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20004 POKER BORGOTICINO 066.jpg (104689 byte)38^ Prova Gamba d'Oro 2005

Su e giù per il Vergante

Ghevio di Meina, 17/07/05

A cura di Pier Carlo Manni

 

Marco Tiozzo e Monica Brunati vincono su uno dei percorsi più duri

La Fortezza. Di certo non assomigliava alla Fortezza Bastiani, quella verso cui, nominato ufficiale, si diresse una mattina di settembre Giovanni Drogo. Nel suo romanzo "Il deserto dei Tartari", Dino Buzzati la descrive come un'inospitale edificio, non imponente con le sue basse mura gialle, né in alcun modo bella, nè pittoresca di torri e bastioni. Edificata sul ciglio del pianoro di un nudo colle che si apriva tra giganteschi monti erbosi e selvaggi, la Bastiani aveva un forte centrale, che in fondo assomigliava ad una caserma con poche finestre, da cui partivano due bassi muraglioni merlati che lo collegavano alle ridotte laterali, due per parte. 

 

LA CRONACA

I muri sbarravano così debolmente l'intero valico, largo circa cinquecento metri, chiuso ai fianchi da alte precipitose rupi. Quella che da lontano pareva grandiosa, era invece una costruzione vecchissima, una delle più piccole, una fortezza di seconda categoria completamente superata. Ma era un posto di frontiera davanti a cui si stendeva un grande deserto di pietre e terra secca chiamato, appunto, il deserto dei Tartari. Un popolo la cui effettiva presenza potrebbe essere stata solo una leggenda perchè nessuno deve essere passato di là, neppure nelle guerre passate. Una frontiera morta che non dà pensiero ma, come afferma il capitano Ortiz - altro personaggio del romanzo incontrato da Drogo lungo gli impervi sentieri in avvicinamento alla Bastiani, sua stessa meta -, "la frontiera è sempre frontiera e non si sa mai..".

A dare invece il nome alla località che sormonta l'abitato di Ghevio, sede di partenza e di arrivo della trentottesima prova della Gamba d'Oro, è stata la probabile antica presenza di un castello visconteo. Di certa datazione ed effettiva presenza su questa altura è tutt'oggi la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, di antichissime origini essendo già citata nella bolla di Papa Innocenzo II del 1132 come chiesa soggetta alla pieve di Gozzano. L'edificio di culto è affiancato dallo svettante campanile romanico, l'elemento più antico. Risalente alla fine del secolo XI, a sette piani, è alto circa 30 metri con finestre monofore e bifore ed archetti pensili. Nella sottostante area del campo sportivo, si sono invece radunati domenica 17 luglio i partecipanti alla "Su e giù per il Vergante", prevista sulla distanza di 10,300 km. 497 gli iscritti totalizzati per questo appuntamento che arriva alla presenza numero ventisei nel calendario.

Tracciato che rispecchia appieno la denominazione della camminata con, poco dopo la partenza, la salita verso Silvera, come Ghevio altra frazione meinese. Passaggio dal nucleo di case della zona chiamata Piante per affrontare un breve strappo sterrato che sbuca sulla strada che collega Invorio a Colazza. Via in leggera ma cotante salita che viene impegnata per dirigersi proprio verso quest'ultimo comune il cui transito prevede lo strappo verso l'area dell'erigendo Palazzetto del Ghiaccio. Poco dopo lo scollinamento, si svolta a destra per portarsi lungo un sentiero che, scorrendo nei pressi dell Rio Tiaschella, interessa la zona boschiva della Morra dell'Arbujera. In questo punto, gli organizzatori dell'A.S.C. Ghevio e Silvera hanno apportato una modifica al tracciato della scorsa edizione addolcendone l'attraversamento con l'impiego di un sentiero che scorre nella parte medio-bassa della collina, un intervento positivamente commentato a fine corsa. Completando un vero giro, si rientra a Colazza all'altezza del cimitero dove inizia una lunga discesa che, passando dalla locale Chiesa Parrochiale, si butta attraverso le vie cittadine per uscire nella bassa zona periferica del paese.

Attraversata la strada asfaltata, ecco un nuovo sentiero sterrato lungo il quale si scende più dolcemente attraverso i boschi, dalla quanto mai rinfrescante ombra, per raggiungere la zona della Gera. Ci si trova in zona traguardo, ma il percorso non si esaurisce perchè, pur passando a fianco del campo sportivo entro cui si trova il classico gazebo d'arrivo, la fatica dei podisti prosegue con la discesa in sasso e ciotoli al cui termine ci si immette su strada asfaltata per iniziare un giro che porta a raggiungere ed attraversare il centro dell'abitato di Ghevio. Lasciatisi alle spalle la piazza principale con il Monumento ai Caduti, quando ormai mancano circa seicento metri alla conclusione ecco presentarsi davanti ai partecipanti l'ultima asperità del percorso. Conosciuta come la Costa, presenta una progressiva ascesa che, dopo un più digeribile tratto iniziale, si fa più ostica in prossimità del tornante da dove la pendenza si accentua ancor di più. Non si toccano certo nè percentuali nè altezze impossibili, ma, posto com'è nel finale di un percorso interessante ma non certo facile nella fase precedente, questo strappo costa molto in termini di sudore e fatica perchè, essendo interamente allo scoperto, viene affrontato sotto la calorosa ma sgradita presenza degli strali solari - giornata domenicale tornata estiva - i cui effetti, inaspritisi nel corso degli anni per l'effetto serra, hanno indubbiamente pesato sui muscoli già affaticati dei partecipanti. Quanto mai gradite, pertanto, le ultime pianeggianti centinaia di metri per arrivare al traguardo posto, come già ricordato, all'interno del campo sportivo.

L'andamento della gara ha vissuto il suo momento decisivo nel corso del passaggio iniziale da Colazza. A prodursi in quella che sarebbe risultata l'azione vincente era Marco Tiozzo. Portandosi al comando della gara, il varesino superava Christian Mattachini, protagonista di una partenza veloce e quanto mai deciso a giocarsi la partita. Senza però lasciare possibilità di rientro, Tiozzo incrementava progressivamente il proprio vantaggio nei suoi confronti ed andava così in solitaria verso il vittorioso arrivo. Gli sforzi profusi nella sua azione iniziale si facevano sentire nel corso dell'ascesa finale e Christian Mattacchini doveva cedere il passo a quanti lo stavano inseguendo. Fortunatamente era il fratello Jstvan a rinvenire su di lui per primo e, dopo averlo superato, a conquistare la seconda posizione. Sorpasso concretizzato anche da Valentino Tancini, pertanto terzo, che relegava così Christian in quarta posizione, con Francesco Guglielmetti giunto più staccato nella posizione successiva.

La sua entrata nel mondo podistico di lunedì 4, lei grande protagonista in ciclocross e mountain bike, era stata vincente. Non volendo essere da meno anche nella sua gara d'esordio in Gamba d'Oro, Monica Brunati, è di lei che stiamo parlando, ha sbaragliato le avversarie di giornata ed ha felicemente festeggiato questa sua prima con una netta e brillante vittoria. Una firma di spessore, la sua, che va ad arricchire l'albo d'oro dei vincitori, sia per la "Su e giù per il Vergante" che per la Gamba d'Oro. Piazza, pertanto, quanto mai d'onore quella meritatamente ottenuta da Paola Felletti, altra new entry, cui sono seguite altre protagoniste quali Alice Di Simone, Gisella Campolo e Caterina Giobbio che, in quest'ordine, si sono successivamente classificate.

Nessuna novità tra gli under 14 dove si sono ancora imposti Michael Cusinato e Monica Mercatali. Alex Cavigioli, Marco Oioli, Matteo Brumana e Nicolò Franzoni gli altri classificati in campo maschile, mentre Prisca Stefani, Barbara Boca, Francesca Guerini e Giorgia Guglielmetti sono le ragazze giunte al traguardo alle spalle della vincitrice.