestazione
oggi
secondo
me è
comunque
onorevole.
C'è
stato
un
momento
che ho
pensato
di
perdere,
al
39°
avevo
le
gambe
dure e
facevo
fatica,
poi ho
ripensato
allo
scorso
anno
(ritirato
al
30°)
e
volevo
riscattarmi,
anche
dal
secondo
posto
a
Venezia,
e
questo
mi ha
dato
la
forza
per
vincere."
Bennici:"Ero
all'esordio,
non mi
aspettavo
niente,
va
benissimo
così;
nei
primi
chilometri
non
sapevo
se
avrei
tenuto
il
ritmo
dei
primi,
poi
l'andatura
non
proibitiva
mi ha
facilitato
e con
il
passare
dei
chilometri
è
cresciuta
anche
la
convinzione.
Quando
Danilo
è
scattato
al
37°
mi
sono
detto
'Ci
provo'
tanto
oramai
ero
sicuro
che
sarei
arrivato
fino
alla
fine".
La
gara
femminile
ha
visto
il
terzetto
formato
dalle
due
keniane
Beatrice
Omwanza
e Rita
Jeptoo
e
dalla
giovane
russa
Alevtina
Biktimirova,
procedere
con
passo
regolare
per
tutta
la
gara
con
passaggi
ai
10.000
in
35'15'',
alla
mezza
in
1h15'11''
e al
30°
in
1h47'12'';
poco
prima
dell'entrata
in
Piazza
Castello
la
Omwanza
decideva
di
chiudere
la
gara
aumentando
in
progressione
con un
ritmo
che le
avversarie
non
riuscivano
a
tenere;
giungeva
così
prima
all'arrivo
nel
Parco
del
Valentino
fermando
il
cronometro
in
2h30'40'';
seconda
si
piazzava
la
ventiduenne
russa
Biktimirova
a 59''
mentre
la
Jeptoo,
in
difficoltà
per
uno
stato
di
forma
non
dei
migliori
chiudeva
in
terza
posizione
in
2h31'50''.
Prima
delle
italiane
la
romana
Marcella
Mancini
con il
nuovo
personale
di
2h33'16''.
È
cresciuta
molto
in
questi
anni
la
Turin
Marathon,
capace
quest'anno
di
coinvolgere
domenica
17
aprile
9.000
persone
suddivise
tra la
Topolino
Marathon,
riservata
ai
ragazzi
tra
i 6 e
i 13
anni
ma che
ha
visto
anche
una
folta
schiera
di
genitori
correre
assieme
ai
figli
sui
1195
metri
del
percorso
all'interno
del
Valentino,
la
Maratonando
di 9
km
partita
in
coda
alla
XV
Turin
Marathon
che ha
visto
1.696
atleti
tagliare
il
traguardo
dei
42,195
km. È
cresciuta
come
organizzazione,
a
partire
da un
allestimento
dell'Expo
Mast
all'interno
della
struttura
di
Torino
Esposizioni
all'altezza
delle
aspettative,
tanti
espositori,
consegna
dei
pettorali
anche
la
domenica
mattina
in
modo
veloce
e
pratico,
spogliatoi
e
docce
perfettamente
funzionanti
e
riscaldati
e
ristoro
finale
abbondante
e al
coperto,
nella
nuova
struttura
che
sarà
il
futuro
Palazzo
del
ghiaccio
di
Torino
2006,
e
ritiro
pacchi
gara
al
termine
con la
consegna
del
chip.
E
a
Torino,
nonostante
i
mille
problemi
che
un'Olimpiade
porta,
come
dice
il
Presidente
Luigi
Chiabrera,
lamentandosi
per il
poco
contributo
ricevuto
in
termine
economico
(visti
i
pesanti
stanziamenti
per la
manifestazione
olimpica)
e per
l'ormai
saturo
calendario
di
maratone,
non
c'è
solo
corsa
ma
anche
solidarietà;
citiamo
il
progetto
"Salviamo
almeno
100.000
bambini"
del
Sermig
-
Arsenale
della
Pace
che si
prodiga
nell'aiuto
dei
bambini
dei
paesi
più
disagiati
come
l'America
Latina,
l'Africa,
l'Asia
e i
Paesi
dell'Est
europeo,
vittime
della
fame,
delle
malattie,
della
prostituzione
di
questi
territori
degradati
dalla
povertà,
dalla
guerra
e dal
terrorismo.
Un
motivo
in
più
per
correre
a
Torino,
correre
verso
la
pace,
come
scritto
sulla
medaglia
d'arrivo.
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