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È
da
qualche
anno
che
vado a
Firenze
per la
maratona,
l'ho
vista
crescere
in
maniera
esponenziale
in
queste
ultime
edizioni;
da
quella
sfortunata
del
2001,
i cui
problemi
organizzativi,
associati
anche
alla
contemporaneità
della
gara
sulla
distanza
di
21,097
km,
sfociarono
con lo
sbaglio
di
percorso
negli
ultimi
chilometri,
probabilmente
dovuto
ad una
insufficiente
segnalazione,
di un
Ruggero
Pertile
(e
della
telecamera
della
Rai
che ne
documentò
il
misfatto)
lanciato
verso
la
vittoria
che lo
avrebbe
portato
alla
consacrazione
nella
maratona
dopo
tanti
sacrifici.
Lui,
salumiere
part-time,
era
lì a
giocarsela
con i
professionisti;
la
consacrazione
per il
padovano
sarebbe
poi
arrivata
un
paio
di
anni
più
tardi
in
altre
circostanze. Forse
quell'episodio
fu
determinante,
o
forse
no,
sta di
fatto
che
gli
organizzatori
cambiarono
apportando
profonde
modifiche
nell'apparato
gestionale
a
partire
dall'anno
successivo.
Era il
2002.
Le
cose
erano
cambiate
e le
basi
per un
futur o
florido
erano
state
gettate.
Da
quell'anno
la
Firenze
Marathon
è
cresciuta,
poco
per
volta,
successo
dopo
successo
fino
ad
arrivare
all'edizione
2006.
In
particolare
mi
ricordo
il
2003,
Campionato
Italiano
di
Maratona,
un
importante
passo
avanti
per
gli
organizzatori,
passaggio
obbligato
per
entrare
tra le
grandi.
Il
clima
era
particolarmente
festoso
a
cominciare
dall'Expo
che
allora
era
allestito
nel
Palazzetto
dello
Sport.
Fu una
bella
gara,
dall'arrivo
spettacolare.
Un
duello
all'ultimo
metro
tra
Angelo
Carosi
e
Denis
Curzi,
dopo
il
ritiro
di
Fabio
Rinaldi.
Il
primo,
portacolori
della
Forestale
alla
soglia
dei
quarant'anni
e dopo
una
vita
da
mezzofondista,
stava
ritrovando
una
seconda
giovinezza
con la
maratona;
il
secondo,
giovane
Carabiniere,
era al
rientro
dopo
un
periodo
di
assenza
sulla
distanza.
La
condotta
di
gara
forse
troppo
accorta
da
parte
di
tutti,
finì
per
avvantaggiare
Carosi
che
staccò
Curzi
con
uno
scatto
bruciante
proprio
all'entrata
in
Santa
Croce.
Quel
giorno,
pur
essendo
nuvoloso,
la
piazza
era
particolarmente
bella,
gremita
di
gente,
festosa
ed è
rimasta
come
la mia
preferita,
per lo
meno
fino a
quest'anno.
Con
questa
edizione,
la
ventitreesima,
la
Firenze
Marathon
ha
toccato
il suo
apice;
è
stata
la
maratona
dei
record,
7.300
iscritti,
6.971
partenti,
6.330
arrivati,
ha
superato
così
Venezia
collocandosi
al 2°
posto
nelle
maratone
italiane
del
2006
alle
spalle
di
Roma.
Come
se non
bastasse
è
arrivato
anche
il
record
della
corsa,
quarta
prestazione
di
sempre
sul
territorio
italiano,
2h08'41'',
ad
opera
del
giovane
keniano,
esordiente
sulla
distanza
e
praticamente
sconosciuto,
James
Kutto.
Kutto,
partito
come
lepre,
si è
poi
ritrovato
a
correre
da
solo e
al
25°
km ha
continuato
la sua
galoppata
vincente
fino
al
traguardo.
Il
finanziere
Francesco
Ingargiola,
secondo
al
traguardo
in
2h12'18'',
ha
pagato
una
partenza
troppo
veloce
nonostante
l'aiuto
del
compagno
di
squadra
Cosimo
Caliandro,
e la
prestazione
è
stata
al di
sotto
delle
sue
previsioni.
Terzo
sul
podio
un
altro
keniano,
Kimeli
Kenedy
Kemei,
in
2h13'36.
La
gara
femminile
invece
aveva
due
sole
punte
di
diamante,
Vincenza
Sicari
e
Gloria
Marconi.
Le due
italiane
si
sono
affrontate
in un
bel
duello
per un
terzo
di
gara,
poi la
Marconi
ha
cominciato
ad
accusare
qualche
problema
fisico
fino
al suo
ritiro
avvenuto
intorno
al
24°
km. La
Sicari
ha
proseguito
da
sola
con
una
bella
condotta
di
gara
ed è
andata
a
vincere
la sua
prima
maratona
in
2h34'52''.
Il
percorso
della
Firenze
Marathon,
il
vero
asso
vincente
nella
manica,
il
motivo
principale
per
cui
settemila
persone
l'hanno
scelta,
non è
velocissimo,
soprattutto
dallo
scorso
anno
in cui
sono
state
apportate
delle
modifiche;
è
impegnativo,
ci
sono
tante
curve,
saliscendi,
il
lastricato,
ma la
scenografia
è
unica
e
mantiene
questa
caratteristica
per
tutti
e
42,195
km. Il
tracciato
ripercorre
tutti
i
punti
più
importanti
e
turistici
della
città,
a
cominciare
dalla
partenza
di
Piazzale
Michelangelo
dal
quale
si ha
una
vista
incredibile
sul
capoluogo
toscano.
Sei
lì in
attesa
della
partenza
e
guardi
giù,
hai
come
l'impressione
che la
città
sia
lì ad
aspettarti,
ad
accompagnarti
e
farti
coraggio
per
ogni
chilometro
del
percorso
che si
districa
in
essa.
Il
Duomo
e il
Campanile
spiccano
su
ogni
cosa,
con la
loro
imponenza
e
l'inconfondibile
colore;
ben
due
passaggi
ti
aspettano
in
quella
piazza,
una
delle
più
belle
al
mondo
in cui
tutti
si
fermano
ad
ammirare
estasiati,
e tu
ci
devi
passare
di
corsa,
roba
da
ridere!
Ma tu
non ti
aspetti
che da
quella
piazza
assorbirai
tutta
l'energia
che
emana,
anche
se
stai
correndo,
o
forse
di
più
proprio
perché
stai
correndo.
Sbucando
fuori
da
quella
via
stretta
e
buia,
via
Ricasoli,
è
un'autentica
esplosione
di
adrenalina,
il
Duomo
si
manifesta
davanti
a te
in
tutta
la sua
imponenza
e ti
senti
così
piccolo,
ma non
ti
fermi,
la
folla
che
incinta,
l'emozione
è
tale
che la
piazza
sembra
non
finire
più,
ti
sospinge
sempre
più
veloce,
sempre
più
avanti,
e poi
si
continua
in via
Roma
verso
Piazza
della
Repubblica
e
quando
esci,
frastornato,
il
silenzio
è
quasi
un
sollievo,
per
poco,
giusto
il
tempo
per
accorgerti
che
stai
facendo
fatica,
e sì,
perché
sei
già
quasi
al
30°
km.
I
passaggi
da
Porta
Romana
e
Palazzo
Pitti
sembravano
così
vicini
e
invece
sei
già
passato
anche
dallo
stadio
e ora
ti
spettano
le
Cascine,
sei
chilometri
in cui
ti
immergi
nel
verde
che ti
circonda
e nei
tuoi
pensieri,
la
maratona,
quella
della
sofferenza,
delle
crisi,
del
continuare
ad
ogni
costo
perché
oramai
ci sei
e
perché
non
hai
pensato
ad
altro
negli
ultimi
mesi,
inizia
proprio
qui. Sono
dure
le
Cascine
a
livello
psicologico,
ma
quando
ne
esci
non
hai
altro
che
l'immagine
di
Santa
Croce
davanti
agli
occhi
della
mente,
e per
quanto
la
puoi
conoscere,
non
sai
mai di
preciso
cosa
ti
riserva;
e
intanto
ti
concentri
sul
Ponte
Vecchio
e sei
in
Piazza
Duomo
un'altra
volta.
L'arrivo
è
vicino,
lasci
il
lungarno,
una
semicurva,
una
curva
a
gomito,
ci
sei,
sei in
piazza,
la
gente
ti
applaude,
ancora
una
curva,
è a
sinistra,
ma
prima
un'occhiata
alla
basilica
sulla
destra,
ecco
il
tappeto
rosso,
ecco
il
traguardo!
Apri
di
nuovo
gli
occhi
e sei
circondato
da
migliaia
di
persone
che
sono
lì
per il
tuo
stesso
motivo,
lo
sparo
che
darà
il via
a
questi
fantastici
42,195
km!
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