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Nonostante le preoccupazioni
giustificate della vigilia, viste le varie vicissitudini e avvicendamenti
nell’organizzazione, si può dire che la Milano City Marathon ’02 è
stata una gran bella maratona sotto tutti i punti di vista, con qualcosa
però da migliorare per darle quel prestigio che una città come Milano si
merita.
Cominciamo dal percorso molto scorrevole lungo il quale la
partecipazione del pubblico è stata numerosa anche se non altrettanto
calorosa (ma non è solo un problema di Milano), i ristori molto ben
forniti e disposti su entrambi i lati della strada, gli spugnaggi
efficienti, la chiusura al traffico quasi totale (solo in alcuni punti la
carreggiata è stata condivisa con le macchine) per la gioia di parecchi
automobilisti che sono rimasti però bloccati nel traffico. Molto utile il giubbottino ‘Finisher’ anche se sulla
medaglia si poteva fare di meglio. Il ristoro alla fine era situato un
po’ troppo lontano dalla linea d’arrivo, infatti si doveva percorrere
quasi un chilometro a piedi dal traguardo. Spogliatoi, depositi borse
(custoditi) e docce, situati all’interno dell’Arena, perfettamente
funzionanti.
Veniamo alla corsa: la partenza, sancita da un colpo di
cannone stile New York, è stata affascinante provata dal vivo in un clima
festoso, e rivedendola in televisione le immagini dall’elicottero davano
un colpo d’occhio spettacolare e quel ‘biscione’ di gente sembrava
non finire più, perdendosi tra i viali della città.
La gara dei top runners è stata
avvincente con uno strepitoso Daniele Caimmi che ha tenuto testa da solo a
tre keniani del Fila Team, Robert Cheruyot, Peter Chebet e Michael Rotich,
che evidentemente hanno fatto gioco di squadra. Daniele ci ha provato in
tutti i modi ma si sa, i keniani sono degli ossi duri, forse avrebbe
dovuto risparmiarsi un po’ di più fino al 35° lasciando fare il lavoro
agli altri; infatti nell’ultimo chilometro ha avuto un cedimento
perdendo qualche metro dai primi due.
Il finale in volata rimarrà
impresso nella memoria di tutti con un rimontante Caimmi che ha dato fondo
alle residue energie, un balzo d’orgoglio che lo ha fatto chiudere con
lo stesso tempo di Cheruyot, vincitore, e Rotich, secondo.
Il tempo è di tutto rispetto: un
2:08:59 che avrebbe potuto essere di molto inferiore, sfiorando il primato
italiano (infatti intorno al 30° la proiezione era di 2:07:20) se forse
le due lepri Thys e Kipkoech avessero tenuto un ritmo più regolare nella
prima metà di corsa.
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Alcune
immagini di Daniele all'arrivo (al centro con la fidanzata Rosaria
Console) |
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Grandissima prestazione con una
progressione incredibile per il padovano Ruggiero Pertile, quinto dietro a
Chebet, che con il suo 2:10:38 entra nel gotha dei maratoneti italiani
rifacendosi dell’incidente di Firenze ’01 e prenotandosi un posto per
i mondiali (foto a sinistra).
Alle sue spalle si è piazzato
Migidio Bourifa in 2:11:23 mentre Francesco Ingargiola è ottavo con il
tempo di 2:13:55.
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| Migidio
Bourifa |
Francesco
Ingargiola |
La gara delle donne è stata
dominata da Margaret Okayo (2:24:59 - foto a sinistra) che a distanza di un mese migliora di
quasi tre minuti il tempo ottenuto a New York dove è giunta sesta ma
condizionata da un colpo di freddo alla schiena in partenza. Seconda la
connazionale Alice Chelangat in 2:28:16 e terza l’ungherese Simona
Staicu con il tempo di 2:29:59.
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| Margaret
Okayo |
Alice
Chelangat |
Simona
Staicu |
Ottimo risultato per le due
gemelle Andreucci: Lucilla, quarta, ottiene un bel 2:30:21 e Florinda,
quinta, chiude in 2:33:00.
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| Lucilla
Andreucci |
Simona
& Lucilla |
Lucilla |
Florinda
& Lucilla |
Per quanto riguarda gli atleti
della nostra zona, il migliore è stato Mauro Bernardini della Cover, al
debutto sulla distanza con un tempo finale di 2:20:01, forse puntava a
qualcosina in più ma è comunque un buon risultato che chiude in bellezza
una grande stagione (miglior risultato 1:03:55 ai Campionati Italiani di
Mezza Maratona a Udine).
Male invece per il portacolori
dell’Atletica Riccardi di Milano Davide Daccò; dopo una bella metà
gara sempre al fianco della Okaio (passaggio alla mezza in 1:11:20) è
stato costretto al ritiro per problemi muscolari. È andata male anche per
Alfredo Fasolo del GS Bognanco, saltato al 35°, è poi arrivato comunque
al traguardo in 2:37:06.
Anche
questa volta abbiamo cercato di fare del nostro meglio, purtroppo
l'organizzazione non ci è stata molto di aiuto: peccato , sarà per la
prossima.


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| Gert
Thys |
Caimmi-Cheruyot-Rotich-Chebet |
Ruggero
Pertile |
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| Bayo-Bourifa |
Alemu-Ingargiola |
Vanderlei
Lima |
La
premiazione (con la madrina Elisabetta Canalis)
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| L'indiano |
Nunzio
Magistro |
Mara
Dellavecchia |
L'Airone
Nero |
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| Mauro
Rupil |
Una
coppia |
Luisa
Fumagalli |
Coppia
A.P.A.? |
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| Gruppo |
Gruppo |
Male
ai piedi? |
Tricolore |

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