11ª Prova Gamba d’Oro 2004
Mercurago, 02/05/04
A cura di Pier Carlo Manni
Servizio fotografico di Costantino Pagani
Pier Ugo Barricelli e Mara Dellavecchia si aggiudicano la seconda edizione della ½ dei Lagoni
Se volete prendere parte ad una mezza maratona pianeggiante "per fare il tempo", se la volete veloce, magari tutta in asfalto, la "1/2 dei Lagoni" non fa certo per voi. Se invece volete fare "fondo", se
volete fare "un lungo" di qualità, se volete un percorso misto per "fare la gamba", se vi piace correre o camminare per qualche oretta al ritmo che preferite, magari tra prati e boschi, la "1/2 del Lagoni" è la vostra giusta soluzione. Organizzata dalla Podistica Arona e
giunta alla sua seconda edizione, questa manifestazione ha davvero ottime carte per diventare una classica del podismo. Una di quelle prove dove non si va alla caccia di record personali ma, un po' come avviene per la più famosa "Sgamelàa", l'obiettivo singolo diventa quello di parteciparvi e
portare a termine tutti i chilometri previsti.
Undicesima prova della Gamba d'Oro e comprendente tre diversi percorsi (oltre alla mezza previsti anche i tradizionali minigiro e giro lungo), la manifestazione aronese ha registrato un totale di 709 iscritti, 198 dei quali per la
distanza più lunga. Partenza in comune per tutti i tre percorsi con una salita iniziale di oltre un chilometro che, che un piccolo tratto mediano in leggera
pianura, immette i partecipanti nel Parco dei Lagoni. Frecce di varie colorazioni instradano poi i podisti sul tracciato scelto. La mezza maratona si separa dai rimanenti percorsi quando, a circa tre chilometri dal via, viene superato il primo lagone. Da qui, prende il via un giro che vede i podisti
affrontare la discesa verso la baita degli alpini di Dormelletto, sede della gara del 18 aprile u.s., da cui si transita proprio in corrispondenza del quarto chilometro. Con un tratto in asfalto, l'unico che, oltre ai brevi di partenza ed arrivo, si incontra sul percorso, si raggiunge l'abitato di
Dormelletto su di un lungo rettilineo pianeggiante. Passato il quinto chilometro, la strada inizia a salire progressivamente per rientrare, svoltando in via Camotto, nel Parco. In questa zona, piccoli saliscendi si alternano a tratti di riposo che portano a chiudere la prima parte di gara all'ottavo
chilometro quando, all'incrocio iniziale del primo lagone, si svolta a sinistra per transitare a fianco della pista del maneggio Crespi. Il sentiero si addentra sempre più nel cuore del Parco, serpeggiando tra gli alberi che hanno saputo resistere alla tromba d'aria abbattutasi lo scorso anno in questa
zona. Breve ma impegnativa salita appena transitati dal decimo chilometro, poi altro tratto di riposo che prepara ad affrontare il passaggio più impegnativo del percorso. Infatti, dopo essersi lasciati alle spalle il dodicesimo chilometro, superato dopo una breve discesa, il sentiero si inerpica per circa
quattrocento metri e, tagliando in diagonale il costone del pendio che qui si erge, porta a raggiungere e scavalcare il tredicesimo chilometro proprio al culmine dell'erta. Si riprende a scendere dolcemente per raggiungere la Cascina Bossi, appena dopo il quattordicesimo chilometro, dove si trova il terzo
ristoro previsto (un unico e doppio ristoro era stato posizionato ad inizio e fine del giro iniziale). Si risale poi verso la necropoli romana per entrare nella parte finale che presenta ancora due brevi salite, l'ultima appena dopo il diciottesimo chilometro dove era stato posizionato il quarto ed ultimo
ristoro sul pecorso. Gli ultimi due chilometri erano quasi interamente in discesa, in modo particolare quello finale. Infatti, ormai usciti dal Parco, gli ultimi mille metri scendevano con una ripida picchiata su strada asfaltata e trovavano la loro conclusione all'interno del prato vicino alla zona di
partenza.
Un percorso, quindi, molto muscolare che ha trovato molti apprezzamenti da parte degli interpreti di questa cavalcata podistica. Migliore dei quali e solitario vincitore dopo questa fatica è stato il giovane romagnanese Pier Ugo
Barricelli. Detentore del titolo italiano a squadre di cross juniores,
ottenuto agli ultimi nazionali di Roma, Barricelli ha costruito il suo successo con una gara in rimonta. Dopo le fasi iniziali, al comando della corsa si era portato Andrea Basoli che, al termine del giro iniziale, poteva contare su una quarantina di secondi di vantaggio su Barricelli. Punto cruciale e
decisivo era la salita dopo il dodicesimo chilometro. L'azione del battistrada si faceva meno brillante e, forse sentendo le avvisaglie della fatica, le sue gambe non erano più così fresche. Basoli era costretto a rallentare il passo, ciò che permetteva al più giovane Barricelli di rinvenire su di lui
e, dopo il passaggio in cima all'erta, staccarlo definitivamente. Il romagnese proseguiva così in solitaria e concludeva vittorioso nel tempo di 1h17'10", prestazione cronometrica superiore di quaranta secondi rispetto a quanto fatto registrare da Davide Bacchetta, vincitore della prima edizione.
Chiudendo in 1h18'20", manteneva il secondo posto Andrea Basoli, mentre si piazzava al terzo posto, in 1h20'24", lo stresiano Gian Paolo Ferrigato, autore di una buona gara. In quarta posizione, si rivedeva Alessandro Mira D'Ercole, il secondo della passata edizione, che, con 1h20'48",
precedeva Josef Mussi, vincitore lunedì 26 aprile della serale di Casale Corte Cerro, quinto con 1h21'42".
Per la famiglia Barricelli poteva essere una doppia festa. Al via, in campo femminile, si allineava anche la sorella Monica, la vincitrice della prima edizione. La sua gara, però, durava poco più di quattro chilometri. Risentendo di
postumi influenzali che ne ostacolavano la regolare respirazione, Monica Barricelli si fermava all'altezza della Baita degli Alpini di
Dormelletto. Via libera per le altre con ancora protagoniste Mara Dellavecchia ed Alessandra Colautti. Le due viaggiavano assieme per tutto il giro iniziale finchè, una volta superato l'ottavo chilometro, Mara Dellavecchia allungava e, proseguendo con un passo deciso, riusciva a liberarsi della scomoda
compagnia della milanese. Era l'azione decisiva perchè la novarese non veniva più raggiunta e, incrementando via via il proprio margine di vantaggio, andava a chiudere vittoriosa in 1h32'59". Alessandra Colautti, recente vincitrice a Galliate, non aveva problemi per la seconda piazza che faceva sua
impiegando 1h34'08". Più staccata, in 1h40'10", era la volta di Karin Muraro che riusciva a precedere per il terzo posto Cecilia Mora, quarta in 1h40'20".
Nella prova sugli undici chilometri, si imponevano Marco Maginzali e Simona Galli. Il varesino di Casorate Sempione riusciva a precedere l'ossolano Enrico Zambonini e Marcello Curioni che, già azzurro di maratona, ha voluto ritornare a
calzare le scarpette da corsa. La feriolese ha avuto la meglio sulla cadrezzatese Rita Magistri e, toh chi si rivede!, Katia Taraborelli.
Ritornando alla mezza, senza dubbio più che positivi i commenti. Davvero ottima l'organizzazione che non ha fatto mancare alcunchè ai partecipanti, in primo luogo con i ristori (quattro sul percorso più quello all'arrivo) ben
distribuiti sul percorso.
Segnalazione del chilometraggio ben visibile con la presenza di personale in diversi punti del percorso. Costo dell'iscrizione contenuto in euro 5, con relativo omaggio di una borsetta. Certo la perfezione non è di questo mondo, ma
quanto presentato dagli uomini della Podistica Arona è stato indubbiamente un ottimo lavoro.
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