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russo daniela.jpg (40503 byte)21^ Prova Gamba d'Oro 2005

Camminata dell'Oratorio

Cameri (NO), 03/06/05

A cura di Pier Carlo Manni

 

Un podio maschile tutto marocchino - Daniela Russo prima tra le donne

La Cascina Picchetta, diventata nel mentre sede di svolgimento di cross invernali, vede tornare i podisti della Gamba d'Oro dopo nove anni. Risaliva infatti alla mattinata di domenica 10 marzo 1996 l'ultima manifestazione qui organizzata all'interno di questo calendario. Per l'odierno ritorno di venerdì 3, l'aia antistante la caratteristica struttura agricola è stata letteralmente invasa da un folto numero di partecipanti, fattore positivo già verificatosi nelle precedenti gare serali, che hanno portato al computo finale di ben 589 iscritti.

 

LA CRONACA

Per loro, il classico chilometraggio di sei chilometri era stato disegnato nell'area sottostante Villa Picchetta, l'edificio principale di Cascina Picchetta al cui interno è stata collocata la nuova sede del Parco del Ticino Piemontese. Superato l'iniziale stretto budello della partenza, i partecipanti si sono lanciati lungo le stradine e i sentieri che caratterizzano quest'area naturale riconosciuta dall'UNESCO come "Riserva della Biosfera". Molto pittoresca, quasi da film western, la scena, colta poco dopo aver aggirato le mura della stessa Villa Picchetta, del polverone sollevato lungo il primo chilometro in aperta campagna dal lanciatissimo drappello di podisti. La parte successiva del percorso prendeva un ombreggiante tratto boschivo con interessamento della pista ciclabile in direzione Cascina Zaboina. Prima di raggiungere quest'altro caratteristico edificio colonico, una svolta a sinistra portava a percorrere un nuovo sentiero che, dopo un tratto ai margini, sarebbe successivamente entrato in un altro bosco.

E proprio nella prima parte di questo tratto , si transitava attorno ad alcuni stagni contraddistinti da un cartello. Sono le zone dove è presente la più grande popolazione di Pelobates fuscus insubricus, raro anfibio endemico italiano. Come si ricava dagli opuscoli diffusi, la diminuzione delle aree coltivate a risaia e le pratiche agricolturali non ecocompatibili e che non necessitano di grandi quantità di acqua, come mais e soia, hanno provocato un duplice danno agli Anfibi di questo territorio: impossibilità alla riproduzione e concentrazione nelle poche risaie esistenti di numerosi predatori, fattori che incidono sicuramente sulle potenzialità riproduttive residue. La gravità della situazione mette a rischio non solo la popolazione di Pelobate di Cameri, ma anche le possibilità di conservazione generale della specie. Per questo ragioni, è stato formato il Progetto LIFE Pelobates, finalizzato proprio alla salvaguardia di queste importanti popolazioni e del loro habitat. Obiettivi, quelli di fermare l'attuale trend negativo e potenziare con ogni mezzo i possibili siti riproduttivi degli Anfibi, attuabili con la sensibilizzazione e la collaborazione di Istituzioni scolastiche, Enti Locali e WWF Italia (già presente con il Centro Pelobate dell'Oasi WWF di Bellinzago Novarese) e in accordi con gli agricoltori per incentivare e mantenere una corretta risicoltura.

Tornando alla nostra corsa, l'addentrarsi nel cuore della vegetazione riservava momenti di ombreggiante frescura, quanto mai opportuna stante il caldo della serata. Usciti in leggera ascesa dal bosco, si raggiungeva nuovamente l'aperta campagna immettendosi nel chilometro finale che, sempre su sterrato erboso, si sarebbe concluso all'interno dell'aia in senso opposto alla direzione di partenza.

Ad aggiudicarsi questa calda prova era Rachid El Moustafà. Residente a Rondissone ma in zona per motivi personali, il marocchino non ha avuto problemi eccessivi per imporsi infliggendo oltre trenta secondi di distacco al connazionale Hraiba Addelhadi, dal vincitore ben conosciuto in quanto i due hanno avuto modo di frequentarsi nel corso di vari stages di preparazione nella loro terra d'origine. Patria da cui proviene anche il terzo arrivato Said Ouyat, il fratello di Salah, giunto ancora più staccato. Toccava al borgomanerese Claudio Pastore la quarta piazza, ottenuta precedendo Renato Longo, omonimo ma non parente del grande ciclocrossita pluricampione del mondo.

Viene da Magenta e risponde al nome di Daniela Russo la vincitrice della gara femminile. Un successo, il suo, arrivato dopo aver resistito e vanificato l'azione della novarese Mara Dellavecchia che, rimasta attardata alla partenza, le è arrivata a breve distanza dopo una gara in rimonta. Chiudeva terza Roberta Picozzi con la giovane Federica Cerutti e la veterana Alice Di Simone nelle posizioni successive.

Solito terzetto di baldi giovani protagonista nel minigiro under 14 dove a prevalere era Michael Cusinato davanti a Massimiliano Cerutti ed Alex Cavigioli. Ancora alla ribalta Monica Mercatali, indiscutibilmente impostasi nella pari categoria ragazze precedendo Alice Sogni, Laura Malanchini e Cristina Sogni.

L'opinione

Come accennato nelle note di cronaca, questa prima serale di giugno è stata accompagnata da un caldo non certo usuale per la stagione. Pertanto, quanto mai appropriato, e per questo più gradito, è stato l'omaggio di una bottiglia da 75 cl. di un noto integratore consegnata a tutti gli arrivati poco dopo il traguardo. Un tocco in più che, unito all'abbondante ristoro finale ricco anche di gustose dolcezze, rende maggior merito allo staff organizzativo coordinato da Don Massimo Volpati, che ben conosce l'ambiente podistico frequentandolo, missione pastorale permettendo, come atleta praticante già da qualche anno. Da non dimenticare l'ulteriore dono di una piantina di fiori consegnato a numerose rappresentanti femminile. Positivi quindi i riscontri per questa prova che, abbandonando il centro di Cameri dove si erano disputate, con partenza ed arrivo dall'oratorio gestito dallo stesso Don Massimo, le precedenti edizioni, può aver ritrovato in questa zona la sua ideale sede di svolgimento per il futuro.

(Nella foto Daniela Russo)