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XVII VENICE MARATHON

27 Ottobre 2002

Servizio a cura di Nuniez

 

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Il mio esordio come ‘addetto stampa’ (molto fra virgolette) in una 42 km non poteva che avvenire nella maratona più prestigiosa e suggestiva d’Italia: ovvero la Venice Marathon.

Forse è stata una cosa cercata o forse solamente una coincidenza, sta di fatto che sono stato letteralmente assorbito dalla maratona e da tutto quello che le ruotava attorno; un fascino particolare emergeva da tutto, sicuramente complici l’impeccabile organizzazione, la bellezza suggestiva del posto e il calore particolare del pubblico.

Senza ombra di dubbio è stata un’esperienza indimenticabile che mi spronerà e mi darà la forza di macinare km su km per prepararmi al meglio ad un altro esordio, questa volta quello vero e proprio, da concorrente.

LA GARA - L’ALTRA MARATONA - Un maratoneta - Il gruppo Acitour Blu

 

Venezia prima della partenza

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LA GARA

È stata una gara ricca di emozioni e di colpi di scena sin dalle prime battute.

Si delinea subito il gruppetto dei top runners composto da una quindicina di atleti alla testa del quale Ruggero Pertile e Salaoh Ngadi fanno l’andatura (intorno ai 3’04 al km con il passaggio ai 10.000 in 30’54) sino alla mezza (passaggio 1h 04’31) quando il tanto atteso Battocletti, all’esordio sulla distanza, incomincia la sua azione di attacco tirato dal keniano Philip Kemey e seguito dall’altro attesissimo atleta, l’etiope Alemayehu Simeretu; intanto il gruppo che segue a 5-6 secondi va lentamente assottigliandosi con i ritiri di Pertile e Ngadi, Errebbah (fermato al 15°) e di Michele Gamba che al 26° accusa dolori muscolari. Restano all’inseguimento i keniani David Makori, Philip Tarus e Martin Lel e l’etiope vincitore lo scorso anno Moges Taye.

Al 26° km l’italiano della Cover intraprende un altro attacco sempre tirato da Kemey sino al 28° quando il keniano si ritira lasciando procedere in solitaria Battocletti. Il suo distacco è intorno ai 10 secondi e nel gruppetto di inseguitori tutti sia alternano al comando tentando di ricucire il gap finché riesce finalmente ad uscire l’altro atleta della squadra verbana, Makori, che con un’andatura regolare lentamente riprende il compagno che sembra accusare un po’ di stanchezza (al 32° km fa registrare un terribile 3’16). È il preludio della crisi che giunge inesorabile nelle gambe del trentino e lo costringe allo stop proprio all’inizio del Ponte della Libertà con l’immagine del keniano che prende il largo: in sala stampa il sussulto è unanime “Nooo…” seguito da scrollate di capo rappresentanti tutta la delusione.

Ma subito dopo Giuliano riprende a correre e alimenta in noi ancora un barlume di speranza che scema quando anche l’altro esordiente, Martin Lel, lo raggiunge e lo supera. Da questo punto in avanti assistiamo, per voce di Pizzolato, al calvario dell’italiano che più volte si ferma e riparte, mentre il compagno di squadra si invola solitario all’incoronazione a Doge di Venezia cancellando il precedente record della corsa di Danilo Goffi (2:09:26 del 1995) con il tempo di 2:08:49.

Alle sue spalle con un distacco abissale si piazza Martin Lel (Fila Team Brescia) in 2:10:03 mentre Moges Taye rimontante è terzo, per lui 2:10:07.

Primo degli italiani e nuovo campione italiano militare di maratona è il pugliese Vito Sardella (Fiamma Atl. Triggiano Puglia) che conclude la sua prova in 2.16.39 superando negli ultimi 200 mt il protagonista dei primi 30 km, Giuliano Battocletti, che giunge stremato al traguardo in 2:16:59.

 

Passata in secondo piano televisivamente, la gara delle donne ha visto come protagoniste le2002_1027_115218AA.JPG (90033 byte) keniane Anastasha Ndereba (foto a destra), sorella dell’ex primatista mondiale di maratona Catherina, ed Anne Kosgei (Fila Team Brescia - foto a sinistra) che dopo una metà gara abbastanza veloce (passaggio alla mezza di 1:13:10) ha visto un graduale calo dell’andatura. La Kosgei si è lentamente staccata dalla Ndereba che ha concluso vittoriosa in 2:29:03 infliggendo alla connazionale oltre un 2002_1027_115326AA.JPG (93800 byte)minuto di distacco, per lei 2:30:09. Terza e campionessa italiana militare la romana Lucilla Andreucci (C.S. Forestale) con il tempo di 2:32:48. La Andreucci si è dichiarata soddisfatta della prestazione, nonostante il rilevamento cronometrico fosse ben lontano da quello ottenuto alla Milano Marathon 2000 dove vinse in 2:29:43.

 

David Makori, alla sua terza maratona, è stato autore di una gara intelligente, non si è mai proposto nella prima parte di gara risparmiando le energie e controllando a breve distanza gli attacchi del compagno di squadra; quando Battocletti è rimasto solo ha capito che era il momento di attaccare, gradualmente ha acquisito il vantaggio necessario per poter giungere al traguardo indisturbato migliorando di 37 secondi il record della corsa e di 2 minuti e mezzo il suo precedente primato personale ottenuto proprio quest’anno a Parigi: complimenti!

 

Il vero protagonista però, tanto atteso e all’esordio sulla distanza, è stato nel bene e nel male2002_1027_120232AA.JPG (59863 byte) l’altro atleta della Cover, Giuliano Battocletti. Ci ha entusiasmato per 33 bellissimi chilometri e poi come una doccia fredda, come il rigore sparato sopra la traversa da Baggio a USA ’94, ci ha fatto provare quella sensazione di 2002_1027_120252AA.JPG (81483 byte)delusione inesorabile che solo lo sport può infliggere. Ma dobbiamo comunque fargli un applauso soprattutto per il coraggio e per lo spirito di sacrificio, che contraddistingue uno sportivo vero, che ha dimostrato volendo comunque tagliare il traguardo per poi accasciarsi, sfinito, al suolo: grazie lo stesso Batto!   (nella foto a sinistra Giacomo Leone saluta Giuliano)

 

La conferenza stampa

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L’ALTRA MARATONA

David Makori è stato sicuramente il vincitore ufficiale della Venice Marathon 2002; ma in una2002_1027_115256AA.JPG (88649 byte) maratona non c’è solamente un vincitore, a suo modo ogni partecipante che taglia l’agognato traguardo può considerarsi un vincitore.

La corsa è uno sport individuale dove ogni podista ha il suo perché, il motore trainante che lo spinge a divorare km su km, con qualsiasi condizione atmosferica, per farsi trovare pronto al tanto atteso appuntamento.

Domenica non mi hanno emozionato solamente Batto & Company, ma anche le altre migliaia di ‘umani’ concorrenti che, in solitaria o a gruppetti, oltrepassavano il fatidico traguardo di Riva dei Sette Martiri; non importa se in 3, 4 o addirittura in 6 ore, l’importante era arrivare, dare un senso al proprio perché, e una volta fermati, quando si rendevano conto che era tutto finito, il loro pianto liberatorio.

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Il tratto che separava la linea d’arrivo dal tendone degli spogliatoi era una zona quasi surreale dove le persone si aggiravano con lo sguardo perso nel vuoto e, avvolti dai cellofan bianchi, si apprestavano alle operazioni di routine, come la riconsegna dei chip, quasi assenti. Ho visto una moltitudine di persone che si guardavano attorno come a domandarsi “Ok, ho corso. Ma adesso cosa faccio, dove vado? A prendere la sacca…ah no, prima bevo qualcosa.” E poi “Madonna quanta gente, ma hanno corso tutti?  Ma davvero è arrivata prima di me tutta questa gente? Ma come è possibile, io non ho più un briciolo di forza?!Hey, scusa, dov’è che devo andare?”.

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Più avanti, vicino ai tendoni, la gente cominciava a godersi il meritato relax, chi seduto, chi sdraiato, chi in stato catatonico, un vero e proprio accampamento dove tutto andava a rallentatore, i muscoli, i pensieri e le parole sembravano appartenere ad un’altra dimensione temporale ‘post-maratona’, un passaggio obbligato tra quell’universo di 42,195 km e il mondo reale.

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Che emozione anche solo assistere a una maratona; con la mia macchina fotografica mi aggiravo tra quella folla, invidioso del loro stato d’animo, perfino della loro stanchezza: che bella la maratona!

Venezia dopo la maratona

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Un maratoneta

Facciamo un passo indietro, 2 ore e 27 minuti dopo il colpo di pistola di Strà. Sto guardando gli2002_1027_115132AA.JPG (79624 byte) arrivi sulla televisione in sala stampa quando: “Porca miseria...” sussulto fra me e me, mi alzo e mi dirigo a passo spedito verso la scaletta che porta sul terrazzo della Cezanne, ormai sto correndo; quando sbuco di sopra mi affretto ad accendere la macchina fotografica ed a cercare un posto libero sul parapetto “Ok, trovato…click”. Appena in tempo per immortalare, anche se un po’ da lontano, sotto il cronometro che indica 2:28:15, l’arrivo a braccia alzate dell’amico Nicola Bovio: 18° assoluto, 7° italiano, primato personale. Mi immagino il suo stato d’animo, che gioia! Lo seguo con lo sguardo nelle fasi successive finché non lo vedo scomparire oltre la postazione della Winning Time.

Più tardi, quando lo sento al telefono, dalla voce si capisce che è al settimo cielo (e vorrei ben vedere-ndr): “Sono contentissimo, è un’emozione incredibile; sono partito tranquillo, ho girato alla mezza in 1:14:10. Al 28° km mi sentivo bene e ho cambiato passo, fino al 39° avevo una proiezione di 2:27:40 e non mi sembrava vero; poi ho accusato un po’ sui ponti finali, non ne avevo più. Va benissimo così. Questo risultato ripaga appieno tutti i mesi di fatiche e sacrifici che ho sopportato, ne è valsa la pena! Mi dispiace per gli altri che sono saltati come Davide (Daccò) e Alfredo (Fasolo).

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Nicola Bovio in posa

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Nik & Spina

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Nik & Nuniez

 

Il gruppo Acitour Blu

Come di consuetudine ormai da un decennio, anche quest’anno l’Acitour Blu ha organizzato il viaggio per partecipare alla XVII edizione della Venice Marathon.

La spedizione, capitanata da Piero Moro, comprendeva due pullman per un totale di 98 persone, di cui 24 partecipanti alla maratona.

Sono stati due giorni molto piacevoli ed organizzati nei minimi particolari per venire incontro alle esigenze di tutti, maratoneti e non, in perfetto stile Acitour.

Vediamo come è andata tappa per tappa:       

Sabato 26

2002_1026_123722AA.JPG (61162 byte)Ore  07.00 Partenza dal piazzale Iper di Borgomanero; prima sosta nei pressi di Brescia dove ci incontriamo con l’altro pullman proveniente da Arona.

Ore  11.30 Arriviamo a Mestre dove facciamo visita alla fiera Exposport, presso la quale ritiriamo pettorali e pacchi gara, facciamo qualche acquisto veloce e, un’ora dopo, ripartiamo per Sottomarina dove, all’Hotel Europeo, ci aspettano per il pranzo.

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Nel pomeriggio sgambata per alcuni atleti e poi, chi a piedi chi in pullman, tutti a Chioggia per visitare l’affollato centro della cittadina veneta.

Più tardi rientro in albergo per l’ottima cena a base di pesce e poi ritrovo presso il bar dell’albergo dove ci si scambiano aspettative, impressioni e sensazioni per la fatica dell’indomani: qualche atleta subito a letto, qualcun altro si trattiene un po’ di più grappamunito (non facciamo nomi – Rupil) forte dell’esperienza accumulata in sedici maratone!

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Domenica 272002_1027_070154AA.JPG (50661 byte)

Ore  06.30 Ricca colazione a buffet e per gli atleti pieno di carboidrati (un bel piatto di pasta).

2002_1027_070322AA.JPG (76971 byte)Ore  07.00 Partenza del primo pullman con i concorrenti e qualche altro accompagnatore per Strà. Una volta scaricati i valorosi ci dirigiamo verso Venezia dove ci incontriamo con l’altro pullman. Proseguiamo poi tutti verso la zona d’arrivo in battello.

Un paio d’ore a spasso per la città e poi la grande kermesse degli arrivi: che spettacolo!

Il primo del nostro gruppo ad arrivare è Mirko Fellet dopo 2:52:50 (ma come dirà lui è ‘saltato’) mentre da sottolineare è la prestazione di Mauro Rupil alla sua diciassettesima maratona chiusa in 3:12:13. Molto soddisfatti si sono dichiarati gli esordienti come Karin Muraro (3:30:22 - 48ª assoluta tra le donne), Bruno Galuppo (3:54:07), Romano Zacchei (4:11:58) e Alessandro Fornara (5:09:45). Il veterano Balzarini Giuseppe ha chiuso la sua 68ª maratona in 4:16:56.

Il pomeriggio è libero per visitare la città brulicante più che mai di turisti/atleti.

Ore  16.30 Si parte dal Tronchetto in battello che ci porta direttamente a Chioggia dove ci attendono i pullman per fare ritorno all’albergo.

Consumiamo la cena ed appena bevuto il caffè si fa ritorno a casa.

Che dire ancora? Beh, alla prossima! Ciao da nuniez.

 

Le classifiche del gruppo Acitour Blu.

 

Cognome e nome

Cat.

Team

Tempo

N.

RealTime

Info

379 FELLET MIRKO SENm G.S. BOGNANCO 2.53.00 ITA 2.52.50

 

526

CERLINI GIOVANNI

MM45

G.S. GRAVELLONA - VCO

2.57.55

ITA

2.57.45

 

392

DARIOLI DARIO

AMm

G.S. BOGNANCO

2.58.20

ITA

2.58.11

 

2270

RUPIL MAURO

MM45

G.S. CASTELLANIA - GOZZANO

3.12.57

ITA

3.12.13

17° maratona

393

MORANDI GIANNI

AMm

G.S. GRAVELLONA - VCO

3.15.59

ITA

3.15.48

 

1540

BURLONE GIUSEPPE

AMm

 

3.16.01

ITA

3.14.43

 

1440

DE GIULI CARLO

AMm

G.S. LA CECCA

3.18.05

ITA

3.17.15

3° maratona

1424

POLETTI MARCO DAVIDE

MM40

G.S. LA CECCA

3.20.19

ITA

3.19.29

2° maratona

1512

FELLET IVAN

AMm

G.S. GRAVELLONA - VCO

3.23.10

ITA

3.21.54

 

1423

CERUTTI STEFANO

MM35

G.S. LA CECCA

3.25.45

ITA

3.25.05

2° maratona

391

ROSSI MARCO

MM35

G.S. GRAVELLONA - VCO

3.28.25

ITA

3.28.16

 

F483

MURARO KARIN

AMw

G.S. LA CECCA

3.32.14

ITA

3.30.22

Esordio

1200

MACCHI GIOVANNI

MM40

EQUIPE OLEGGIO 2000

3.39.12

ITA

3.37.57

8° maratona

6738

SCHINCAGLIA ROBERTO

MM40

G.S. GRAVELLONA - VCO

3.44.29

ITA

3.40.31

 

6762

CARELLI ALESSANDRO

AMm

 

3.49.26

ITA

3.45.28

 

6614

GALUPPO BRUNO LEANDRO

AMm

 

3.57.38

ITA

3.54.07

Esordio

3055

DEMAGI GIUSEPPE

MM45

G.S. GRAVELLONA - VCO

4.00.12

ITA

3.58.57

 

2414

PINTON ANGELO

MM50

G.P. 76 OLEGGIO

4.01.00

ITA

4.01.00

 

2280

ZACCHEI ROMANO

MM45

 

4.15.55

ITA

4.11.58

Esordio

3580

BALZARINI GIUSEPPE

MM60

G.S. GRAVELLONA - VCO

4.18.25

ITA

4.16.56

68° maratona

7171

ROVEDA MASSIMO

AMm

EQUIPE OLEGGIO 2000

4.31.50

ITA

4.28.02

 

F722

PERON REGINELLA

MF45

EQUIPE OLEGGIO 2000

4.34.03

ITA

4.30.17

 

3541

BELLOTTI VALTER

MM40

G.S. GRAVELLONA - VCO

5.03.13

ITA

5.00.49

 

7635

FORNARA ALESSANDRO

AMm

 

5.13.43

ITA

5.09.45

Esordio