Turin Marathon 2004
Torino, 18/04/04
A cura di Nuniez
Servizio fotografico di Costantino Pagani e Alessandra V.
Cherono non ha rivali, Di Cecco si prenota un posto alle Olimpiadi
Il favorito Frederick Cherono si aggiudica una splendida edizione della Turin Marathon; tra gli italiani solo Di Cecco, secondo al traguardo, è autore di un’ottima prestazione e si prenota, con molta probabilità, un posto
per Atene. Nella gara femminile la Javornik sbaraglia le avversarie con uno spunto decisivo negli ultimi chilometri.
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Il keniano, già vincitore a Roma nel 2003, dopo una prima metà gara in sordina esce dal gruppo incalzando le lepri e imbastendo un’azione decisa che lascia il vuoto alle sue spalle; rimangono con lui solo la lepre ed il connazionale Daniel
Cheribo che alla fine si staccherà e giungerà terzo al traguardo, in visibile difficoltà, in 2:10:57.
Cherono mantiene poi per un terzo di gara un ritmo impressionante intorno
ai 2’59’’ al km, fino al 37° quando cala stabilizzandosi sui 3’05’’ fino alla fine. Al traguardo ferma il cronometro a 2:08:38, ma la cosa che ha impressionato di più è stato il suo modo di correre agile e composto, non ha mai mostrato alcun segno di fatica e questo fa pensare che abbia la
possibilità di migliorarsi ancora di molto.
Alberico Di Cecco, giunto secondo, è stato autore di un’ottima gara, aveva il
riferimento della bella prestazione di Pertile alla Maratona di Roma (1° in 2:10:12), e sapeva che doveva giocarsi le carte migliori per la convocazione ai Giochi Olimpici. E così è stato, ha sempre condotto tra i primi fino a metà gara, poi si è lasciato spiazzare dall’attacco dei keniani, ha
cercato di recuperare aumentando gradualmente il ritmo guadagnando una posizione ai danni di Cheribo; sul finale ha mantenuto il ritmo senza esagerare chiudendo la gara in 2:09:29, sua seconda miglior prestazione dopo quel 2:08:53 ottenuto a Roma lo scorso anno.
Al quarto posto si è piazzato un Migidio Bourifa partito per giocarsi
il tutto per tutto in vista qualificazioni, nonostante avesse corso già a Roma tre settimane prima (2° dietro a Pertile in 2:11:13); come ha dichiarato lui al traguardo, giunto in 2:13:18, ci ha provato, è andata male ma ha voluto lo stesso finirla per i suoi sostenitori.
Debacle totale invece per gli altri italiani; Fabio Rinaldi è stato il primo, lui era forse l’unico ad avere meno pretese, avendo già vinto a Treviso la sua prima maratona; invece Goffi e Chiesa, non hanno saputo tenere i nervi saldi, ed in pratica non sono mai stati in
gara.
Tra le donne la slovena Helena Javornik ha fatto sua la gara dopo aver
intrapreso un bel duello con la rivale Jennifer Chesinon. Partita in testa ha poi bruscamente rallentato facendosi riprendere e sorpassare dalla coppia keniana Chesinon-Ekimat; intorno al trentesimo la slovena riagguantava le keniane ma la Chesinon continuava la sua azione allungando, forse un po’
azzardatamente, fino a che la Javornik negli ultimi chilometri cambiava il passo superandola e infliggendole oltre un minuto di distacco. Al traguardo la Javornik faceva registrare un 2:31:13, tempo molto lontano dalle sue aspettative iniziali (intorno alle 2:27), ma alcuni problemi di stomaco sofferti
durante la notte ne hanno condizionato la prestazione. Seconda la Chesinon in 2:32:46 e terza l’altra keniana Jane Ekimat giunta al traguardo in enorme difficoltà in 2:36:41.
Prima delle italiane è stata Stefania Benedetti, quarta con il tempo di 2:37:10.
Sono stati circa 2.300 gli atleti che hanno preso parte alla 18° edizione della Turin Marathon ai quali si devono aggiungere i 10.000 delle collaterali manifestazioni di Maratonando e Topolino Marathon; un’edizione nella quale gli organizzatori
capeggiati dal presidente Luigi Chiabrera, hanno presentato importanti novità. Una su tutte il trasferimento della zona Partenza/Arrivo dal Palavela al Parco del Valentino; non poteva essere scelta più azzeccata. Il Valentino offre uno splendido scenario, in mezzo al verde, ed è uno dei punti più
rappresentativi della città. Il percorso è quindi stato leggermente modificato ma ha conservato le sue caratteristiche di scorrevolezza, rimanendo comunque molto impegnativo per quanto riguarda la prima metà, sempre in leggera ascesa fino ad arrivare a Rivoli; da lì iniziava la discesa immettendosi su
Corso Francia per ritornare in città a tutta birra toccando i punti più belli come Piazza Castello e Piazza Vittorio Veneto; l’ultimo chilometro si percorreva all’interno del Valentino per poi tagliare il traguardo in viale Virgilio, alle porte del pittoresco Borgo Miedievale.
A dispetto di quanti diffidano del calore dei piemontesi, il pubblico è una delle caratteristiche principali di questa maratona; ci si accorge passando tra i vari comuni dell’interland come Moncalieri, Beinasco e Rivoli, dove fanno da sfondo
moltissime persone che incitano in maniera composta ma coinvolgente accompagnati dalle bande che suonano e ritmano il passo.
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