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Partiamo dall’arrivo dei primi. Ci comunicavano l’arrivo del portacolori dell’Atletica Arcisate
Elio Belluschi inseguito dal marocchino dell’Avis Gambolò Aziz Melliani, e invece assistiamo ad una volata tra il primo ed un marocchino sconosciuto, tale Chaouia, che taglia per primo il traguardo in 1:11:09. Subito le proteste del Belluschi si fanno sentire dicendo di aver sbagliato strada nel parco,
che non c’era nessuno a segnalare (cosa che avevamo già riscontrato!). Al terzo posto si piazza Pietro Colnaghi della Daini Carate in 1:13:49, mentre solo al quarto il Melliani, vittima dell’errore, davanti a Simone Busetto quinto in 1:14:35. Il malumore poi cresce con il proseguire degli arrivi, i
motivi? Beh i soliti: percorso trafficato da macchine, non segnalato, vigili incapaci di gestire la situazione e sempre in posizione defilata difficilmente visibili dai corridori.
La gara femminile vede arrivare prima Cinzia Passuello (nella foto) della Vittorio Alfredi Asti in
1:22:00, seguita ad un minuto da Giovanna Cavalli del GSA Corno Marco (1:23:18); terza con 1:25:37 Mara Dellavecchia dell’Equipe Oleggio 2000. Quarta Laura Pagani in 1:30:00 e quinta Lorena Panebianco del GS Zeloforamagno di Milano in 1:30:59.
La premiazione degli uomini avviene secondo l’ordine d’arrivo, salvo poi vedere sulla classifica il Belluschi al primo posto. In serata si apprende che sono stati considerati primi a pari merito Belluschi, Chaoui e Melliani e premiati allo stesso modo.
Durante la premiazione femminile viene momentaneamente ‘dimenticata’ la seconda Giovanna Cavalli, con Mara Dellavecchia che avanza di una posizione; Laura Pagani, quarta all’arrivo, non viene chiamata (e tutt’ora non compare sulla classifica) ed al suo posto
viene premiata Jolanda Ibba, accreditata di un tempo di 1:27:19, ma giunta al traguardo in poco meno di due ore (ho visto personalmente l’arrivo perché conosco questa signora).
Ma ritorniamo a prima della partenza. Molti concorrenti si presentano al ritiro dei pettorali e
del pacco gara e non compaiono nelle liste; si risolve il tutto iscrivendoli nuovamente. Molte persone invece, si parla di diverse decine, si presentano senza l’iscrizione e pretendono di partecipare: prima gli si dice giustamente di no (infatti non era prevista l’iscrizione alla domenica mattina ma
solo il ritiro del pettorale), e poi si decide di iscriverli lo stesso a prezzo pieno + il pacco gara. Risultato? Chi si era regolarmente iscritto, arrivando dopo non si trova più il pacco gara, o al massimo una maglietta. Per onor di cronaca va detto che dopo la gara è stata rimborsata metà
dell’iscrizione a quelli che non hanno ricevuto il pacco gara (o perlomeno a quelli che si sono presentati).
E poi cosa dire della maleducazione di alcuni membri delle società organizzatrici? Meglio non aggiungere altro.
Ma è andato proprio tutto storto? Diciamo che la maggior parte di quello che ha funzionato è da
attribuire al valoroso (e incolpevole della disorganizzazione, visto che quando è lui a organizzare le cose funzionano – vedi Trecate) Davide Daccò che ha saputo tenere il timone di una barca in balia della tempesta, e soprattutto che non ha perso la pazienza: onore al merito…e al coraggio!
Un plauso va anche dato ai membri della Protezione Civile, per la Paniscia e il vino distribuiti a tutti i presenti, che avrebbe dovuto essere la ciliegina sulla torta di una bella festa per il podismo novarese, ma che in realtà è stata una magra consolazione.
Lasciamo stare la partenza diretta da un giudice Fidal in modo molto approssimativo e
disordinato, lo scenario dell’arrivo all’interno del Castello era molto bello e suggestivo, purtroppo la pioggia, la peggiore nemica di ogni organizzatore, ha rovinato tutto rendendo le cose peggiori di quello che in realtà fossero.
Quello che non si riesce a capire è come un capoluogo di provincia come Novara, con una grande tradizione sportiva non solo nel calcio, non riesca a far decollare niente a livello podistico. Bisogna chiedersi, ma ai novaresi interessa qualcosa? Mi sa di no, e allora
forse la prima cosa da fare è una campagna di sensibilizzazione e pubblicità verso questo sport, magari non si arriverà ad una partecipazione attiva ma magari la sopportazione potrebbe essere sufficiente a far sì che si possa chiudere il traffico una volta all’anno senza problemi.
Un’altra cosa da stabilire dovrebbe essere “chi organizza?”, e la risposta “chi dimostra
di esserne capace, ma anche volenteroso a crescere”. Il gruppo che organizza deve essere affiatato, non si può mettere insieme diverse fazioni che si sono scannate fino al giorno prima.
La Maratonina di quest’anno più che un’edizione, diciamo numero 0 da lavorarci sopra, è sembrata un tentativo fallito di organizzazione, che deve far riflettere per il prossimo anno se continuare su questa strada, oppure percorrere nuove strade finchè non si
trovi quella giusta per costruire una grande manifestazione.
LA CLASSIFICA
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