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Cosa
dire della Turin Marathon 2003? Beh, tanto per incominciare due italiani
sui gradini più alti del podio, un grande Caimmi che ha vinto in 2:10:08,
è comunque un buon tempo, lontano certo dalla prestazione di dicembre a
Milano dove in quell’occasione gli avversari si erano dimostrati più
competitivi di quelli presenti a Torino, ma è sempre così importante il
tempo? Dimentichiamoci per una volta il cronometro e godiamoci questa
vittoria; ogni gara è una storia a sé e quella di domenica è una gran
bella storia di sport che ha visto un atleta percorrere gli ultimi 300 metri godendosi quel bagno di folla esultante, a
braccia alzate, quasi a raccogliere il più possibile l’ovazione ed il
calore di quello splendido pubblico, emozioni che non hanno prezzo.
Ma
poi il percorso di Torino è veramente veloce come si voleva far credere?
Io penso di no, ha sicuramente altre ottime caratteristiche, ma veloce
proprio no. È un gran bel percorso con passaggi splendidi come Rivalta e
Rivoli nei quali il pubblico si faceva sentire e dava la carica giusta, e
poi le bellezze come il Castello di Rivoli, il Borgo Medievale
all’interno del Parco del Valentino con il suggestivo passaggio a fianco
del Po; è su questo che dovrebbero puntare di più gli organizzatori se
vogliono far decollare veramente questa maratona e raggiungere un numero
di partecipanti che si merita una città come Torino.
Perché
in fin dei conti sono le migliaia di amatori, che decidono di partecipare
a questa piuttosto che a quella gara, che fanno grande una maratona,
quegli amatori che giudicano una manifestazione non tanto dalla velocità
del percorso (che senso avrebbe prediligere una gara che ti permette di
fare 3h 30’ piuttosto che 3h 32’) ma quanto dalla ricchezza dei
ristori, dal pubblico caloroso e folkoristico, dalla perfetta
organizzazione magari che ti permette di ritirare il pettorale il mattino
della gara senza farti fare una coda eccessiva, dagli spogliatoi adeguati
e con le docce calde ecc.
A
Torino si sono viste delle cose buone, prima fra tutte quella di essere
riusciti a catturare l’attenzione della Rai che ha trasmesso la gara in
diretta; forse però è mancata la cura di alcuni particolari, elementi
essenziali che distinguono una buona da un’ottima manifestazione. Da
buon piemontese sono fiducioso e credo che ci possiamo aspettare grandi
cose per le prossime edizioni della Turin Marathon.
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