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STRAVERBANIA 017.jpg (49753 byte)IO CAMMINERO', TU MI SEGUIRAI. QUANTA STRADA GIRANDO PAESI E CITTA'!

(Breve riassunto di trent'anni di "GAMBA D'ORO")

 

A cura di Pier Carlo Manni

 

Tutto ha inizio nei primi anni Settanta. Negli Stati Uniti prende "piede" un nuovo modo di praticare l'attività sportiva della corsa podistica chiamato "JOGGING" (letteralmente "avanzare piano"). Immediatamente coinvolti, moltissimi appassionati si radunano per partecipare a manifestazioni che li vedono impegnati ad affrontare percorsi di diverso chilometraggio senza la pretesa di voler primeggiare ma solo per il gusto di stare in buona compagnia al passo più consono a ciascuno di loro.

Diventa ben presto un fenomeno di massa che, approdato anche in Italia, vede sempre più aumentare il numero degli adepti. Cominciano a nascere così manifestazioni podistiche che vengono definite "non competitive" e che cominciano ben presto a fiorire anche nelle nostre zone. Complice anche l' "austerity", termine con cui venne denominato quel periodo in cui la crisi petrolifera costrinse gli italiani alle famose domeniche a piedi (oggi tornate di moda in molte città per l'alto tasso di inquinamento soprattutto dovuto, guarda caso, ai gas di scarico delle auto a benzina), la presenza di persone alla varie camminate si andava ad incrementare sempre più. Ed ecco così che, in molte case, la domenica mattina la sveglia comincia a suonare più presto per consentire ai podisti di prepararsi e, muniti di maglietta, pantaloncini e scarpette, recarsi sul luogo prescelto per prendere il via assieme ad altri che, con l'andare del tempo, sarebbero diventati veri e propri compagni d'avventura. Con il crescere dei partecipanti ed i riflessi positivi che una sana pratica sportiva comporta al corpo ed allo spirito, aumenta anche il numero delle "non competitive" organizzate, tanto che ci si trova a veder programmate nella stessa giornata ed alla stessa ora manifestazioni in comuni vicini, andando così l'una a scapito dell'altra come numero di presenti. (Foto a destra: partenza del Giro dei Lagoni a Dormelletto 8^ prova Gamba d'Oro 2002)

Questo portò a logiche inconvenienze, tante che cominciò a manifestarsi l'esigenza e la necessità di coordinare le date e dare vita ad un'organizzazione che si occupasse di gestire una serie di prove con un programma ben preciso al fine di evitare nella Provincia di Novara questi accavallamenti e concomitanze. Un' esigenza ben precisa di cui si fecero portavoce un gruppetto di appassionati che, dopo qualche tempo, portarono alla decisione di varare un calendario ben definito che comprendesse varie camminate in diversi paesi e località della zona.

Di questa incombenza, fu incaricato Gianfranco Zaninetta che, avvalendosi della collaborazione della Polisportiva Invorio Superiore, in primis, e delle varie società sportive ed organizzatrici sorte in quegli anni, si impegnò a redigere un programma di manifestazioni podistiche. E così, dopo varie vicissitudini sempre connesse alla nascita di ogni nuova iniziativa, venne formato il calendario di corse denominato "Le Gambe d'Oro del Novarese". Più semplicemente "Gamba d'Oro", oggi diventata "Gamba d'Oro del Novarese e VCO".

05 GDO CAVALLIRIO 060
E, quella domenica del 14 marzo 1976, spettò a Cavallirio l'onore e l'onere di dare inizio alla prima di trentatre prove, tante le inserite in quel calendario. Tutto qui, si potrebbe dire. Certamente no, perchè, se l'importante era quello di formare un calendario, non andavano trascurati molti aspetti fondamentali per la buona riuscita del calendario e delle singole prove inserite. Visti gli errori di inesperienza che provocavano ai partecipanti vari inconvenienti, quali percorsi mal segnati, ristori insufficienti, poco rispetto per la fatica del concorrente, venne opportunamente stabilito un regolamento che evitasse tutto ciò e tutelasse, di conseguenza, il partecipante. E perchè, poi, non premiare gli sforzi e la fatica di quanti avessero, a fine calendario, partecipato a tutte o ad un numero minimo stabilito di prove? Giusta osservazione; ed ecco che, ad inizio stagione, viene stabilito un numero minimo di presenze che avrebbero permesso agli aderenti, dietro versamento iniziale di una modica cifra di iscrizione, di ricevere al termine della stagione un adeguato riconoscimento. E così fu fatto. Da allora, la "Gamba d'Oro" ha visto accrescere il numero di iscritti, di partecipanti e di manifestazioni inserite. (Foto a sinistra: lungo il percorso della 30^ Marcia delle Primule a Cavallirio, 2^ prova Gamba d'Oro 2005)

A questo successo, ha certamente contribuito anche la bellezza del territorio in cui sono andate in scena le varie prove. C'è da tener presente infatti che tra i fini di questo calendario non certamente secondario risulta quello turistico. Dalla piana del riso alla pendici del Rosa. In sintesi, questo lo scenario naturale che ha fatto da sfondo alle sue trenta edizioni. Tranne alcune zone, l'intero territorio della due Province è stato interessato dalle varie camminate. L'andare per strade e sentieri consente di ammirare le attrattive di ogni singola località, permettendo ad ognuno di meglio apprezzare e conoscere queste nostre zone così ricche di tradizioni, di storia, di colore. E così, ecco che, di zona in zona, da località ad altra, si incontrano la risaia, elemento peculiare della bassa novarese, i cascinali, le fattorie dal tetto rosso in mattone, le masserie, testimonianza di una civiltà contadina di prim'ordine e di una tradizione vinicola di grandissimo prestigio. Per non parlare delle dolcissime sponde del Lago Maggiore e del Lago d'Orta, con le verdeggianti colline che li circondano e dove vivono paesi di antica fattura. E poi ancora le valli ossolane con gli alpeggi e le baite, fino ad arrivare ai piedi del Rosa ed incontrare le antiche vestigia walser. Il Monte Rosa, giustappunto. Potremmo chiamarlo il guardiano di pietra della "Gamba d'Oro". La sua figura si staglia infatti, maestosa ed imponente, sull'orizzonte dando sfoggio, in certe domeniche mattina, di quella sua bellezza che il sole appena sorto illumina ed esalta con i suoi raggi.

Comprendendo anche questa edizione numero trenta (vedi tabella n. 3: Girando paesi e città), sono 91 i comuni, suddivisi a loro volta in 129 località, interessati dalle 1.264 camminate, cifra totale che, non considerando le varie camminate di chiusura, è stata raggiunta al termine della corrente stagione. Suddivisi per la loro attuale provincia di appartenenza, sono 60 per quella di Novara e 28 per il VCO, cui vanno sommate anche le due di quella di Vercelli e l'unica per Varese. Analizzando il calendario sotto l'aspetto territoriale, si evidenzia come la maggior parte delle prove abbia interessato la zona Basso Verbano/Borgomanerese. Nell'ideale classifica relative alle presenze delle singole cittadine, primeggia Arona con 136, cifra cui hanno sensibilmente contribuito le frazioni Montrigiasco (40), Dagnente (26) e Mercurago (26). Anche Borgomanero, seconda con 113, si avvale notevolmente del contributo di Santa Cristina (30), Santa Croce (27), Vergano (12), Santo Stefano (5), San Marco (3) e Cascina Fontana (1). Ben posizionata Gozzano, terza con 59, anch'essa comprensiva delle frazioni Bugnate (14) e Baraggia (10). Quarta posizione per Gattico (55), aiutata da Maggiate Superiore (20) e Maggiate Inferiore (2). Al quinto posto, a quota 48, ecco Novara, con Torrion Quartara (15) e Casalgiate (1). Sazza (15) e Alpiolo (1) permettono a San Maurizio d'Opaglio di essere sesto con 45. In decima posizione, Gravellona Toce, con 32 presenze, è l'alfiera del VCO. Più sotto, troviamo Verbania che, con 26, si posizione al quattrodicesimo posto. Risultato ottenuto attraverso le 14 di Pallanza, le 7 di Intra e le 5 di Zoverallo. Da segnalare che di questa Provincia è anche Piedimulera che, sede della cinquantunesima ed ultima prova del trentennale, diventa così il novantunesimo comune interessato dalla "Gamba d'Oro". (Foto a destra: lungo il percorso di Montrigiasco, 3^ prova Gamba d'Oro 2003)

1264 "non competitive" vogliono dire tanta strada. Già, ma quanti chilometri sono stati messi sotto le scarpette? Abbiamo provato a calcolarli (vedi tabella n. 2: Quanta strada) sommando le maggiori lunghezze indicate per ogni singola gara nei calendari. Con la dovuta cautela e le altrettanto doverose riserve, necessarie in quanto non sempre il chilometraggio previsto è stato effettivamente quello percorso, si arriva alla cifra di 13.230,335 km, con una media per gara di 10,467. Davvero un bel numero per l'ipotetico podista che, vero e proprio stakanovista, avesse partecipato a tutte le gare. L'edizione con maggior chilometraggio stagionale risulta quella del 1989 dove, nelle 43 gare programmate, si raggiunsero i 498 km. La media record stagionale per gara appartiene, però, all'edizione 1979 (30 gare per un totale di 285,500 km) con 12,850 km. Per contro, quella più bassa appartiene proprio all'attuale edizione che, causa l'annullamento della maratonina prevista in occasione della prova disputata all'Aeroporto Militare di Cameri, nelle sue 52 gare ha raggiunto la cifra di 461 km, con la media pertanto abbassatasi a 8,865 km. Da questi dati, si evince che una volta si correva di meno (gare) ma si percorreva di più (chilometri). Come, d'altronde, ben sanno i "fedelissimi".

E lungo questi 13.230,335 km di "non competitive", dove vengono principalmente premiati i gruppi podistici sia come iscritti che, esclusiva del calendario, come arrivati, tra la maggioranza dei semplici appassionati che hanno corso e corrono ancora oggi con lo spirito decoubertiniano dell'importante è partecipare, si sono visti in azione anche personaggi che, proseguendo quasi professionalmente l'attività podistica, sono arrivati a traguardi più prestigiosi, nazionali ed internazionali. Citarli tutti non è certo possibile. Scusandoci con quanti involontariamente esclusi, vogliamo comunque ricordare, in rigoroso ordine alfabetico, nomi quali Aldo Allegranza, Davide Bacchetta, Severino Bernardini, Monica Bottinelli, Nicola Bovio, i fratelli Emanuela e Mauro Brizio, Claudio Caretti, Giovanna Cerutti, Marcello Curioni, Nives Curti, Davide Daccò, Tiziana Di Sessa, Adamo Foglia, Claudio Galeazzi, Antonio Longo Dorni, Elvezio Monastra, Stefano Luciani, Stefano Vercelli. Come non ricordare poi Diego Scaffidi. Il giovane cireggese proprio con la "Gamba d'Oro" si è avvicinato al mondo della corsa ottenendo, nel corso delle varie edizione, successi sia nei minigiri che nelle gare lunghe. Un costante progresso che lo ha portato ad eccellere anche nella corsa in montagna con ottimi risultati che gli sono valsi la prestigiosa maglia azzurra della Nazionale Italiana ai recenti mondiali di specialità tenutisi domenica 25 settembre nei dintorni di Wellington, in Nuova Zelanda. Impegnato nella prova a squadre juniores assieme a i fratelli Martin e Bernard De Matteis - che hanno chiuso la gara rispettivamente terzo e quinto - Diego Scaffidi ha ottenuto un ottavo posto che ha contribuito alla conquista della medaglia d'argento da parte dei nostri portacolori. Strettamente legato alla "Gamba d'Oro" rimane comunque il varesino di Golasecca Virginio Boin, il detentore del record di vittorie in questa manifestazione. L'accenno a Boin ci introduce in Lombardia, regione limitrofa dalle cui zone sono arrivati anche altri grandi protagonisti. Tra i numerosi, rinnovando le scuse per quanti dimenticati, si ricordano Angelo Caccia, Flavio Ferretti, Roberto Marchetto, i fratelli Mario e Vito Minnini, Raffaele Perin. Tra le rappresentanti femminili una menzione per Paola Cervini, Alessandra Colautti, Pinuccia Cucca, Paola Gatti, Ersilia Isotta Salmini. (Foto a sinistra: Virginio Boin vincitore della Marcia delle Rose di S.ta Cristina, 15^ prova Gamba d'Oro 2002)

Da non dimenticare, però, i nomi di quanti (vedi tabella n.1) hanno retto la direzione di questa importante rassegna podistica nel corso delle trenta edizioni. Con maggiori edizioni presiedute risulta il montrigiaschese Sergio Maroni, per lui 6 calendari per complessive 222 prove. A seguire Remo Molteni, 5 edizioni per 214 prove. Quattro quelle dirette dal già citato Gianfranco Zaninetta (con 132 prove), da Luciano Bedoni (185) e Pietro Zuvadelli (184). Tre le annate per Marco Valli (139) con una per Pietro Brognoli (40). Da tre edizioni, al vertice del direttivo vi è il gozzanese Mario Ruga che, al termine della corrente stagione, è arrivato a 148 prove. Anche grazie ai loro sforzi e alla loro disponibilità, indissolubilmente uniti a quelli di organizzatori e partecipanti, nel corso di questi anni la "Gamba d'Oro" ha saputo conquistarsi meritatamente uno spazio ben definito nel panorama sportivo amatoriale e raggiungere consensi che, pur con qualche inconveniente riscontratosi in singole camminate e legato all'essere umano, ahimè, fallace, le hanno permesso di arrivare a questa prestigiosa cifra di trenta edizioni, senza tradire lo spirito iniziale che l'ha fatta nascere.

L'augurio è che questa perseveranza rimanga costante, protraendosi nelle edizioni a venire, e che, non cullandosi sugli allori, si cerchi sempre, ove possibile, di migliorare evitando pericolose e tentatorie insidie. Oggi, come allora, "Ad maiora, Gamba d'Oro".