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20ª Prova Gamba d’Oro 2004

Ornavasso, 02/06/04

A cura di Pier Carlo Manni

Sport e Storia insieme alla Linea Cadorna – Vincono Limo e Picozzi

Turno infrasettimanale per la Gamba d'Oro. Occasione la "Festa Nazionale delle Repubblica", a cura del locale Gruppo Alpini e dell'Associazione "Linea Cadorna", ad Ornavasso si è disputata la ventesima prova di questo calendario. 420 gli iscritti registratisi per una gara che ha voluto unire sport e storia in una zona dove la Storia è davvero stata scritta.

Circa dieci i chilometri previsti per la corsa, sviluppatasi in due parti ben distinte. Con partenza dal Parco Giochi, il tracciato prevedeva, dopo l'iniziale rettilineo, una discesa tra le case a nord del comune ossolano ed il successivo passaggio dalle località "Rischon" e "Rinn". In prossimità di quest'ultima, iniziava un breve rettilineo sterrato che si poi immetteva, a destra, in un sentiero tra i prati circostanti. Da qui usciti, veniva iniziata la salita in asfalto che ritornava verso la zona di partenza. Questa prima parte si concludeva all'incrocio col rettilineo iniziale dove, svoltando a destra, si tornava a percorrere il precedente tratto fino allo sterrato dopo "Rinn". Svoltando questa volta a sinistra, si iniziava il viottolo che, attraversando prati e boscaglia, sbucava nel piazzale del vecchio cannone presso la punta di Migiandone. Era l'inizio del tratto più difficile ma, nello stesso tempo, caratteristico ed affiscinante che il percorso riservava. Iniziava infatti la mulatteria della "Linea Cadorna", la lunghissima linea difensiva che prende il nome dal generale verbanese Luigi Cadorna. Fu lui che la progettò e fece costruire nel 1916 per il timore che i nemici austro-tedeschi passassero attraverso la Svizzera, violandone la sua neutralità, per cogliere di sorpresa l'esercito italiano. Si tratta di un grande complesso difensivo che prevedeva la costruzione di opere collocate in punti strategici e che inizia al Monte Massone. Passando nel Verbano e superando il Lago Maggiore, si snoda per molti chilometri fino a raggiungere le Alpi Orobie, in Lombardia. Edificata a prezzo di dura fatica di migliaia di soldati, questa barriera difensiva non venne fortunatamente mai utilizzata, venendo poi successivamente abbandonata nel 1920. I lavori di recupero vennero iniziati nel 1996 a cura delle due società organizzatrici della camminata, ripristinando sentieri, restaurando i reperti storici e predisponendo esplicativi cartelli di segnaletica.

Ed il transito su questa mulattiera ha rappresentato il momento clou della corsa. Osservando dal piazzale d'accesso, lo stuolo dei podisti andava a formare un enorme e variopinto serpente che, con le sue volute, si snodava lungo i tornanti che si inerpicano lungo le rocciose pareti del monte, fino ad arrivare al monumento soprastante. Uno spettacolo di grande impatto scenografico. Raggiunto il monumento lì eretto, si abbandonava la "Linea Cadorna" per imboccare un sentiero tra i boschi che, scorrendo lungo i fianchi della montagna molto più agevolmente ed in leggera ma costante discesa, usciva sulla strada asfaltata che sale verso il Santuario della Madonna del Boden. Affrontandone i larghi tornanti che li caratterizzano, si percorrevano in discesa due chilometri che, dopo il transito sotto la Torre della Guardia e la Chiesa Parrochiale, riportavano in paese con la conclusione fissata al Parco Giochi.

Gara quindi molto impegnativa che ha visto salire alla ribalta, e non poteva essere altrimenti viste le sue origini di abitante degli altipiani, il keniano Joel Limo. Il nome nuovo del podismo locale dettava i suoi ritmi fin dalle prime battute e faceva subito la differenza, tanto che, già al passaggio dal giro iniziale, aveva accumulato un grande vantaggio sugli immediati inseguitori. Incrementando il gap a proprio favore anche nel tratto in salita, Limo andava poi a concludere vittoriosamente questa sua solitaria cavalcata con oltre tre minuti di vantaggio sul secondo.

Stante la superiorità dimostrata dal vincitore, la lotta per questa posizione è stata quanto mai appassionante. Primo protagonista il bellinzaghese Nicola Bovio che, alla ricerca dell'antica forma, ha provato a staccare il resto del gruppo. Rientrato il suo tentativo, è stata la volta del marocchino Salah Ouyat ad allungare. La sua si è rivelata un'azione decisiva perchè il vantaggio raggiunto al passaggio in vetta dopo l'ultimo dei venti tornanti, tanti erano infatti quelli da superarsi lungo la mulattiera, gli permetteva di lanciarsi con una certa tranquillità lungo la discesa finale. Su di lui, però, piombava un lanciatissimo Davide Masucci che, autore di una veloce discesa, proprio all'imbocco del rettifilo finale sembrava poter raggiungere il marocchino. Accortosi del pericolo, lo stesso Ouyat si produceva in uno scatto che gli permetteva così di conservare la piazza d'onore finale. In quarta posizione ancora protagonista Enrico Zambonini cui seguivano, a distacchi regolari di circa dieci secondi l'uno dall'altro, Nicola Bovio, Enrico Tassera, Maurizio Chiarello, Francesco La Barbera e Flavio Prina.

020707mini1.jpg (239208 byte)Prima vittoria stagionale per Roberta Picozzi (nella foto ripresa con la figlia a Ghevio nel 2002). La portacolori del G.P. ' 76 Oleggio ha costruito la sua vittoria nella seconda parte di gara. Affrontata in testa la salita, la borgomanerese si era vista pericolosamente avvicinare dalla verbanese Mara Drovanti allo scollinamento. Senza abbattersi, Roberta Picozzi reagiva prontamente e, imponendo il suo miglior passo, riusciva a liberarsi della scomoda presenza della verbanese ed arrivare vittoriosa sul traguardo. Alle spalle di Mara Drovanti, altre due verbanesi, Alessandra Betteo e Barbara Girelli, concludevano rispettivamente in terza e quarta posizione. Ancora in evidenza Simonetta Montis, terminata quinta.

En plein dei fratelli Cerutti nel minigiro. Massimiliano aveva la meglio su Alex Cavigioli, Luca Piccardo, Andrea Cerri e Fabrizio Torciere. Federica otteneva un'ennesima vittoria precedendo Valentina Mora, Mercatali Monica e le sorelle Monica e Stefania Gramoni.