|
Carosi,
ex
siepista
medaglia
d’argento
agli
Europei
di
Helsinki
’94,
e
già
campione
italiano
sulla
distanza
nel
2001,
si
è
ripetuto
battendo
in
volata
il
carabinere
Denis
Curzi.
Il
tempo
non
è
dei
migliori,
2:15:54,
risultato
di
una
gara
molto
controllata
a
dispetto
delle
tattiche
della
vigilia;
infatti
era
previsto
un
passaggio
alla
mezza
di
1:05:30,
andatura
che
avrebbe
favorito
il
campione
italiano
in
carica
Fabio
Rinaldi
della
Cover
e
Curzi.
Invece
gli
oltre
sessanta
secondi
di
ritardo
al
21°
hanno
permesso
all’atleta
della
Forestale
di
fare
la
corsa
coi
due
più
accreditati
avversari.
Intorno
al
31°
km,
quando
Rinaldi
ha
cominciato
a
staccarsi
a
causa
di
crampi,
che
lo
porteranno
poi
al
ritiro
cinque
chilometri
più
tardi,
dopo
un
allungo
di
Carosi
seguito
a
ruota
da
Curzi,
il
duo
di
testa
ha
cominciato
a
studiarsi,
non
si
contavano
oramai
più
le
occhiate
che
si
lanciavano
per
cercare
di
intravedere
qualche
segno
di
cedimento
nel
rivale.
Si
è
arrivati
così
ad
una
volata
finale
spettacolare:
ai
trecento
primo
attacco
di
Carosi
e
risposta
di
Curzi,
anche
se
il
carabiniere
mostrava
segni
di
affaticamento
maggiori
rispetto
alla
corsa
più
rilassata
dell’atleta
della
Forestale;
infatti
ai
duecento
ancora
attacco,
stavolta
vincente,
di
Carosi
che
andava
così
ad
aggiudicarsi
il
suo
secondo
titolo
italiano
di
maratona.
Terzo
al
traguardo
Antonello
Petrei
dell’Aterno
Pescara
in
2:18:28.
Angelo
Carosi,
quarantanni
il
prossimo
20
gennaio,
si
è
detto
molto
contento
per
il
titolo
anche
se
il
tempo
è
stato
al
di
sotto
delle
sue
aspettative.
Dopo
una
vita
di
corsa
e
tante
soddisfazioni
ottenute
(altri
6
titoli
italiani
conquistati
e
29
volte
in
nazionale)
Angelo
non
ha
ancora
voglia
di
fermarsi
come
ha
dichiarato:”L’hanno
prossimo
entrerò
a
far
parte
della
categoria
Master,
ho
intenzione
di
dedicarmi
ancora
alla
maratona
preparandone
un
paio
all’anno,
presumibilmente
Boston
e
Chicago,
in
america
pagano
molto
bene
i
master
e
i
tempi
sono
alla
mia
portata”.
Curzi:”Ho
sofferto
parecchio
gli
ultimi
chilometri,
al
36°
sul
lastricato
ho
incominciato
ad
accusare
un
indurimento
ai
polpacci
ma
ho
tenuto
duro,
alla
fine
però
non
mi
sentivo
più
le
gambe,
pazienza.
Comunque
sono
soddisfatto,
dopo
un
anno
e
mezzo
dall’ultima
maratona,
questo
è
un
buon
risultato,
ora
bisogna
pensare
a
lavorare
bene”.
Rinaldi:”Non
so
cosa
sia
successo,
intorno
al
30°
sono
incominciati
i
crampi
a
tutt’e
due
le
gambe,
mi
sono
staccato,
mi
sono
fermato
e
ripartito
un
paio
di
volte,
al
35°
poi
lo
stop
definitivo.
Forse
siamo
passati
un
po’
troppo
lenti
alla
mezza,
o
forse
sono
io
che
ho
un
approccio
psicologico
sbagliato
alla
maratona,
dovrò
rivedere
un
po’
di
cose
e
magari
valutare
l’ipotesi
di
non
affrontare
più
questa
distanza”.
Petrei:”Per
me
è
una
sorpresa
il
terzo
posto,
sicuramente
non
me
lo
aspettavo
alla
vigilia,
però
sono
molto
contento”.
La
gara
femminile
ha
visto
giungere
prima
al
traguardo
Anna
Incerti
con
il
tempo
di
2:34:40;
la
ventitreenne
siciliana,
all’esordio
sulla
distanza,
è
riuscita
a
conquistare
il
titolo
italiano
dopo
una
gara
controllata,
rimanendo
in
disparte
per
la
prima
metà
della
gara
e
uscendo
nella
seconda
quando
al
33°
rientrava
sulla
più
accreditata
Patrizia
Ritondo
dopo
il
ritiro
dell’Andreucci
ed
i
problemi
dell’Alagia
(alla
fine
terza
in
2:40:23),
decideva
di
allungare
proprio
sull’avversaria
della
forestale
(
seconda
in
2:35:53)
arrivando
ancora
sorprendentemente
fresca
al
traguardo.
Incerti:”Sono
contentissima,
prima
della
partenza
non
credevo
proprio
di
vincere,
ho
aspettato
e
poi
sono
uscita
perché
stavo
bene;
mi
sono
trovata
bene
su
questa
distanza,
in
primavera
voglio
provare
ad
abbassare
il
tempo,
penso
che
sia
alla
mia
portata”.
È
stata
proprio
una
bella
edizione
della
Firenze
Marathon,
a
cominciare
dalla
macchina
organizzativa
perfettamente
funzionante
e
coordinata
dal
Presidente
Giancarlo
Romiti;
mi
ha
stupito
vederlo
assistere
agli
arrivi
in
prima
linea
sul
traguardo,
applaudendo
i
primi
tanto
quanto
gli
ultimi,
esultando
con
i
vincitori
e
consolando
gli
sconfitti,
aiutando
anche
gli
addetti
ai
chip
prelevando
personalmente
il
chip
dalla
caviglia
di
Carosi,
dimostrando
grande
amore
e
passione
per
questo
sport.
Il
percorso
è
un
altro
punto
forte
della
manifestazione,
bello,
vario
e
con
uno
sfondo
eccezionale;
parte
da
Piazzale
Michelangelo,
in
alto,
si
vede
tutta
Firenze,
sai
che
fra
poco
scenderai
e
toccherai
tutti
i
punti
più
belli
della
città,
Palazzo
Pitti,
Piazza
del
Duomo,
Piazza
della
Signoria
e
i
lungarni
per
arrivare
infine
in
Piazza
Santa
Croce
e
goderti
un
meraviglioso
bagno
di
folla.
Il
pubblico,
non
più
quello
assonnato
dello
scorso
anno,
ma
numeroso
e
decisamente
caloroso
anche
nelle
battute
iniziali,
lungo
tutto
il
percorso
ad
incitare
sia
gli
atleti
italiani
che
i
moltissimi
stranieri
(ben
2.250)
provenienti
da
tutto
il
mondo,
ad
indicare
il
carattere
internazionale
di
una
maratona
che
sta
crescendo
sempre
più.
|