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050417TM_2 (15).jpg (96950 byte)Turin Marathon 2005

Torino, 17/04/05

A cura di Nuniez

Servizio fotografico di Alessandra Viganò

 

Danilo Goffi si impone con una gara tattica come pure la keniana Beatrice Omwanza

Le avverse condizioni climatiche, pioggia e freddo, impedivano qualsiasi velleità cronometrica, così si è assistito a due gare tattiche risolte solamente negli ultimissimi chilometri, sia in campo maschile che in quello femminile. Danilo Goffi si è imposto con una volata lunga sul compagno di squadra, all'esordio sui 42 km nonostante i 33 anni compiuti, Francesco Bennici; la keniana Beatrice Omwanza ha lanciato l'azione decisiva al 39° km, mettendo in fila la russa Biktimirova e l'altra keniana Jeptoo.

IL SERVIZIO FOTOGRAFICO
La partenza Gli arrivi Le premiazioni
Il dopogara Expo' & Curiosità
I FILMATI
Partenza (1) Partenza (2) Partenza (3)
Partenza (4) L'arrivo di Goffi L'arrivo di Omwanza
LA CRONACA

050417TM_1 (38).jpg (88491 byte)Si è capito subito che non avremmo avuto prestazioni cronometriche di rilievo (in senso assoluto), le avverse condizioni climatiche con la pioggia ma soprattutto con una temperatura un po' troppo rigida per la stagione, ha condizionato sia fisicamente sia psicologicamente i contendenti; la prima metà gara decisamente lenta con passaggi ai 10.000 in 30'57'' e alla mezza in 1h05'50'' non proponeva niente di interessante con il gruppo di testa che procedeva compatto fino al 30° km, 1h33'46'', quando anche l'ultima lepre, il keniano Rugut, finiva il suo lavoro. Da questo punto in poi il carabiniere di Nerviano, Danilo Goffi, si posizionava stabilmente alla testa della corsa, seguito dal compagno Francesco Bennici, che acquistava sempre più convinzione con il passare dei chilometri, il keniano favorito David Makori (che in comune con Goffi ha una vittoria alla Venice Marathon nel 2002, Goffi vinse nel 1995), l'altro giovane keniano David Kipkorir e il marocchino Abdelkedir Lamachi. Il ritmo si faceva altalenante con allunghi che portavano ad avere passaggi alternati da 3' a 3'10'' al km: Goffi dava l'impressione di essere il più in forma continuando a studiare gli avversari, soprattutto Makori sicuramente il più accreditato come tempo. Il primo a perdere terreno era Lamachi, per lui comunque il ritmo era abbondantemente sotto il suo personale.

050417_goffi.jpg (159212 byte)Al 37° km, all'entrata in Corso Stati Uniti, Goffi lanciava l'azione decisiva con un cambio netto di ritmo che solo l'altro carabiniere Bennici riusciva a rispondere; Makori dopo un centinaio di metri di esitazione recuperava qualcosa ma il distacco, intorno a una cinquantina di metri, era ormai irrecuperabile, con la coppia di testa, tutta rossoblù, che procedeva ad un ritmo di 3' al km nonostante il passaggio particolarmente scivoloso sul lastricato del centro torinese. Arrivati in Piazza Castello, 39° km, che ha ospitato l'arrivo nelle prime edizioni della maratona, il siciliano si portava in testa con un Goffi visibilmente in difficoltà, fino all'uscita da Piazza Vittorio Veneto; l'ultimo km di gara, con passaggio sul Lungo Po, vedeva molta incertezza tra i due, ma a rompere gli indugi era Goffi che all'entrata del Parco del Valentino, allungava in maniera risolutiva tagliando primo il traguardo in 1h11'12''; per Bennici seconda piazza a soli 3'', ma comunque ottimo risultato per un esordio. Completava il gradino più basso del podio il keniano portacolori del Running Team Co-Ver Mapei David Makori in 2h11'39''. A seguire arrivavano quarto il marocchino Lamachi in 1h11'54'', che siglava il suo personale e compiva una bella rimonta nei confronti del keniano David Kipkorir, in difficoltà quinto in 2h12'49''.

050417TM_3 (10).jpg (43347 byte)Goffi:" Sono molto contento, in queste condizioni non si poteva pretendere il tempo, anche se la prestazione oggi secondo me è comunque onorevole. C'è stato un momento che ho pensato di perdere, al 39° avevo le gambe dure e facevo fatica, poi ho ripensato allo scorso anno (ritirato al 30°) e volevo riscattarmi, anche dal secondo posto a Venezia, e questo mi ha dato la forza per vincere."

050417TM_2 (28).jpg (66485 byte)Bennici:"Ero all'esordio, non mi aspettavo niente, va benissimo così; nei primi chilometri non sapevo se avrei tenuto il ritmo dei primi, poi l'andatura non proibitiva mi ha facilitato e con il passare dei chilometri è cresciuta anche la convinzione. Quando Danilo è scattato al 37° mi sono detto 'Ci provo' tanto oramai ero sicuro che sarei arrivato fino alla fine".

050417_omwanza.jpg (139007 byte)La gara femminile ha visto il terzetto formato dalle due keniane Beatrice Omwanza e Rita Jeptoo e dalla giovane russa Alevtina Biktimirova, procedere con passo regolare per tutta la gara con passaggi ai 10.000 in 35'15'', alla mezza in 1h15'11'' e al 30° in 1h47'12''; poco prima dell'entrata in Piazza Castello la Omwanza decideva di chiudere la gara aumentando in progressione con un ritmo che le avversarie non riuscivano a tenere; giungeva così prima all'arrivo nel Parco del Valentino fermando il cronometro in 2h30'40''; seconda si piazzava la ventiduenne russa Biktimirova a 59'' mentre la Jeptoo, in difficoltà per uno stato di forma non dei migliori chiudeva in terza posizione in 2h31'50''. Prima delle italiane la romana Marcella Mancini con il nuovo personale di 2h33'16''.

È cresciuta molto in questi anni la Turin Marathon, capace quest'anno di coinvolgere domenica 17 aprile 9.000 persone suddivise tra la Topolino Marathon, riservata ai ragazzi 050417TM_4 (28).jpg (64924 byte)tra i 6 e i 13 anni ma che ha visto anche una folta schiera di genitori correre assieme ai figli sui 1195 metri del percorso all'interno del Valentino, la Maratonando di 9 km partita in coda alla XV Turin Marathon che ha visto 1.696 atleti tagliare il traguardo dei 42,195 km. È cresciuta come organizzazione, a partire da un allestimento dell'Expo Mast all'interno della struttura di Torino Esposizioni all'altezza delle aspettative, tanti espositori, consegna dei pettorali anche la domenica mattina in modo veloce e pratico, spogliatoi e docce perfettamente funzionanti e riscaldati e ristoro finale abbondante e al coperto, nella nuova struttura che sarà il futuro Palazzo del ghiaccio di Torino 2006, e ritiro pacchi gara al termine con la consegna del chip.

050417TM_4 (17).jpg (45154 byte)E a Torino, nonostante i mille problemi che un'Olimpiade porta, come dice il Presidente Luigi Chiabrera, lamentandosi per il poco contributo ricevuto in termine economico (visti i pesanti stanziamenti per la manifestazione olimpica) e per l'ormai saturo calendario di maratone, non c'è solo corsa ma anche solidarietà; citiamo il progetto "Salviamo almeno 100.000 bambini" del Sermig - Arsenale della Pace che si prodiga nell'aiuto dei bambini dei paesi più disagiati come l'America Latina, l'Africa, l'Asia e i Paesi dell'Est europeo, vittime della fame, delle malattie, della prostituzione di questi territori degradati dalla povertà, dalla guerra e dal terrorismo. Un motivo in più per correre a Torino, correre verso la pace, come scritto sulla medaglia d'arrivo.