L'archivio storico di nuniez.it

Hit Counter

News & Comunicati
Servizi speciali
Gamba d'Oro
Ammazzinverno
Piede d'Oro
Vco in corsa
Circuito Running
Notizie dalla Fidal
Allenamento
Consigli e Curiosità

 

2004_BAVENO 053.jpg (70611 byte)4^ Prova Gamba d'Oro 2005

Camminata Da........Gnente

Dagnente, 28/03/05

A cura di Pier Carlo Manni

 

Diego Scaffidi stacca l'abbonamento a Dagnente, Giovanna Cerutti vince bene su un terreno a lei congeniale

 

Pasqua bagnata ma, per fortuna, Pasquetta soleggiata. Dopo le precipitazioni dei giorni precedenti che hanno guastato il week-end pasquale, ad accogliere i podisti in quel di Dagnente una giornata prettamente primaverile che ha richiamato 548 iscritti per il quarto appuntamento stagionale della Gamba d'Oro. Un impegno da prendere non certo con le molle perchè, pur se la prova è denominata "Camminata Da...gente", il percorso che gli organizzatori avevano preparato era quello tradizionale delle passate edizioni e che, nell'ambiente, viene ormai definito come la "Parigi-Roubaix" podistica.

Dieci impegnativi chilometri che prendono avvio dal piazzale sottostante la Chiesa Parrocchiale, dedicata a San Giovanni Battista, con il vicino cimitero dove, pur se con qualche acciacco dovuto a piccoli smottamenti del terreno, si erge maestoso il monumento che racchiude le spoglie del patriota e letterato Felice Cavallotti, il figlio più famoso della piccola frazione aronese. Dopo il passaggio iniziale tra le stradine e le viuzze dell'abitato, la strada inizia a salire lungo un sentiero che porta verso il Motto Mirabello. Poco dopo il primo chilometro, si esce da questo sentiero per, girando a destra, dirigersi verso il Motto delle Rape con un breve strappo asfaltato che, cento metri dopo, vede i partecipanti immettersi a sinistra in un nuovo sentiero boschivo, parzialmente interessato in senso opposto la domenica precedente nella prova di Montrigiasco. E proprio questo centro viene nuovamente toccato, in zona terzo chilometro, con l'imbocco della lunga discesa che porta verso la località Incocco.

Giro di boa attorno al Laghetto del Picchio per poi risalire ancora tra i boschi e, quinto chilometro, affrontare il tratturo in pietre levigate e sdrucciolevoli che serviva da collegamento tra la stessa Montrigiasco e Paruzzaro, comune cui l'attuale frazione aronese venne aggregato nel 1928 e da cui si staccò nel 1960. Proprio questo è uno dei tratti che hanno conferito alla camminata l'appellativo sopracitato. Risaliti a Montrigiasco, breve fase di riposo di circa duecento metri che porta successivamente ad affrontare la breve ma ripida asperità del Motto di Montrigiasco. Scollinati all'altezza della pineta, si entra nella fase finale con l'imbocco di un altro sentiero che, con alcuni saliscendi, entra nella parte alta boschiva del Motto della Rape. Una lunga discesa, resa insidiosa dalla presenza di numerosi sassi spesso nascosti dal secco fogliame, porta al passaggio dalla località "Ca' di Stevan", un pianoro verdeggiante da cui lo sguardo spazia sulle circostanti colline del Vergante. Inizia qui il chilometro finale che, ancora interamente in discesa, rientra verso Dagnente attraverso uno largo sterrato, che offre un altro stupendo panorama sul sottostante Lago Maggiore, che termina nei pressi del vecchio lavatoio dove, oggi come allora, le donne si recano a lavare i panni con tanto sapone e olio di gomito. Ultimi sforzi sull'asfalto che passa tra le vie dell'abitato e definitiva conclusione all'interno dell'area del Parco giochi.

Al termine di questo ostico ma apprezzato tracciato, solitario sul traguardo si è presentato Diego Scaffidi. Vincitore di questa stessa prova nella passata stagione, il giovane cireggese, ancora juniores, è stato autore di una maiuscola prestazione. Portatosi al comando della gara con Dario Caruso e Abdelhadi Hraiba, Scaffidi, lungo la salita che conduceva a Montrigiasco, staccava i suoi compagni di avventura e, senza dare loro modo di rientrare, se ne andava. Aumentando progressivamente il proprio vantaggio nell'ultima parte di gara, ormai imprendibile, poteva lanciarsi nella lunga discesa finale con un buon margine di sicurezza e concludere così vittoriosamente la sua gara. Secondo posto finale ottenuto da Dario Caruso che, nel frattempo, aveva staccato il marocchino Hraiba, giunto poi terzo. Ottimo quarto posto per il varesino Enrico Rodari, seguito poi da Giorgio Voltini.

Reduce da una ventina di giorni di trekking trascorsi nel cuore dell'Africa, sulle pendici del Kilimanjaro, la stronese Giovanna Cerutti ha messo a frutto questo suo lavoro preparatorio. Senza lasciare spazio e scampo alle rivali di giornata, l'infermiera omegnese ha ottenuto un successo molto incoragggiante in vista di una stagione che la vedrà impegnata a difendere il titolo di campionessa italiana di skyrunning, da lei detenuto. Un'impresa che, se ottenuta, la vedrebbe imporsi per il terzo anno consecutivo, un vero e proprio record in questa difficile ed estrema specialità della corsa podistica. Alle spalle della vincitrice, secondo posto per Roberta Picozzi. Tra le compagne di squadra Simonetta Montis e Luisa Fumagalli, rispettivamente terza e quinta, si inseriva al quarto posto Stefania Usan, una giovane allieva molto promettente.

Meritata vittoria, tra gli under 14 del minigiro, per Alex Cavigioli che, dopo i precedenti piazzamenti, ha avuto ragione di Gabriele Usan, fratello di Stefania, e di Stefano Contini. Ancora quarto, curiosamente per la quarta volta, il pimpante borgomanerese Riccardo Pagani con l'esordiente assoluto in campo podistico Davide Lupo terminato al quinto posto. Tra le ragazze, la reginetta è stata Monica Mercatali. La bravissima maranese si è dimostrata ancora la migliore precedendo Valentina Mora, Stefania Gramoni, Francesca Cecilia e la rientrante saronnese Silvia Borghi.

L'opinione

La "Parigi-Roubaix" ciclistica, oltre al famoso pavé, ha spesso avuto il fango tra gli elementi che ne hanno fatto la leggenda. Nel suo piccolo, anche la camminata dagnentese ha dovuto patirne la presenza. Complici le precipitazione della vigilia, la viscida insidia si è materializzata in alcuni tratti, spesso aiutata nella sua formazione da piccoli rivoli che sgorgano e scorrono tra i boschi attraversati dal percorso. Il lavoro degli organizzatori, intervenuti per ridurne le insidie, è riuscito a limitare i tratti interessati. Nonostante le loro premure, l'autoambulanza, presenza costante in ogni rassegna podistica, è dovuta intervenire per soccorrere un atleta vittima di un incidente. Portatasi sul percorso, l'automezzo si è dovuto fermare prima di iniziare un sentiero. Purtroppo, probabilmente a causa della batteria scaricatasi, non è stato poi in grado di rimettersi in moto. Lo sfortunato atleta vittima dell'incidente ha potuto comunque usufruire dell'aiuto di altre persone, tra le quali la sorella prontamente accorsa. Sostenuto dagli amici e successivamente sottoposto ad esami ospedalieri, veniva lui diagnosticata una classica, ma sempre dolorosa, slogatura alla caviglia. Per fortuna, niente di rotto. A chi ci legge, le riflessioni in merito.