El
Hassan
Lassinhi,
atleta
di
origine
marocchina
naturalizzato
francese,
si
è
aggiudicato
a
sorpresa
la
18ª
edizione
della
Venicemarathon,
chiudendo
la
sua
prima
maratona
in
2:10:59.
La
gara
ha
avuto
un
avvio
lento
con
un
passaggio
ai
primi
5.000
mt
in
15:48,
con
una
forte
progressione
nei
secondi
5
km
e
passaggio
ai
10.000
in
30:40.
Il
gruppo
dei
top
runner
rimane
compatto,
anche
se
l’andatura
non
è
sempre
regolare,
cosa
che
fa
staccare
per
brevi
tratti
Sergio
Chiesa;
l’italiano
riesce
a
riportarsi
sempre
sotto
senza
cambiare
troppo
bruscamente
il
ritmo.
Dopo
un
passaggio
alla
mezza
di
poco
superiore
a
1:05:10,
il
keniano
Paul
Kanda
incomincia
a
incalzare
la
lepre
perché
vorrebbe
un’andatura
più
veloce.
L’italiano
di
origine
marocchina
Mostapha
Errebbah
comincia
a
perdere
metri
e
si
stacca
lentamente
dal
gruppo,
proseguendo
con
un
andatura
sensibilmente
più
lenta.
Quando
anche
l’altra
lepre
finisce
il
suo
lavoro
al
30
km
il
gruppo
in
testa
si
assottiglia
e
sul
Ponte
della
Libertà
prendono
vantaggio
Kanda
e
l’esordiente
Lassinhi;
rimangono
staccati
l’altro
keniano
Mitei
a
circa
15”
mentre
Chiesa
e
Lebo
accusano
un
distacco
di
un
quarantina
di
secondi
anche
se
l’italiano
sembra
stia
recuperando
terreno.
Il
francese
dimostra
una
corsa
più
fluida
e
proprio
alla
fine
del
lungo
rettilineo,
in
zona
porto,
sferra
l’attacco
vincente
nei
confronti
di
un
Kanda
in
visibile
difficoltà.
Lasshini
si
invola
solitario
verso
il
traguardo
di
Riva
dei
Sette
Martiri,
mentre
alle
sue
spalle
la
lotta
per
la
seconda
posizione
è
apertissima.
Kanda
accusa
sempre
di
più
ed
il
percorso
a
tratti
allegato
non
sembra
aiutarlo;
il
connazionale
Mitei
oramai
gli
è
dietro
e
lo
supera,
ma
Sergio
Chiesa
sta
compiendo
una
rimonta
straordinaria
e
nel
giro
di
poche
decine
di
metri
sorpassa
entrambi
i
keniani
acquisendo
quei
secondi
di
vantaggio
che
gli
permettono
di
conquistare
il
secondo
posto
in
2:11:30;
Mitei
è
terzo
a
6”,
mentre
Kanda
giunge
4°
in
2:11:56.
Con
un
distacco
di
2’
e
50”
dal
primo
si
classifica
sesto
l’altro
italiano
Errebbah,
visibilmente
amareggiato,
dopo
la
sua
preparazione
in
Francia
proprio
con
Lassinhi.
Chiesa
(foto
a
sinistra):
“Ho
fatto
una
grande
rimonta,
sono
stato
prudente
sul
ponte,
forse
un
po’
troppo,
se
avessi
osato
di
più
chissà.
Comunque
va
bene
così”.
Errebbah
(foto
a
destra):
”E’
un
peccato
perché
è
un
periodo
che
sto
bene,
mi
sono
staccato
un
po’
dal
gruppo
per
stare
al
mio
passo
però
sono
rimasto
da
solo,
ho
perso
terreno
e
non
sono
più
riuscito
a
recuperare;
poi
nell’ultimo
tratto
c’era
anche
l’acqua
alta,
penso
che
il
tempo
reale
sarebbe
stato
perlomeno
un
minuto
più
basso.
In
questo
momento
valgo
2:11:00,
però
non
è
sufficiente,
devo
lavorare
bene
perché
voglio
scendere
sotto
le
2h
10’
la
prossima
primavera;
intanto
quest'anno
vorrei
vestire
ancora
una
volta
la
maglia
azzurra
agli
europei
di
cross
a
Edimburgo”.
La
gara
femminile
è
stata
condotta
dalle
due
keniane
Anne
Jelagat
Kibor
e
Caroline
Kilel
Cheptonui,
quest’ultima
all’esordio.
La
Jelagat
sul
finale
è
riuscita
a
prendere
una
decina
di
metri
di
vantaggio
e
a
mantenerli
sino
al
traguardo
vincendo
in
2:30:17;
a
5”
la
Cheptonui.
Terza
l’italiana
Ornella
Ferrara
in
2:31:48,
che
probabilmente
ha
risentito
della
fatica
di
un
mese
prima
alla
maratona
di
Berlino,
nella
quale
ha
ottenuto
un
ottimo
terzo
posto
(2:28:28).
Ferrara:
“Oggi
ho
fatto
un
po’
di
fatica,
già
al
10°
km
avevo
le
gambe
imballate,
ho
voluto
stare
con
le
keniane
ma
poi
ho
dovuto
mollare,
forse
avrei
dovuto
lasciar
fare
il
lavoro
a
loro.
Ero
convinta
di
vincere
oggi,
forse
un
po’
gasata
dalla
prestazione
di
Berlino
e
invece…”.
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