Al
marocchino
El
Hasni
va
l’edizione
2003
del
Panaton
Edizione
ben
riuscita
questa
nona
del
"Cross
dal
Panaton"
svoltasi
nell'intera
giornata
di
lunedì
8
a
Prato
Sesia.
La
manifestazione
aveva
come
campo
di
gara
il
giardino
e
i
prati
che
circondano
la
Sala
Bingo
,
un
tempo
Discoteca
"La
Pipa",
in
cui
era
già
trasferita
dallo
scorso
anno
lasciando
l'originaria
zona
nei
pressi
della
stazione
ferroviaria.
Questa
collocazione
ha
permesso
agli
organizzatori
di
rendere
più
impegnative
e
spettacolari
le
gare.
Infatti
il
giro
di
1.500
metri
disegnato
porta
i
vari
concorrenti,
dopo
il
largo
settore
della
partenza,
ad
affrontare
una
breve
ma
ripida
pendenza
che
devono
immediatamente
risalire
in
due
strappi
intervallati
da
un
breve
rettilineo.
Una
volta
risaliti,
affrontano
un
tratto
che
serpeggia
all'interno
del
giardino.
Al
termine
di
esso,
devono
superare
una
collinetta,
passaggio
breve
ma
reso
infìdo
dal
terreno
molliccio
e
fangoso,
con
la
successiva
discesa
da
passare
con
attenzione
per
la
stretta
e
secca
curva
a
destra
che
si
trova
alla
sua
conclusione.
Da
qui
gli
atleti
iniziano
la
seconda
parte
che
presenta
un
susseguirsi
di
rettilinei
e
curve
strette
attraverso
i
prati
circostanti.
Con
un
ultima
curva
secca
a
sinistra,
rientrano
poi
all'interno
del
giardino
dove
è
fissato
il
traguardo
finale.
Tracciato
davvero
tecnico
che
è
stato
molto
apprezzato
dai
partecipanti
con
evidente
soddisfazione
di
quanti
hanno
lavorato
per
questa
manifestazione.
Dopo
le
gare
giovanili
svoltesi
nella
mattinata,
il
programma
pomeridiano
vedeva,
alle
ore
13.30,
scendere
in
gara
gli
"amatori"
che
dovevano
percorre
6.000
metri,
pari
a
cinque
giri
del
tracciato.
Ben
165
gli
iscritti
con
i
migliori
a
darsi
battaglia
fin
dalle
prime
battute.
Ad
avere
la
meglio
era
Stefano
Giaccoli
(foto
a
sinistra)
che,
con
la
sua
azione
insistita,
riusciva
a
staccarsi
dal
gruppetto
di
testa
ed
incrementare
il
proprio
vantaggio
che
lo
portava
a
vincere
nel
tempo
di
21'01",
lasciando
a
diciassette
secondi
Marco
Tiozzo,
l'atleta
di
Besozzo
che
sta
mettendosi
in
luce
nelle
gare
dell'Ammazzinverno
e
del
Winter
Challenge.
Terzo
si
classificava
il
borgomanerese
Claudio
Pastore,
a
ventun
secondi
dal
vincitore.
Era
poi
Alessandro
Pesenti
ad
ottenere
il
quarto
posto,
più
staccato
giungeva
quinto
Rosario
Baratono
che
riusciva
ad
avere
la
meglio
nel
finale
su
Mariano
Penone
e
Salah
Argoub.
Poi
via
via
tutti
gli
altri,
impegnati
nella
lotta
per
la
vittoria
di
categoria.
Alla
fine
erano
159
quelli
che
tagliavano
regolarmente
il
traguardo.
Dopo
gli
amatori,
è
stato
il
turno
delle
rappresentanti
femminili
delle
categorie
"amatori,senior
e
junior
"a
darsi
battaglia
sulla
stessa
distanza
dei
cinque
giri.
Senza
la
presenza
di
atlete
provenienti
da
altre
federazioni,
la
lotta
per
la
vittoria
si
è
giocata
tra
Flavia
Gaviglio
e
Simona
Viola,
la
vincitrice
dell'edizione
1998.
Le
due,
una
volta
staccate
le
altre,
hanno
proceduto
appaiate
negli
ultimi
giri
ed
il
duello
finale
è
stato
risolto
a
proprio
favore
da
Flavia
Gaviglio
che,
accortasi
in
gara
che
la
Viola
non
mollava
il
suo
passo,
ha
aspettato
gli
ultimi
duecento
metri
per
partire
con
una
volata
che
non
ha
dato
scampo
all'avversaria.
Due
soli
secondi
hanno
diviso
le
due
protagoniste
(nella
foto
a
destra):
21'48"
il
tempo
della
vincitrice
contro
i
21'50"
della
seconda.
Animata
anche
la
lotta
per
l'ultimo
gradino
del
podio.
A
lottare
per
questa
posizione,
anche
qui
una
coppia
formata
da
Elena
Romagnolo
ed
Elisa
Desco.
Aumentando
però
negli
ultimi
chilometri
la
propria
azione,
la
Romagnolo
si
toglieva
di
dosso
la
rivale
acquisendo
un
vantaggio
che
si
incrementava
via
via
e
che
le
permetteva
così
di
chiudere
terza
con
dodici
secondi
di
margine.
L'ultima
gara
del
programma,
la
più
attesa,
era
quella
riservata
ai
"senior
e
junior
maschili".
Sette
giri
completi
preceduti
da
un
anello
iniziale
di
cinquecento
metri
per
ottenere
la
distanza
prevista
di
8.000
metri.
Subito
la
corsa
faceva
una
prima
vittima.
Dopo
il
primo
passaggio
sulla
collinetta,
Dereje
Rabattoni,
il
giovane
originario
etiope
di
Albo
di
Mergozzo
che
difende
i
colori
dell'Atletica
Riccardi,
era
costretto
all'abbandono
per
il
riacutizzarsi
del
dolore
alla
caviglia
sinistra.
Anche
Mostapha
Errebah
doveva
fermarsi
al
secondo
giro.
Molta
sfortuna
in
questo
ritiro
causato
dall'essere
stato
costretto
a
calzare
scarpette
rimediate
all'ultimo
momento.
Le
sue
erano
rimaste
infatti
chiuse
nella
propria
auto
la
cui
chiave
era
stata
smarrita
in
fase
di
riscaldamento.
Fortunatamente
questo
inconveniente
è
stato
poi
superato.
Perso
uno
dei
favoriti,
la
gara
proseguiva
con
il
gruppo
che
si
sgranava
e
perdeva
pezzi
a
seguito
dell'azione
imposta
dal
tanzaniano
Ronald
Munyao,
il
vincitore
dell'ultima
edizione,
e
dai
marocchini
Said
El
Hasni
e
Kaddour
Slimani.
Ai
tre
cercava
di
tenere
testa
Valerio
Brignone
ma
il
suo
passo
non
gli
bastava
per
restare
con
i
primi,
cosicchè
il
valido
portacolori
dell'Atletica
Cairo
Montenotte
si
doveva
staccare.
Restavano
così
in
tre
a
giocarsi
la
vittoria
finale.
A
mettere
tutti
d'accordo
era
però
El
Hasni
che
negli
ultimi
due
giri
riusciva
ad
andarsene
definitivamente
e
a
resistere
al
ritorno
degli
inseguitori,
concludendo
vittoriosamente
la
propria
fatica
nel
tempo
di
24'23".
Per
il
secondo
posto
si
assisteva
alla
volata
tra
Munyao
e
Slimani
che
si
classificavano
in
quest'ordine.
Qualcosa
però
non
era
andato
per
il
giusto
verso
perchè
Slimani
protestava
nei
confronti
di
Munyao
subito
dopo
la
linea
d'arrivo.
Motivo
del
contendere
un
taglio
d i
curva
nel
finale
che
avrebbe
permesso
al
tanzaniano
di
guadagnare
quei
metri
di
vantaggio
finali.
La
discussione,
mai
comunque
trascesa,
faceva
intervenire
i
giudici
d'arrivo.
Da
quanto
emerso,
nel
punto
incriminato
era
caduto
il
paletto
che
delimitava
il
raggio
della
curva.
Questo
aveva
permesso
a
Munyao,
ma
probabilmente
non
solo
a
lui,
di
anticipare
la
curva
tagliandola
più
velocemente
e
superare
così
Slimani.
Convocati
i
due
atleti,
la
questione
veniva
amichevolmente
risolta
e
la
classifica
non
subiva
variazioni.
Questo
però
non
impediva
a
Munyao
di
ricevere
un'ammonizione
ufficiale
da
parte
della
giuria
di
gara.
Nel
mentre
si
erano
susseguiti
i
vari
arrivi
con
Valerio
Brignone
al
quarto
posto,
una
posizione
ben
meritata
per
l'intelligente
condotta
di
gara
da
lui
chiusa
nel
tempo
di
24'45".
Dopo
Chihaoui
e
Ntwalikura,
portacolori
dell’Atletica
Rubinetterie
F.lli
Frattini
di
San
Maurizio
d’Opaglio,
rispettivamente
quinto
e
sesto,
giungeva
il
secondo
italiano,
Francesco
Bona.
L’atleta
dell'
U.G.
Biella
aveva
la
meglio
nella
volata
finale
con
i
connazionali
Alberto
Mosca
e
Fabio
Mascheroni,
terminati
in
quest'ordine
alle
sue
spalle.
Tra
gli
atleti
locali,
buona
prova
per
il
grignaschese
Paolo
Finesso,
dodicesimo
in
25'56",
mentre
l'ossolano
Mauro
Bernardini
ha
terminato
in
sedicesima
posizione
nel
tempo
di
26'15".
Chiusa
questa
nona
edizione,
su
tutta
la
quale
ha
fortunatamente
brillato
un
tiepido
sole,
gli
sforzi
degli
organizzatori
sono
già
concentrati
sulla
prossima
che
diventerà
gara
ufficiale
nazionale,
prendendo
il
posto
del
"Cross
della
Mandria"
di
Venaria.
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